La rivolta delle ancelle

Redazione
23/12/2010

di Silvia Zingaropoli Tempi bui per il Pdl. Prima Mara, poi Stefania (leggi articolo sull’affaire Prestigiacomo)… e ora? Sotto a chi...

La rivolta delle ancelle

di Silvia Zingaropoli

Tempi bui per il Pdl. Prima Mara, poi Stefania (leggi articolo sull’affaire Prestigiacomo)… e ora? Sotto a chi tocca, avanti la prossima ‘delusa’. Non c’è pace nel partito dell’amore e, ancora una volta, è proprio il sesso debole a dare qualche problema a Silvio Berlusconi.  Dopo il colpo di teatro del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, uscita in lacrime dal Pdl (ma non dal ministero) al grido «non mi riconosco più nel mio partito», in molti si chiedono chi sarà la prossima donna a ribellarsi alla linea del partito del Cavaliere. Infatti, almeno a giudicare dalle parole dell’altra ‘ribelle’ Mara Carfagna, pare che il disagio in gonnella sia molto diffuso da quelle parti, anche se il presidente del consiglio pare voler minimizzare.
LE ANCELLE DEL CAVALIERE. Sia quel che sia, Mara e Stefania non son state le prime a ribellarsi dentro il Pdl.  Andando indietro nel tempo, furono infatti le neo-futuriste ad aprire le danze, mettendosi di traverso sulla via maestra dei berluscones: fra queste, proprio Flavia Perina scrisse un’accorata lettera alle donne del Pdl da lei definite «le ancelle del Cavaliere».
Solo cattiverie? Bistrattate, spesso insultate, il più delle volte sminuite, oggi le donne Pdl dicono basta.Occhio quindi, anche perché, se è vero quel che dice Micciché, «nel Pdl solo le donne hanno gli attributi». Chi sarà dunque la prossima ad alzare la voce?
Una papabile futura arrabbiata è Giorgia Meloni. Difficile, infatti, che la ministra della Gioventù sia rimasta del tutto indifferente alle istanze delle migliaia di giovani che, da destra e sinistra, in questi giorni sono scesi in piazza contro la riforma dell’Università. Quel suo fare buon viso a cattivo gioco, diciamola tutta, proprio non convince. Staremo a vedere se almeno la prossima volta avrà il coraggio di alzare la voce.

Renata Polverini, una donna in tensione

Un’altra che deve aver mandato giù parecchi rospi, anche di recente, è la presidente della Regione Lazio Renata Polverini, umanamente e ideologicamente molto distante dalla linea di pensiero del Cavaliere: non è un caso che in molti già scommettano che presto la ‘bomba’ Renata esploderà. Per il momento, possiamo registrare che già in campagna elettorale emersero  i primi contrasti tra lei e Berlusconi, il quale, non riuscendo a standardizzarla secondo i suoi canoni estetici, riuscì a malapena a ottenere che si rifacesse i denti prima del voto. Solo gossip? Non si sa. Anche Letizia Moratti deve aver passato un brutto quarto d’ora dopole recenti ‘punzecchiate’ da parte del Cavaliere: ma ora la pace sembra regnare tra i  due e ‘l’uragano Letizia’ può attendere.
NEW ENTRY SERENE. Tra i volti nuovi, nessuna signora sembra voler contraddire con particolare veemenza gli uomini del Cavaliere: del resto tra queste c’è la neo-promossa Anna Grazia Calabria e la futura coordinatrice del Pdl campano, Nunzia De Girolamo. Alzare la voce, in questo momento storico, proprio non le conviene. Andando avanti nell’universo femminile Pdl, un’altra insoddisfatta, ma per motivi diversi, Nicole Minetti: coinvolta, volente o nolente, nell’affaire Ruby, la Minetti non ha raccolto molta solidarietà da parte dei colleghi pidiellini. Anzi, a dir la verità, le battute più  feroci son piovute proprio dentro casa. Ma questa storia e la sua protagonista, di politico, hanno ben poco. Meglio passare ad altro, dunque. Percorso inverso alle ‘ribelli’ per Daniela Santanché: da delusa ad acerrima nemica del Cavaliere (memorabile quel suo «Berlusconi ci vede solo orizzontali»), dopo repentina marcia indietro, oggi guai a toccarle Silvio. Del resto, si sa, cosa non si farebbe per un posto da sottosegretario. «Le più belle son le donne del Pdl» disse un giorno il Presidente del Consiglio. Un poco svilente sul piano intellettuale ma, suvvia, un complimento fa sempre piacere. E poi si dice che per il Santo Natale Silvio abbia comprato per ognuna delle ‘sue’ donne una strenna di rubini del valore di 1.400 euro ciascuna. Dunque, meglio accantonare le aspirazioni garibaldine. Almeno fino a Natale.