La Russa sui saluti romani di Acca Larentia: «FdI non c’entra, ma a volte non è reato nelle sentenze»

La seconda carica dello Stato chiede che sul tema si esprima la Cassazione, per chiarire se il gesto fascista fatto durante la commemorazione di persone defunte possa non essere considerato reato. Il partito, in ogni caso, è estraneo all'accaduto.

La Russa sui saluti romani di Acca Larentia: «FdI non c’entra, ma a volte non è reato nelle sentenze»

Il presidente del Senato Ignazio La Russa, intervistato dal Corriere, ha detto la sua sui fatti di Acca Larentia a Roma, dove centinaia di militanti di estrema destra si sono radunati davanti l’ex sede del Movimento sociale italiano e hanno fatto, in massa, il saluto romano per ricordare le tre vittime della strage del 1978. Per La Russa, fedelissimo della presidente del Consiglio, Fdi è estraneo all’accaduto e, da avvocato, ha sottolineato come il saluto romano non sia stato sempre considerato un reato dalle sentenze dei tribunali.

La Russa: «Fdi non c’entra nulla con i saluti romani»

«Concordo pienamente con Rampelli quando dice che FdI è totalmente estranea all’episodio dei saluti romani alla commemorazione delle tre giovanissime vittime dell’attentato di Acca Larentia», ha detto La Russa. «Peraltro, il fatto è stato eclatante e ha avuto molta visibilità, ma il partito davvero non ha alcun ruolo o responsabilità in quello che è successo. Abbiamo sempre detto ai nostri di non partecipare a certe manifestazioni, che vengono inevitabilmente strumentalizzate da chi vuole attaccarci. Non si va a certe commemorazioni. Non c’entriamo nulla, non c’entra il partito».

«Sul saluto romano come apologia del fascismo decida la Cassazione»

Il presidente del Senato ha poi sottolineato, «più da avvocato che da politico», che nell’interpretazione del diritto italiano «ci sia incertezza su come considerare certi gesti in caso di commemorazione di persone defunte». La seconda carica dello Stato si è detta interessata a comprendere sul tema un parere della Cassazione: «È possibile che si stabilisca che un saluto romano durante una commemorazione non sia apologia di fascismo, e quindi non sia reato, come molte sentenze stabiliscono. Servirebbe chiarezza, ce lo aspettiamo».