La tela di Bersani

Redazione
13/10/2010

di Salvatore Cannavò L’idea di Bersani sarebbe quella di una unica lista di centrosinistra in grado di allearsi poi con...

La tela di Bersani

di Salvatore Cannavò

L’idea di Bersani sarebbe quella di una unica lista di centrosinistra in grado di allearsi poi con l’Udc di Casini. Ne ha parlato con il leader centrista e sta sondando i suoi interlocutori. Ma fa fatica a trovare un equilibrio: la tela che ha deciso di tessere è corta e si strappa a destra e sinistra. E allora non resta che il “governo di scopo” per cambiare la legge elettorale.
Il giorno dopo l’incontro con Nichi Vendola, in cui si è consumato un nuovo “patto” tra i due, il segretario del Pd, Bersani, è abbastanza soddisfatto. Nel pranzo di ieri i due hanno siglato una prima intesa che sostanzialmente è basata sull’adozione delle primarie, all’interno del centrosinistra una volta che questo si sarà strutturato, e il via libera da parte del leader radicale a quel “governo di scopo” o “tecnico” cui Bersani sta lavorando molto attivamente in sintonia con Casini e Fini.
Se il barometro della politica sembra segnalare da alcuni giorni un certo disgelo, è bene non farsi illusioni. La tendenza di fondo resta quella di una crisi di governo con progetti di una soluzione tecnica. Obiettivo: riscrivere la legge elettorale e consentire ai poli di ristrutturarsi per lasciarsi alle spalle il periodo berlusconiano. Bersani ha così avuto il via libera da sinistra per tessere questo filo e le parole di Pisanu ieri, contro la degenerazione delle liste amministrative, l’enfasi che a queste ha dato il Corriere della sera del 13 ottobre, il gelo con gli industriali dopo il caso del Giornale, sono tutti fattori che mettono in allarme il Cavaliere. Costretto al riposo dall’operazione al polso, ma non per questo rassegnato.

Le primarie non piacciono tutti

Bersani ha però dovuto garantire a Vendola che le primarie si faranno. Ma come e con chi? Su questo è ancora buio. Si tratterà di vedere chi saranno i contraenti del patto e quindi i protagonisti di una conta popolare.
L’ultima volta, alle primarie del centrosinistra nel 2005, parteciparono Prodi, Bertinotti, Mastella, Di Pietro, Pecoraro Scanio, Scalfarotto e addirittura una candidata no-global. E oggi? Chi ci sarebbe? Di Pietro, per esempio, non le ama e non intende contarsi nei gazebo. Piacciono però al suo compagno di partito De Magistris, forse allo stesso Veltroni. Ma soprattutto non è ancora chiaro il contenitore in cui si svolgeranno.
Bersani parla di “Nuovo Ulivo”, Vendola non ama questa definizione e allude a un “Cantiere per l’alternativa”. Formule spesso incomprensibili. Il punto è che l’idea che più sta a cuore a Bersani sarebbe quella di siglare un patto, definire il contenitore, fare le primarie per scegliere il leader e poi presentarsi con una sola lista o con un numero molto ristretto di liste in modo da facilitare l’abbordaggio di Casini.
Per questo nei suoi incontri il segretario Pd ha sondato l’ipotesi, perché altrimenti, allo stato delle cose, il centrosinistra nuovo di cui parla non si differenzierebbe in nulla dall’Unione del 2006. Accanto al Pd – che secondo Europa sta pensando a un nuovo simbolo – ci sarebbero infatti l’Idv, la Sel di Vendola, ma anche la Federazione della sinistra di Ferrero e Diliberto che, pur non entrando al governo verrebbero imbarcati in un’alleanza elettorale.
E poi i socialisti, i Verdi, i radicali. Se Bersani si presenta con questa carovana da Casini il dialogo non parte neppure. L’ideale, quindi, sarebbe avere un bel nuovo Ulivo unitario – tanto che il segretario Pd sta anche verificando l’ipotesi del gruppo parlamentare unico – che si allea solo con l’Udc. Nessuna parvenza di Unione, nessuna accusa di ammucchiata e un patto esplicito di governo.Ma è difficile. Casini difficilmente farebbe un’alleanza in cui non incida sul candidato premier e l’Udc non parteciperà mai a primarie. Gli altri partiti del centrosinistra, difficilmente potrebbero sacrificare i simboli tranne forse lo stesso Vendola il cui progetto di “conquista” del centrosinistra è molto avanti. Resta il governo di scopo e la possibilità di modificare la legge elettorale. L’obiettivo principale di Bersani, al momento, resta questo.