La (nuova) corsa all’oro

Redazione
05/10/2010

Finiti i tempi dei coloni e dei cavalli, il Farwest ora è la borsa di New York. Il prezzo dell’oro...

La (nuova) corsa all’oro

Finiti i tempi dei coloni e dei cavalli, il Farwest ora è la borsa di New York. Il prezzo dell’oro nella capitale statunitense ha toccato i 1.340 dollari l’oncia, mentre a Londra è schizzato a 1339,98. Una nuova corsa all’oro che ha costretto banche come HSBC, Bank of Nova Scotia e JP Morgan a riprire i loro caveau in disuso ormai da almeno un decennio.
Dietro la febbre per il metallo prezioso, dicono esperti del settore, ci sarebbe la scelta di molti investitori supericchi di comprare direttamente lingotti d’oro, per mettersi al riparo dalla debolezza della moneta Usa e dalle performances negative dell’economia americana.
Il primo a lanciare l’allarme speculazione era stato, un mese fa, il finanziere miliardario George Soros, che ha parlato dell’oro come dell’ «ultima bolla», perchè costoso da estrarre e privo di un valore reale. C’è anche chi sostiene, però, che il balzo in avanti del costo del lingotto sia dovuto all’ingresso sulla scena dell’economia globale di Asia, America Latina e Medio Oriente. Una questione di equilibri fra domanda e offerta.