Eni: crolla il petrolio, ma non gli stipendi

Redazione
15/05/2020

Granata confermato. Mondazzi va alle rinnovabili, Ferraris (ex Terna) diventa cfo. Per la presidente Calvosa un compenso di 400 mila euro.

Eni: crolla il petrolio, ma non gli stipendi

Per l’Eni, visto il crollo del prezzo del petrolio e la contrazione dei consumi che per la benzina ha raggiunto l’85% del totale, il momento è assai delicato. La circostanza però non ha impedito a Claudio Descalzi di uscire dall’assestamento di vertice del cane a sei zampe non solo con la riconferma per altri tre anni del suo mandato di amministratore delegato, ma anche con lo stesso stipendio – sulla base di quello dell’ultimo triennio – e con addirittura un aumento dei bonus.

Inoltre Descalzi – che ha lasciato Emma Marcegaglia e tutti consiglieri uscenti di stucco non presentandosi alla loro cena d’addio – ha deciso di non ascoltare i suggerimenti che da più parti gli erano venuti e ha riconfermato quale suo plenipotenziario Claudio Granata, attraverso la cui discrezionalità passeranno o meno tutte le decisioni strategiche interne.

AVANTI FERRARIS, MA CON L’ADDIO DI SIMONI

Viceversa, ha deciso di spostare Massimo Mondazzi a sovraintendere l’area delle rinnovabili – per ora marginale – per lasciare libero il posto di Cfo a Luigi Ferraris, appena silurato dalla guida di Terna. Il compito di Ferraris sarà reso complicato dalla decisione di Andrea Simoni, storico direttore Amministrazione e Bilancio dell’Eni, depositario di tutti i segreti dei numeri della compagnia petrolifera, di andare in pensione. Una decisione improvvisa con un forte retrogusto polemico.

SUBITO UNA RICHIESTA DI AUMENTO PER CALVOSA

Ma anche i nuovi membri del cda si sono sistemati alla grande. Prima di tutto la presidente Lucia Calvosa, che si è vista riconfermare tutte le attribuzioni che aveva la Marcegaglia, cui ha aggiunto la delega per l’individuazione e la promozione di progetti integrati ed accordi internazionali di rilevanza strategica, in condivisione con l’ad. Non contenta, la signora che deve la sua nomina a Marco Travaglio, ha già chiesto un aumento della sua retribuzione che, come nel caso della predecessora, è di 400 mila euro. E poi Pietro Guindani si è preso la guida del Comitato Rischi, Nathalie Tocci il Comitato Remunerazione, Ada Lucia De Cesaris il Comitato Nomine, mentre il delicato Comitato Sostenibilità e Scenari è finito nelle mani di Karina Litvack, che ai tempi di Luigi Zingales in cda aveva fatto fuoco e fiamme contro Descalzi.