La road map di Silvio

Redazione
15/12/2010

da Berlino di Pierluigi Mennitti Silvio Berlusconi ha superato uno scoglio insidioso, dimostrando una tenacia che gli vale la conservazione...

da Berlino

di Pierluigi Mennitti

Silvio Berlusconi ha superato uno scoglio insidioso, dimostrando una tenacia che gli vale la conservazione del posto e una dolce rivincita nei confronti del suo ex alleato Fini, ma la navigazione del governo resta incerta e i problemi che si aprono dopo la doppietta realizzata nei due rami del Parlamento non saranno di facile soluzione.
Il day after italiano occupa molto spazio nelle riflessioni della stampa tedesca, e in particolare in quella economica, giacché i mercati, nella loro concretezza, attendono di capire se l’Italia potrà garantire una guida stabile nei prossimi mesi. Scrive Andre Tauber nell’editoriale sul Financial Times DeutschlandSen «L’immobilismo è una cattiva politica ed è comunque l’ultima cosa che il Paese può permettersi. L’Italia cresce da anni al di sotto della media europea, consuma la propria ricchezza, vede calare la produttività delle sue imprese. Berlusconi rischia, da domani, di essere esposto ai ricatti di singoli parlamentari, mentre quello di cui c’è bisogno è una forte ripresa d’iniziativa del governo».

Dalle promesse alle realizzazioni

Un nuovo slancio, con un programma chiaro e un progetto definito: questo è il compito che attende Silvio Berlusconi, per assolvere il quale sarà necessario passare dalle promesse alle realizzazioni. Sul piano parlamentare, si tratterà di dare corpo all’idea di allargare la base della maggioranza, che nonostante il voto di fiducia si è assai ristretta, favorendo l’ingresso dei centristi dell’Udc, come auspicato dallo stesso presidente del Consiglio nel suo appello alle forze moderate pronunciato in occasione del voto di fiducia.
Serviranno concessioni ma anche una sorta di road map che renda il percorso chiaro e definito, fino al punto di programmare anche la sua stessa, futura successione politica. Una sorta di ultima occasione, dopo aver rischiato di concludere la carriera politica nel peggiore dei modi: «Dovesse fallire in questo tentativo la prossima crisi è già in calendario», conclude Tauber.
Sull’enorme attenzione mostrata dal mondo finanziario per l’andamento del voto alla Camera dei Deputati riferisce l’altro quotidiano economico tedesco, l’Handelsblatt, secondo il quale «una lunga fase di incertezza politica, o una dura e controversa campagna elettorale, potrebbero attirare sull’Italia il non benevolo sguardo dei mercati finanziari».
Con un debito pubblico al 120% del prodotto interno lordo, l’Italia appartiene al gruppo dei Paesi più indebitati del mondo. La politica di spesa restrittiva fin qui seguita e una natura conservatrice del sistema bancario, che negli anni delle vacche grasse lo ha salvaguardato dagli eccessi dei mercati finanziari, hanno finora evitato sconvolgimenti drammatici come quelli avvenuti in Grecia o Irlanda.
Ma con l’instabilità le cose potrebbero cambiare ed è il motivo per cui, in questa occasione, la crisi che ha sconvolto i Paesi dell’euro e i desideri dei mercati sono stati i silenziosi alleati di Berlusconi. Tuttavia, conclude il giornale «nonostante il successo ottenuto nelle aule del Parlamento, le speranze di raggiungere una stabilità politica appaiono ridotte, così come la possibilità di varare grandi riforme».

Berlusconi, un anziano illusionista

Intanto, c’è da tenere d’occhio la piazza. La Süddeutsche Zeitung, che ha seguito la votazione alla Camera addirittura con un live-blogging, dà ampio spazio alle dimostrazioni degli studenti che si sono svolte in tutta Italia, con particolare e preoccupato rilievo agli incidenti di Roma «dove, accanto a manifestanti pacifici, si sono scatenati gruppi di anarchici e black block che hanno messo a ferro e fuoco il centro storico, scontrandosi ripetutamente con le forze dell’ordine», osserva il quotidiano bavarese. Un segnale che la situazione nel Paese resta tesa, mentre ora il premier Berlusconi dovrà tentare di allargare la maggioranza alle forze moderate del centro. Di certo, Antonio Di Pietro si era rallegrato troppo presto quando aveva dato per spacciato il regime di cartapesta del Cavaliere.
Pessimista l’editoriale dello stesso giornale affidato ad Andrea Bachstein, che parla di «vittoria tardo-romana», un concetto negativo che fa eco a una polemica tutta tedesca innescata qualche tempo fa dal leader liberale Guido Westerwelle, che aveva accusato la Germania di essersi incanalata in una fase di decadenza tardo-romana. «Berlusconi ha inflitto al suo ex alleato Fini una dura sconfitta ma ha ottenuto una misera vittoria se si pensa che ha recuperato una debole maggioranza grazie al voto di pochi transfughi, probabilmente allettati da promesse di vario genere. Su questo tipo di personale poggiano oggi le sorti del suo governo», commenta la giornalista.
A una nuova ripartenza dell’esecutivo, la Süddeutsche non crede: «Berlusconi agisce come un anziano illusionista, i cui trucchi appartengono a un tempo passato. Fa girare vorticosamente sempre le stesse promesse, ma da 16 anni l’Italia aspetta che i tanti annunci vengano tradotti in fatti concreti. All’inizio, questi trucchi avevano successo, oggi appaiono noiosi». Eppure, almeno in Parlamento, ancora una volta hanno funzionato.