«La speculazione? Colpa del governo»

Delia Cosereanu
11/10/2010

L'economista Giacomo Vaciago accusa: la politica è assente

«La speculazione? Colpa del governo»

Giacomo Vaciago non fa sconti a Giulio Tremonti. Se l’allarme per il ritorno degli speculatori è alto, come ha affermato lo stesso ministro dell’Economia, è solo colpa del governo. Non di quello italiano in particolare. Anzi, non solo di quello italiano. I banchieri speculano, secondo il direttore dell’Istituto di Economia e Finanza nell’Università Cattolica di Milano, perché i politici non fanno niente per impedirlo. L’economista ha commentato così le ultime dichiarazioni di Tremonti, prontamente smentite dal governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi.

Tremonti: «Alto rischio speculazione». Draghi: «Non è vero»

Che il ministro e il numero uno di Bankitalia siano spesso su frequenze diverse in materia di politica economica non è un mistero. Questa volta, al centro della disputa è il ritorno della speculazione finanziaria ai livelli di prima della crisi, denunciato da Tremonti il 9 ottobre 2010 al termine di una due giorni di lavori e incontri a Washington tra G7, G20 e Imfc, il braccio operativo del Fondo Monetario Internazionale.
«I bankers sono tornati», ha affermato, «e questo significa che la speculazione è a piede libero». Immediata la risposta, dalla stessa tribuna internazionale, di Draghi: «C’è un ritorno a pratiche precedenti la crisi, ma è molto limitato. C’è molta volatilità sui mercati, ma dal punto di vista del controllo dei rischi sono stati fatti grandi passi avanti».

È colpa dei politici se i banchieri speculano

Secondo Giacomo Vaciago, la speculazione, principale causa della crisi economica esplosa nel 2007, c’è per davvero, ma è una conseguenza diretta delle scelte passate dei governi, riconfermate anche dopo l’inizio della recessione, tre anni fa. «Sono state le politiche troppo espansive del passato», ha spiegato l’economista, «a determinare la crisi». E invece di cambiare rotta e «fare squadra», ha spiegato Vaciago, i politici hanno continuato «o a dormire o a litigare» e ad adottare le stesse politiche economiche.
«La liquidità», ha aggiunto Vaciago citando John Hicks, premio Nobel per l’Economia nel 1972, «dà il tempo per pensare. Non è un rimedio alla crisi». E in riferimento alla situazione italiana, in particolare, ha affermato che l’economia italiana «non cresce da più di dieci anni proprio per colpa delle politiche monetarie espansive. Si è visto che queste politiche non risolvono il problema, ma si continua ad adottarle».
Una liquidità eccessiva, ha concluso l’economista, «non porterebbe ad altro, secondo Vaciago, che a una speculazione eccessiva. «Ha ragione Tremonti quando afferma che siamo tornati ai livelli di prima della crisi, ma la colpa è solo dei governanti. I banchieri speculano perché possono farlo. Non tocca a loro cambiare le regole e fare le riforme. La sovranità delle leggi è in mano al Parlamento, dunque ai politici».