La Siria ordinò attacchi antioccidentali

Redazione
27/12/2010

Ci sarebbe la Siria dietro gli attacchi violenti contro le ambasciate dei Paesi scandinavi a Damasco nel febbraio 2006. È...

Ci sarebbe la Siria dietro gli attacchi violenti contro le ambasciate dei Paesi scandinavi a Damasco nel febbraio 2006. È quello che pensano i diplomatici americani, stando a un cablo diffuso da Wikileaks e pubblicato il 27 dicembre dal quotidiano norvegese Aftenposten.
Nel febbraio 2006, nel pieno dell’ondata d’ira del mondo islamico contro le vignette su Maometto, fu il governo di Damasco a favorire gli attentati alle sedi diplomatiche. Secondo il messaggio, prima degli attacchi il primo ministro siriano, Naji Otri, diede istruzione al gran muftì di Siria di ordinare agli imam di usare «parole molto dure» nella preghiera del venerdì, «senza limite alle parole da usare».
MESSAGGIO PER L’OCCIDENTE. La fonte dell’informazione, scrive l’Aftoposten, è una figura religiosa sunnita molto influente, il cui nome è omesso nel testo del cablogramma pubblicato, che ha rivelato come «il governo siriano ha autorizzato i disordini a proseguire per lunghi momenti e, quando ha avuto l’impressione che il messaggio fosse passato si è attivato fermarli, minacciando l’uso della forza».
Sempre secondo il leader religioso citato nel cablogramma, il messaggio che Damasco voleva far avere all’Occidente era: «Ecco cosa accadrebbe se noi autorizzassimo una vera democrazia e lasciassimo decidere gli estremisti islamici». Nello stesso tempo il governo siriano avrebbe così cercato di dimostrare «all’uomo della strada islamico» che esso intendeva «tutelare la dignità dell’islam».
I DISORDINI DEL 2006. Nei disordini del 4 febbraio 2006 la folla inferocita dalla pubblicazione delle vignette blasfeme attacco è incendiò le ambasciate di Danimarca e di Norvegia; quest’ultima includeva anche le rappresentanze di Svezia e Cile. La Danimarca protestò con Damasco per la debole protezione alla sua ambasciata.