La sinistra che vuole rinascere deve difendere Boldrini e Saviano

Peppino Caldarola
16/08/2017

Hanno un ego ipertrofico e non sono esenti da errori. Ma la presidenta è l'unica che parla chiaro in tema di migranti e allo scrittore dobbiamo tanto in tema di lotta alla mafia.

La sinistra che vuole rinascere deve difendere Boldrini e Saviano

Capita sempre più spesso a Laura Boldrini e a Roberto Saviano di ricevere insulti sulla Rete. Sono insulti feroci e, nel caso della Boldrini, volgarmente sessisti. I due personaggi sono scomodi, dicono verità brucianti anche se alcune prese di posizione non sono condivisibili: la polemica di Boldrini contro l'architettura degli anni del fascismo era sbagliata in sé, trattandosi di uno di quei campi dell'arte dove si sono prodotte nel Ventennio cose molte belle e molto buone. Roberto Saviano interviene, invece, a tutto campo con grande rigore sulle questioni antimafia, cosa che infastidisce chi sottovaluta l'ampiezza e la presa della grandi organizzazioni criminali. A lui giungono insulti feroci e anche minacce, diciamo così legali, come quelle di un certo Salvini di Milano che ha in programma di fargli togliere la scorta una volta diventato ministro, ignorando che questa decisione non è nè sarà nella sua disponibilità.

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Non voglio scrivere un santino su Boldrini e Saviano. Personalmente non li conosco, non sempre condivido le loro parole e soprattutto il tono e il "ditino alzato". So che hanno difetti comunicativi che non vogliono né sanno correggere. Laura Boldrini ha fin da subito avuto l'atteggiamento della donna di Stato, della nuova Nilde Iotti, senza passare da un riconoscimento della pubblica opinione, che sarebbe stato molto probabile a un certo punto del suo mandato. Si è presentata, invece, davanti alla pubblica opinione, per gran parte della quale era sconosciuta, come un'icona di se stessa. Da qui antipatie, derisioni e incomprensioni. Tuttavia questo suo limite comunicativo iniziale si è unito a una battaglia contro di lei ingaggiata dai giornali di destra come particolare virulenza, fino alle falsità su una sorella che ormai non c'è più.

BOLDRINI POCO MODESTA, MA SULLE QUERELE HA RAGIONE. Insomma, io penso che la Boldrini avrebbe dovuto entrare in campo con maggiore modestia (lo penso per tanti e su molti ruoli), ma non è questo "errore" la sua colpa. La sua colpa è dire cose limpide sull'accoglienza e sulle donne. La insultano per questo. Fa bene a querelare tutti gli insultatori e farà bene a tenere ferme queste querele senza badare al "grande" o al "piccolo". Ci sono insultatori recidivi anche fra i poveracci che vanno perseguiti così smettono di intrupparsi con gli insultatori professionali per sentirsi parte di un vasto schieramento.

Roberto Saviano ha la felix culpa di intervenire su tutto ma lo fa con toni definitivi e ultimativi, dando sempre la sensazione non del j'accuse, ma della scomunica. Anche qui vi è un "ego" che andrebbe disciplinato, visto che a mano a mano che aumentano i suoi ammiratori, crescono anche coloro che lo criticano non solo da destra, ma anche da varie e diverse aree della sinistra. Tuttavia la difesa di Saviano è un obbligo politico e morale, direi civile, che va oltre quello che dice. Questo Paese non ha memoria. Prima di Gomorra alcuni fenomeni delinquenziali con base popolare erano noti agli esperti ma mai presentati con brutale franchezza alla pubblica opinione. Ci sono aree in cui lo Stato non c'è da decenni, vere zone franche con regole e arruolamenti di giovani che fanno paura.

A SAVIANO DOBBIAMO GRATITUDINE E PROTEZIONE. Per anni solo pochi giornalisti locali, qualche magistrato o uomini degli apparati di forza sono stati in prima linea. Poi è arrivato Saviano che ha strappato il telone insanguinato e nessuno ha più potuto dire di non sapere. Questa operazione coraggiosa vale la gratitudine della società per l'intera sua vita e il dovere, per la sua intera vita, di proteggerlo. Chiunque lo sminuisca, e ormai sono in tanti, sfugge a questo dovere per ragioni di avversità politica, ma anche per rivalità professionale. La sinistra che vuole rinascere deve difendere Boldrini e Saviano, persino al di là di quel che dicono. La voce del parlamento sui migranti è stata dignitosa solo nelle parole della presidente, avendo taciuto il parlamento, anche in queste ore, sui traffici e sulle prigioni libiche. L'altolà nei confronti di quei comportamenti contigui alla mafiosità hanno trovato sempre in Saviano un contrasto immediato. E dobbiamo accettare che vengano insultati?