La Rocca dell’azzardo

Redazione
20/12/2010

di Alessandro Carlini Non ci sono luci al neon, enormi casinò con attrazioni per i patiti del gioco di tutto...

La Rocca dell’azzardo

di Alessandro Carlini

Non ci sono luci al neon, enormi casinò con attrazioni per i patiti del gioco di tutto il mondo, non ci sono nemmeno i tavoli di panno verde e i croupier in carne e ossa. Comunque, Gibilterra è diventata una capitale dell’azzardo, di un tipo molto particolare però, quello che si fa scommettendo dal proprio computer. La Rocca è stata scelta da decine di società del settore che sono accorse in quei pochi chilometri di territorio britannico per beneficiare del trattamento fiscale paragonabile a quello di un paradiso offshore. Così l’industria è arrivata a impiegare ben 2 mila persone, il 12% della forza lavoro, su 30 mila abitanti di Gibilterra dove solo 600 conoscono la parola “disoccupazione”.
L’AUMENTO DELLE TASSE NON SPAVENTA. Molto diverso da quello che accade appena oltre il confine, nella cittadina spagnola di La Línea de la Concepción, dove su 65 mila abitanti ben 10 mila non hanno un impiego. Come ha spiegato il Guardian la recente decisione di alzare le tasse nella città non ha spaventato affatto le compagnie del gioco d’azzardo sul Web. Si passerà infatti da una corporation tax dell’1% al 10%. L’aumento voluto dalle autorità è necessario per adeguare le normative del fisco locale a quelle del resto d’Europa.

Il vero affare è non pagare l’Iva

I casinò telematici però continuano a non pagare l’Iva e questo basta a loro per prosperare. «Nessuno se ne andrà, anche se stiamo tutti protestando per il rialzo delle tasse», ha detto Victor Chandler, presidente della Victor Chandler International e uno dei primi a spostare la sede della sua azienda dal Regno Unito a Gibiliterra. Le società del settore stanno prosperando più che mai, con la vera e propria mania dai giochi online, che riscuotono grande successo anche in Italia. PartyGaming, che come molti concorrenti ha il suo quartier generale a Gibilterra, nel primo trimestre dell’anno ha riportato profitti in aumento del 27% a 127 milioni di dollari. Una delle sue applicazioni più famose è PartyPoker.net. Anche i grandi bookmaker britannici, come Ladbrokes e William Hill, hanno proprie sedi nel territorio d’oltremare.
UNA FUSIONE MILIARDARIA. Mentre lo scorso luglio l’austriaca Bwin e PartyGaming hanno annunciato una fusione che promette di cambiare l’intero settore: le due società, una volta unite, prevedono di raggiungere un giro d’affari da quasi 700 milioni di euro e dar vita al più grande gruppo al mondo delle sale da poker, casinò e giochi sul Web. Si tratta di un merger of equals, ovvero di una fusione alla pari, da cui nascerà una società con sede legale (logicamente) a Gibilterra, quotata alla Borsa di Londra. Il processo di merger si dovrebbe concludere, secondo le previsioni, entro il primo trimestre del 2011. Bwin, già sponsor del Real Madrid, è anche interessato ad acquistare una quota della lotteria nazionale spagnola, che ha messo in vendita il suo 30% per raccogliere 5 miliardi di euro.