La rivincita dei nerd

Redazione
15/12/2010

di Marco Cacioppo Le grandi battaglie al botteghino degli studios hollywoodiani si combattono sul campo dei cinecomics. Che si tratti...

La rivincita dei nerd

di Marco Cacioppo

Le grandi battaglie al botteghino degli studios hollywoodiani si combattono sul campo dei cinecomics. Che si tratti dei supereroi puri e inappuntabili della Dc Comics o di quelli problematici e sempre in conflitto della Marvel, il risultato è (quasi) sempre lo stesso: incassi faraonici anche di fronte a giudizi non sempre positivi. Quella che si è creata tra cinema e mondo dei fumetti è un’alleanza stretta e proficua che è arrivata a modificare gli assetti di due realtà un tempo distanti.
Sono proprio Marvel e Dc Comics, ora, a finanziare gli adattamenti dei loro prodotti sul grande schermo. E il cinema contemporaneo si è lasciato condizionare dal loro immaginario al punto che molte pellicole, anche se non sono direttamente tratte da fumetti, vengono comunque realizzate come se fossero dei cinecomics.

Il nemico da combattere è la quotidianità

In questo contesto si inserisce un nuovo filone, al momento tutto americano, che potrebbe essere alla base di un fenomeno particolare e alternativo rispetto al concept tradizionale dei cinecomics.
I fumetti e i supereroi sono sempre presenti ma vengono trattati in maniera trasversale. Al centro, ora, c’è la vita di tutti i giorni, fatta di persone normali, ostacoli ordinari, nemici ed eroi che non hanno niente di eccezionale ma cercano di imitare i supereroi della finzione solo per sfuggire all’alienazione, al disagio e all’anonimato sociale. Da qui il bisogno di reagire con i pochi mezzi a disposizione, primo fra tutti l’immaginazione.
È il caso di tre film: Kick-Ass, Super e Defendor. Con le dovute differenze, ognuno di loro racconta le peripezie di un uomo o un teenager qualunque alle prese con la vita di tutti i giorni. Non ci sono scienziati pazzi o creature fantascientifiche da sconfiggere, ma prepotenti che non rispettano la fila del cinema, malviventi comuni da consegnare alla polizia e solitudini, incertezze o debolezze individuali logoranti.
La ragazza che ci piace, ma per cui non ci sentiamo all’altezza; l’importanza di essere amati e considerati; la consapevolezza di essere giunti al limite della sopportazione, perché se non è la legge o il buon senso a mantenere un ordine democratico, allora è il caso che ci pensi qualcun altro. E chi meglio di noi? Qualcuno lo fa con l’ingenuità del ragazzino, come il protagonista di Kick-Ass (l’unico dei tre film a derivare da un fumetto), che un bel giorno, decide di trasformarsi in supereroe per conquistare la propria autostima, fare colpo sulla ragazza della scuola di cui è innamorato e prendere a botte spacciatori e criminali da strapazzo. Salvo poi scoprire che tra finzione e realtà c’è una bella differenza.
Ma c’è anche chi, come in Defendor, si crea una doppia identità in seguito a uno scompenso mentale dovuto alle delusioni e ai traumi della mente. E chi, come in Super, dà vita a un proprio doppio per riconquistare la moglie fuggita con un altro e farla pagare a tutti quelli che fino a quel momento lo hanno trattato con arroganza e sufficienza. Nella peggiore delle ipotesi (Kick-Ass) il taglio rimane quello dell’entertainment per ragazzi; nella migliore (Super) la riflessione si fa più profonda e dalla commedia al dramma il passo è molto breve, proprio come nella vita reale dove non sempre le storie hanno un lieto fine.

I veri eroi sono consapevoli dei propri limiti

Kick-Ass, Super e Defendor raccontano la rivincita dei nerd, degli sfigati, degli inetti, per dimostrare che, nonostante tutto, ognuno di noi ha ricevuto in dono un’unicità, una particolare dote di cui spesso non siamo consapevoli ma che, una volta identificata, ci rende speciali e diversi da chiunque altro. Sarà forse per questo che i tre film stanno raccogliendo consensi unanimi un po’ ovunque, tanto di pubblico che di critica.
Assistere alle parabole di questi impacciati personaggi che pensano di agire emulando i propri supereroi preferiti e, invece, subiscono botte che fanno male o ferite che sanguinano copiosamente, ci fa sentire più vicini tanto ai nostri difetti che alle nostre qualità, e di conseguenza anche più consapevoli dei nostri limiti e delle nostre capacità. Con, in più, l’avvertenza che siamo persone qualunque e che, in quanto tali, non è detto che tutto debba per forza finire per il verso giusto.
Non solo. La dimostrazione che questo approccio al cinecomics funziona è dato anche dall’interessamento dei distributori. Realizzati con l’aiuto di produttori indipendenti, questi tre film sono stati rilevati da grossi distributori. Nel caso di Kick-Ass e Defendor si parla rispettivamente di Universal e Sony. Super, invece, è stato acquitato dall’Ifc Films, colosso della distribuzione indipendente americana. L’unico dei tre a essere già stato distribuito in Italia è Defendor, uscito da poche settimane direttamente per il mercato dell’home video. Super, presentato in anteprima al Festival di Torino, sarà nelle sale americane e italiane intorno ad aprile 2011. Mentre Kick-Ass, già campione d’incassi in America e Regno Unito con introiti superiori ai 50 milioni di dollari e un sequel in lavorazione, sarà distribuito nelle sale italiane a marzo dell’anno prossimo.