La real coppia di Germania

Redazione
13/10/2010

Di Pierluigi Mennitti Lui è da mesi il ministro più amato del governo Merkel. Lei, che è sua moglie da...

La real coppia di Germania

Di Pierluigi Mennitti

Lui è da mesi il ministro più amato del governo Merkel. Lei, che è sua moglie da 10 anni, è da tempo impegnata in associazioni a difesa dei minori. Insieme formano la coppia più glamour della severa politica tedesca.
In due fanno 73 anni. Lui, 39 anni, all’anagrafe Karl-Theodor von und zu Guttenberg, più una sfilza di altri 11 nomi che ne certificano il lignaggio nobiliare risalente a una casata che affonda le radici nell’alto Medioevo, è bavarese della Csu. Zu Guttemberg è stato proiettato alla ribalta politica nazionale due anni fa per sostituire al ministero dell’Economia un suo collega di partito e oggi è saldamente alla guida della Difesa.
Lei, Stephanie von Bismarck-Schönhausen, di anni ne ha 34 ed è pro-pronipote del celebre primo cancelliere della storia tedesca Otto von Bismarck. Racchiude giovanilmente tutti i cliché della bellezza nordica (papà tedesco, mamma svedese): alta, bionda e affascinante. Fino a ieri ha diretto dietro le quinte la sezione tedesca dell’associazione Innocence in Danger. Recentemente si è lanciata davanti alle telecamere della rete privata Rtl2 come esperta in un programma che va a caccia dei molestatori di bambini sul web: Tatort Internet, una sorta di Chi l’ha visto immerso nei labirinti della Rete.

Il feuilletton aristocratico

Le reazioni dei critici televisivi non sono state tutte positive, ma l’ex studentessa di Economia aziendale con specializzazione nel tessile e un passato nell’ufficio vendite di un’agenzia di moda di Colonia, ha rafforzato la sua immagine di donna impegnata in buone cause e allo stesso tempo quella del marito, per il quale molti pronosticano un futuro da cancelliere.
La coppia, secondo la stampa popolare affiatatissima, è riuscita in breve tempo ad affascinare un popolo abituato a uomini politici seri, sobri e un po’ noiosi. La stessa Angela Merkel, celebrata come la prima donna cancelliera, non seduce più di tanto l’immaginazione dei tedeschi. La sua vita privata resta congelata nell’appartamento di poche stanze di fronte al Pergamonmuseum nelle quali vive con il secondo marito, il professore di chimica Joachim Sauer, e molti sono sicuri che anche a poterci sbirciare dentro, non ci sarebbe poi tanto da scoprire.
I zu Guttenberg invece richiamano i feuilleton ottocenteschi dell’aristocrazia, l’eterna favola dei ricchi e belli, solleticano quel nascosto bisogno di identificazione con la fantasia che sembra farsi strada in tempi di Politikverdrossenheit, di delusione verso la politica.

La tournée americana

La Germania non ne è immune. E Karl-Theodor zu Guttenberg è riuscito a imporsi fin dall’inizio con uno stile al tempo stesso nobile e informale. Arrivò al ministero dell’Economia fra lo scetticismo di tutti, nel pieno della tempesta finanziaria e della crisi della Opel. Dopo qualche giorno, mostrando energia e decisionismo, volò a New York per discutere direttamente coi manager della General Motors. Gli inviati seguirono il viaggio come si trattasse di una tourné di Tom Cruise. Incontri, riunioni, colloqui, un ritmo frenetico.
I resoconti descrivevano un giovane capace di ammaliare gli interlocutori con una retorica magnetica. Le foto che rimbalzarono da Oltreoceano mostravano il giovane ministro ottimista e sorridente, a braccia allargate, di fronte allo specchio illuminato di Times Square. Fu la sua consacrazione.
Da quel momento si è insediato sul podio dei politici più amati, fino a raggiungere in crescendo il gradino più alto, scalzando cancelliera e presidente della Repubblica. Promosso nel secondo governo alla Difesa (ma qualche osservatore sottolineò che la Merkel gli aveva voluto riservare un posto prestigioso ma di scarso peso politico), ha gestito con abilità e destrezza le polemiche che hanno investito militari e dicastero per le false comunicazioni dopo la strage di civili afghani a Kunduz, dove erano impegnate le truppe tedesche, avvenuta quando lui era ancora all’Economia. E ha messo in cantiere una riforma popolarissima, soprattutto fra i giovani, quella dell’abolizione del servizio di leva obbligatorio.

Il volto della tv commerciale

Non è stata impresa facile: da un lato, la naja rappresentava un tabù in un Paese gravato da una storia militarista, una sorta di assicurazione democratica contro il pericolo di un esercito professionista, dall’altro le associazioni di volontariato pescavano aderenti fra i tanti che preferivano il servizio civile. Via uno, scompare anche l’altro.
La cura della propria immagine è da sempre un suo chiodo fisso. Le foto che lo immortalano al fianco delle truppe nelle ripetute visite in Afghanistan lo ritraggono in tenuta casual, allegro, rilassato, convinto di sé. Ma con il tempo ha imparato a tenersi un po’ in disparte, partecipa poco ai talk-show televisivi, evita d’inflazionare se stesso.
Ora tocca a sua moglie, a caccia dei pedofili che si muovono sulle autostrade digitali, su un canale commerciale come Rtl2 noto per trasmettere in Germania i reality Grande Fratello e Scambio di coppia. Assieme a una giornalista e all’ex capo della polizia di Amburgo, indaga, scopre, commenta. Cammina in equilibrio su un filo sottile, il rischio del sensazionalismo è sempre in agguato. Le prossime trasmissioni diranno se è stata una scelta oculata o il primo passo falso di una coppia finora impeccabile.