La terza gamba

Silvia Zingaropoli
19/01/2011

Iniziativa responsabile sostiene Silvio.

Dopo tanti annunci, adesso è ufficiale. Alla Camera è nato il gruppo Iniziativa responsabile, che nei piani dei promotori e di più d’un uomo del governo dovrebbe agire da terza gamba della maggioranza. I deputati “responsabili” sono finalmente usciti alla luce del sole per la conferenza stampa di rito. Ma è ancora giallo sui numeri. Fino alla sera prima infatti, il gruppo tirato su dal solerte Francesco Pionati, era composto da 20 parlamentari, quota necessaria per dare vita a un gruppo.
PARLAMENTARI IN PRESTITO. Ma qualcosa non è andato per il verso giusto. E un’ora prima della conferenza stampa fissata per la mattina del 20 gennaio è arrivata la ferale notizia: Calogero Mannino, il deputato del Pid (Popolari italiani domani), si è tirato indietro. Ma il panico è durato ben poco. È bastata infatti qualche telefonata per trovare la soluzione. Semplice, Pionati prenderà “in prestito” due parlamentari del Pdl, Vincenzo D’Anna e Mario Pepe.  

Contro la sindrome del «delfinato»

Tutto risolto dunque. In fila sorridenti per la foto di gruppo, i deputati “arruolati” dal leader di Alleanza di centro si sono ritrovati la mattina del 20 gennaio per dare ai giornalisti la buona novella. C’erano quasi tutti alla Sala stampa della Camera: da Scilipoti a Moffa, dalla Siliquini alla Polidori (uniche due donne), da Porfidia a Romano, per non parlare poi delle new entry, D’Anna e Pepe. Un variopinto quadretto di personalità politiche dalle più disparate origini.
Ad aprire le danze, Saverio Romano: «La nostra è una realtà miracolosamente sintetizzata per il bene del Paese» ha esordito il capogruppo pro tempore (importante sottolineare la precarietà del suo ruolo, date le polemiche già sorte per stabilire chi guiderà i responsabili in Parlamento).
LE OPPOSIZIONI RESPONSABILI. In realtà, ha tenuto a sottolineare l’ex Udc, il nuovo gruppo «non nasce ora», bensì ha origini più antiche: i sui natali possono essere infatti fissati al 29 settembre 2010, giorno in cui il Presidente del Consiglio fece il suo appello alle “opposizioni responsabili”. «La nostra area», ha aggiunto Romano, «è stata da molti ignorata, derisa, combattuta. Ma abbiamo fatto come Gandhi, e alla fine abbiamo raccolto i frutti» ha concluso, per dare la parola ad Arturo Iannaccone. «Non saremo  la stampella del Cavaliere, ma la sua terza gamba» è stata la battuta ad effetto dell’ex Mpa che, solenne, ha aggiunto: «siamo il nuovo centrodestra che guarisce una volta per tutte questa politica dalla sindrome del delfinato». Iannaccone ha poi riservato per il finale una stoccata sulla «ironia acida e crepuscolare di Urso, Granata, Cesa e Bocchino». Touché.

I responsabili a caccia di ruoli e incarichi

 Qualche sassolino futurista, ovviamente, se lo è tolto anche l’ex finiano Silvano Moffa: «Futuro e Libertà», ha affermato, «ha svilito il suo progetto iniziale per un terzopolismo che non era nelle corde degli italiani». E annunciando nuovi arrivi tra le file dei“responsabili” per le prossime settimane («su questo ci sono rosee prospettive» ha mormorato qualcuno dall’entourage), Moffa ha ceduto il passo all’attesissimo Scilipoti che, portando avanti la sua difesa, ha dichiarato un sibillino e un po’ deludente, «non ci schieriamo con i partiti ma con il popolo».
AVANTI ANCHE SENZA VOTO. A concludere, Francesco Pionati, secondo cui il gruppo dei “responsabili” esisterà «sia che si vada avanti, sia che si vada al voto».
Inoltre, ha aggiunto Pionati, «grazie a noi il Terzo polo di Fini e Casini non sarà più determinante: se non fosse per i “responsabili” Silvio Berlusconi oggi non sarebbe dov’è. È un uomo intelligente: sicuramente si ricorderà di chi lo ha salvato e chi no» ha dichiarato, lasciando ovviamente intendere al Cavaliere che sarebbero assai graditi eventuali ruoli o incarichi di governo.
NIENTE COMMENTI SUL CASO RUBY. Nessun accenno, nel corso della conferenza, agli ultimi scandali che hanno visto come protagonista proprio il Premier. Possibile? Le rivelazioni sulle feste di Arcore avranno pur sortito qualche reazione nel gruppo dei “responsabili”: «nessun imbarazzo» ha dichiarato a Lettera43.it una Maria Grazia Siliquini un po’ seccata: «le metodologie della procura di Milano le conosco da quindici anni, faccio l’avvocato sa». 
Secondo Domenico Scilipoti invece «l’interesse del Paese è sopra ogni cosa». Nessun imbarazzo dunque? «Non ho detto questo, ho solo detto che ci sono problemi ben più gravi rispetto a questo. Dobbiamo innanzitutto dare stabilità a un Paese che in questo momento potrebbe avere gravi problemi, anche a livello di immagine internazionale». Chiarissimo, dunque. L’imbarazzo c’è, ma non si vede.
LA VISIONE DIPIETRISTA. Tra sorrisi, battute e volti compiaciuti, è stato il dipietrista Massimo Donadi a rompere l’idilliaca atmosfera in sala stampa. Incurante della truppa dei “responsabili” che si trovava di fronte, e calcando bene la voce affinché tutti lo potessero udire, ha lanciato l’anatema: «È uno scenario da Fine-Impero. Un gruppo di personaggi senza arte né parte, senza visione politica, senza un progetto, che arrivano a sostenere un governo fuori tempo massimo. Anche questo fa parte del decadimento di un impero politico in agonia». Silenzio generale. E il gelo calò sui presenti.