La posta in gioco

Redazione
16/10/2010

di Salvatore Cannavò Sarà una grande manifestazione quella che vedrà sfilare oggi, in due cortei (uno da piazza della Repubblica...

La posta in gioco

di Salvatore Cannavò

Sarà una grande manifestazione quella che vedrà sfilare oggi, in due cortei (uno da piazza della Repubblica e l’altro dalla stazione Ostiense di Roma) i metalmeccanici della Fiom. Forse la più grande mai organizzata dal sindacato oggi è guidato da Maurizio Landini. Indetto in estate per protestare contro l’accordo di Pomigliano, il corteo si è via via caricato di attese e significati diversi (leggi l’articolo) fino a diventare una manifestazione più ampia di opposizione che vedrà in piazza forze della sinistra, mezzo Pd, associazioni, centri sociali, popolo Viola, pacifisti.
Gli allarmi lanciati nei giorni scorsi dal ministro Maroni, riguardo a possibili incidenti e scontri di piazza, hanno stupito gli uomini della Fiom e della Cgil che invece non temono disordini sia per i segnali raccolti nei vari territori sia perché la Fiom è in grado di gestire un proprio controllo sul corteo con un servizio d’ordine che si prevede sarà composto da alcune centinaia di suoi militanti.

Il timore di fischi a Epifani

Quello che invece non è prevedibile e che desterà attenzione fino alla fino della giornata è come sarà accolto il comizio conclusivo del segretario della Cgil, Epifani, che parlerà dopo Maurizio Landini. Epifani è al suo ultimo intervento in piazza da segretario della Cgil, fra qualche giorno lascerà l’incarico (leggi l’articolo) e in piazza San Giovanni si differenzierà dal segretario della Fiom su un punto molto delicato, la richiesta di sciopero generale. La Fiom lo chiede per fare in modo che la vertenza che la vede opposta alla Fiat e a Federmeccanica assuma una valenza generale, la Cgil frena perché invece vorrebbe costruire un’intesa con la Confindustria di Emma Marcegaglia e provare a ricucire con Cisl e Uil sia pure mantenendo una propria autonoma identità. Nelle ultime ore dal sindacato di Epifani sarebbero giunte diverse pressioni agli uomini della Fiom per cercare di non rendere esplicita questa divisione ma è difficile che nel suo discorso Landini possa tacere su quella proposta.
Altro elemento di tensione è l’ipotesi che all’intervento di Epifani la piazza possa rumoreggiare, ci possano essere delle contestazioni o dei fischi. Se questo avvenisse tra Cgil e Fiom si passerebbe a una resa dei conti immediata che avrebbe effetti laceranti. Magari proprio a partire da misure disciplinari nei confronti di quei militanti della Fiom che nei giorni scorsi hanno manifestato davanti alle sedi Cisl tirando, in qualche caso, anche qualche uovo o macchia di vernice.

L’obiettivo è sindacale ma anche politico

Al di là di questa fibrillazione, la manifestazione vedrà comunque uno sforzo organizzativo non indifferente da parte del sindacato metalmeccanico il cui obiettivo è quello di ammorbidire la posizione degli industriali in tema di deroghe al contratto nazionale. La Fiom continua a pensare di poter spingere l’insieme delle imprese, a cominciare da quelle che non si riconoscono nella linea “dura” affermata dalla Fiat, ad assumere un atteggiamento più dialogante per riaprire un tavolo di trattativa nazionale.
Per questo la manifestazione del 16 ottobre 2010, anche se ha una chiara valenza politica (di fatto ripropone un pezzo dell’opposizione al governo anche se non avrà l’effetto di unire maggiormente la sinistra), avrà però soprattutto una ricaduta sindacale. Per la Fiom, dopo, si tratterà di capire quanta forza avrà accumulato nei territori con le sue controparti sociali e quanta forza avrà per cercare di ottenere il risultato che più le sta a cuore, non essere tagliata fuori dal rinnovo del prossimo contratto nazionale dei metalmeccanici.