La Roma e il laziale

Redazione
24/01/2011

di Elia Pietra Nella corsa alla conquista della As Roma nessuno conosce ufficialmente i nomi dei fantomatici investitori americani, dati...

di Elia Pietra

Nella corsa alla conquista della As Roma nessuno conosce ufficialmente i nomi dei fantomatici investitori americani, dati da molti per favoriti nella gara a tre con il gruppo Angelucci e il fondo Aabar. Tutti, invece, sanno che le trattative tra l’advisor Rothschild, incaricato da Unicredit, la banca che ha in pegno le azioni della famiglia Sensi, e i pretendenti a stelle e strisce si stanno svolgendo nelle stanze dello studio legale Tonucci & Partners, a due passi da piazza del Popolo, a Roma.
TIFOSO DELLA LAZIO. In campo, per la gestione della complessa trattativa, c’è Mario Tonucci socio fondatore dello studio, appassionato di sport e, strano a dirsi, tifoso della Lazio. Ma quando si parla d’affari, si sa, l’unico colore che conta è quello dei soldi. E quindi, l’avvocato e i suoi collaboratori si stanno dedicando senza sosta alla formalizzazione dell’offerta che i loro clienti, come gli altri concorrenti, dovranno presentare ufficialmente entro il 31 gennaio 2011, anche se fonti vicine allo studio fanno sapere che non si tratta di una scadenza tassativa.

Dopo Soros, altre due offerte dagli States

Lo studio Tonucci, già due anni e mezzo fa, era stato protagonista di una delle più importanti trattative per la cessione del club giallorosso, ovvero quella tra Rosella Sensi e la Inner Circle Sport, sostenuta da Grorge Soros che, proprio presso lo studio capitolino, aveva depositato un’offerta da 283 milioni, rigettata dall’allora neo presidentessa. Oggi, le pretese di Unicredit sono ben altre: l’istituto bancario, infatti, chiederebbe una cifra pari a 150 milioni per il 67% della società sportiva.
TRATTATIVA CON JOHN FISCHER E CON I TISCH. Stavolta, secondo le voci che sempre più insistentemente circolano all’ombra del cupolone, le offerte giacenti nello studio Tonucci sarebbero due: una di John Fisher, meglio noto come il signor Gap, che già in passato aveva mostrato interesse nei confronti del dossier della Lupa; l’altra di John Mara e Steve Tisch (proprietari della squadra Usa di fotball New York Giants) e di Woody Johnson (patron dei Jets).
Tonucci e soci, per il momento, tengono le bocche cucite nonostante le continue richieste di indiscrezioni, anche da parte di clienti-tifosi: «Il calcio è davvero l’unica cosa che interessa alla gente».
L’avvocato è un professionista al quale piace vincere e quindi non è disposto a rischiare passi falsi che possano mettere a rischio il buon esito della trattativa.

Una vita tra sport e affari

Tonucci, del resto, è uomo di sport, ha corso cinque maratone di New York e conosce l’importanza delle regole. Tra le voci del suo curriculum, a parte gli incarichi accademici e il collegio sindacale di Aeroporti di Roma, una di quelle di cui va più fiero è la presidenza del Club scherma Roma che conta tra i suoi iscritti i campioni olimpici Aldo Montano, Stefano Carozzo, Luigi Tarantino e Diego Confalonieri.
Lo sport è anche uno dei collanti principali del suo studio che partecipa puntualmente a ogni competizione per avvocati, dai tornei di calcio alle regate veliche. Leggenda vuole che la selezione dei professionisti da mettere in studio, soprattutto se giovani, non trascuri di verificare anche eventuali qualità atletiche degli aspiranti giuristi.
AL FIANCO DI CELLINO. Lo sport, poi, torna nel lavoro del suo studio che, di recente, si è occupato, oltre che dell’affaire Roma, anche dell’acquisizione del terreno di Santa Caterina a Elmas, in Sardegna, dove il presidente del Cagliari calcio, Massimo Cellino, intende realizzare il nuovo stadio.
Ma le stoccate più importanti, professionalmente parlando, lo studio Tonucci le ha date negli anni 90. È il periodo in cui termina il sodalizio professionale con un altro grande protagonista del foro romano, Francesco Gianni. I due, assieme a GianBattista Origoni, alla fine degli anni 80 furono protagonisti dello spin off da uno dei più importanti studi d’affari italiano, lo studio Bisconti. Ma lo studio Tonucci Origoni Gianni non ebbe vita lunga. E Nel 1993 Mario Tonucci diede vita a una sua struttura indipendente.

Gli anni d’oro delle privatizzazioni

Proprio dopo il “divorzio” da Francesco Gianni, per l’avvocato e il suo studio cominciò un intenso periodo di lavoro, soprattutto nelle grandi privatizzazioni del momento: Stet, Ina, Mediocredito, Enav e Banco di Sicilia.
Furono anche gli anni in cui Tonucci & Partners approdò in Albania. Anche lì seguì le privatizzazioni più rilevanti nei settori dell’energia e delle telecomunicazioni arrivando a stabilire forti legami con le istituzioni pubbliche, tanto che, dopo i giorni dell’anarchia del 1997, Tonucci & Partners ha contribuito alla stesura della Costituzione albanese. Da quel momento, Tonucci ha avviato una particolare attività d’internazionalizzazione che punta alle economie emergenti dell’Est Europa trascurando le piazze più glamour. In realtà, l’avvocato aveva dovuto rinunciare alla presenza a New York dopo la separazione da Gianni, che riuscì a tenere per sé la sede di Manhattan.
AFFARI IN ALBANIA E ROMANIA. Lo studio aveva anche un ufficio a Parigi. Ma, qualche anno fa, con il passaggio del socio responsabile, Fabrizio Romano, allo studio Macchi di Cellere Gangemi, l’avvocato è stato costretto a dire addio anche alla presenza diretta nella ville lumière.
Allora meglio puntare sui Paesi emergenti. Del resto l’esperimento albanese, replicato dopo cinque anni in Romania, sembra funzionare. L’operatività negli Stati Uniti e in Europa Occidentale, dal 2006 è legata alla collaborazione con il colosso Usa Mayer Brown, con cui lo studio, anno dopo anno, sta rafforzando i legami, senza però arrivare a una fusione.
La gara per la conquista della As Roma potrebbe essere molto più che un’importante operazione per Tonucci & Partners, da qualche tempo un po’ in ombra (il fatturato negli ultimi tre anni è sceso di circa il 20%) riportandolo ai vertici della serie A del mercato legale.