La tenovaginalite della sinistra

Fabrizio D'Esposito
12/10/2010

Dopo l'operazione il Cav è alle prese con il rimpasto del Pdl.

La tenovaginalite della sinistra

La sinistra resta sempre l’incubo peggiore del Cavaliere. Il premier si è infatti sottoposto a un intervento chirurgico alla mano sinistra nella clinica Humanitas di Rozzano, in provincia di Milano. Un’infiammazione ai tendini che nei manuali di medicina è classificata come tenovaginalite.
E con questo abbiamo detto tutto, direbbe Totò buonanima. I bollettini medici sono rassicuranti: entro la prossima domenica la mano sinistra dovrebbe riprendere a muoversi come prima. Berlusconi è entrato in clinica dopo l’ennesimo viaggio dall’amico Putin.
Ed era lì, in Russia, nella dacia che fu di Stalin, quando è stato raggiunto dagli strali del post-comunista Bersani. Il segretario del Pd ha detto che la fine del berlusconismo non sarà un pranzo di gala.
Semmai un’abbuffata apparecchiata dalla famelica santa alleanza che potrebbe riunire Casini, Vendola, Di Pietro, Diliberto, Ferrero, Fini e l’oligarchia democrat.
Rutelli? Al momento non pervenuto.
A Roma piove, il clima è finalmente più rigido (anche le famigerate ottobrate annoiano) e nella città eterna sono comparsi dei manifesti del Pdl: «Bossi ha chiesto scusa dopo vent’anni. Grazie Alemanno».
Sono gli effetti del pajatismo, una delle due correnti del centrodestra nate dopo la prima sagra paesana tenutasi nella piazza di Montecitorio.
E’ stato la settimana scorsa. Stand bianchi e pentoloni fumanti che formavano una sorta di nebbia padana sotto il sole di Roma. Straniante. Surreale.
Rigatoni con la pajata. Coda alla vaccinara. Polenta. Porchetta. Bicchieri, posate e piatti di carta.
La governatrice del Lazio Polverini ha imboccato Bossi con un rigatone grondante di sugo ed è stata subito pace tra le due anime della maggioranza, il pajatismo e il polentismo.
Una concezione sagra della politica. Certamente non un pranzo di gala, a conferma delle paure bersaniane. Il Senatùr, oltre ai rigatoni, si è rimangiato il supremo oltraggio alla capitale: Sono Porci Questi Romani.
Una battuta che però ha offerto un assist micidiale ai tifosi laziali primi nel campionato di calcio: Sono Penultimi Questi Romanisti. Con riferimento al penultimo posto in classifica degli odiati cugini giallorossi.
Ma l’uso politico della porchetta per esorcizzare l’offesa dei «porci romani», con annessa difesa a oltranza del porcellum, è ammesso?
A cavallo tra la Russia e l’operazione alla mano sinistra, il Cavaliere ha mandato un messaggio al convegno di Saint Vincent della Nuova Dc del ministro Rotondi. Il premier ha detto tout court che il Pdl va cambiato.
Che i guai attuali del centrodestra sono figliastri non desiderati del partito, non del governo. Il Giornale di Feltri & Sallusti ha appoggiato, entusiasta, la svolta di Silvio.
E il triumvirato La Russa-Bondi-Verdini già teme il trattamento Boffo.
Pare anche che, il premier, voglia cancellare ogni traccia di «cellula finiana» nel Pdl sul territorio. Una bella purga, ispirata dal soggiorno nella dacia di Stalin.
Ma la novità più succulenta è quella di una possibile guida femminile del partito. Le smentite hanno già trasformato il tormentone in un rebus.
Anzi, in un cruciverba. Da quante lettere è formato il nome che è in testa al Cavaliere? E soprattutto: orizzontale o verticale?