La Passione di Natale

Marianna Venturini
26/12/2010

Decine di morti e feriti cristiani in Nigeria e nelle Filippine.

La Passione di Natale

Le parole del Papa sono rimaste inascoltate. Nel suo ultimo appello, Benedetto XVI aveva manifestato «grande tristezza» per gli episodi di violenza contro i cristiani (leggi l’articolo) che hanno funestato le ultime ore, dichiarando nel sermone dell’Angelus: «A Natale la terra si è macchiata ancora di sangue ».
DECINE DI MORTI IN NIGERIA. Non accennano a diminuire le violenze fra cristiani e musulmani in Nigeria. È stato un Natale di sangue nel Paese africano, dove la violenza è esplosa di nuovo lasciando sul terreno decine di morti: due chiese sono finite nel mirino degli estremisti islamici. Il giorno della vigilia, esplosioni a catena a Jos, nello stato centrale di Plateau, hanno provocato la morte di almeno 32 persone e il ferimento di altre 74 (leggi l’articolo). Altre sei persone sono invece rimaste uccise durante la messa di Natale in attacchi compiuti da presunti estremisti islamici contro due chiese a Maiduguri, nel nord-est del Paese. Una delle due chiese è stata data alle fiamme e tra le sei vittime c’é anche un sacerdote.
Un portavoce dell’esercito ha sostenuto che i maggiori sospettati degli attentati sono gli uomini appartenenti alla setta Boko Haram, i ‘talebani’ nigeriani, che hanno sferrato già tre attacchi contro le chiese. Soldati nigeriani, secondo la stessa fonte, sono riusciti ad impedire un altro attacco contro una terza chiesa a Maiduguri.
Dopo due giorni di terrore, il 26 dicembre sono scoppiati nuovi scontri tra gruppi armati di cristiani e musulmani nei pressi della città di Jos. Alcuni edifici sono stati dati alle fiamme: la polizia registra almeno un morto e vi sarebbero anche molti feriti, secondo quanto riferito da alcuni testimoni. Un portavoce del governo ha annunciato che arriverà nella città il vicepresidente Namadi Sambo, «per tentare di sedare la crisi».
FRATTINI CONVOCA L’AMBASCIATORE NIGERIANO. L’ambasciatore nigeriano a Roma è stato convocato al ministero degli Esteri per ribadire la ferma condanna italiana alle violenze degli ultimi giorni. Frattini solleciterà le autorità nigeriane perché si adoperino prontamente per far cessare l’ondata di intolleranza.
La Croce Rossa ha fatto sapere infatti di non essere in grado di indicare il numero preciso delle vittime, ma ha fatto salire a 95 i feriti gravi ricoverati negli ospedali a seguito delle esplosioni della vigilia di Natale a Jos, nella cosiddetta Middle Belt, già teatro di violenze interreligiose e interetniche tra cristiani del sud e musulmani del nord che hanno causato centinaia di morti dall’inizio dell’anno.
Il Natale è molto rispettato anche dai musulmani, ma non in Nigeria, il Paese dove nell’ultimo decennio si sono registrati gli scontri di matrice religiosa più cruenti al mondo. Tutto questo preoccupa il governo e il presidente nigeriano, Goodluck Jonathan, alla vigilia delle primarie del partito al potere (il Partito democratico del popolo) che sono previste il 13 gennaio per le elezioni presidenziali. La paura di molti è che le tensioni finiscano per aumentare ancora nelle prossime settimane in vista del voto, alimentate anche dai politici delle opposte fazioni.
PAURA NELLE FILIPPINE. Gravi episodi di violenza si sono verificati anche nelle Filippine. Una bomba è esplosa sul tetto di una chiesa cattolica dell’isola di Jolo durante la messa di Natale, ferendo il sacerdote e cinque fedeli. L’isola è una roccaforte di Abu Sayyaf, un gruppo estremista legato ad Al Qaeda.