«La verità sulla mia battaglia contro il retinoblastoma»

«La verità sulla mia battaglia contro il retinoblastoma»

07 Luglio 2012 08.38
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Gentile redazione,

sono il dottor Domenico Mastrangelo, del quale avete parlato in un vostro articolo, poi commentato dai lettori.
Nel ringraziarvi per aver deciso di pubblicare il comunicato stampa e anche in rapporto ai commenti di un vostro lettore, volevo specificare quanto segue.
Il comunicato, in versione integrale, può essere rintracciato sul sito ilsensodellamisura.com. Consultandolo, si vede bene che chi scrive «ha 33 anni di laurea in Medicina» (che sommati ai 24, che sono l’età di uno studente regolarmente in corso, fa 57, ossia la mia reale età).
Mi rendo conto del fatto che questo errore possa aver fuorviato molti lettori e lasciato pensare che ci fosse qualcosa che non andava. In realtà è tutto perfettamente chiaro, se si dicono le cose come realmente stanno.
L’IPOTESI EPIGENETICA. Nell’articolo in questione (intendo l’originale) si capisce bene che è la mia ipotesi epigenetica ad aprire (se sperimentalmente verificata) nuove strade per la diagnosi e la terapia del retinoblastoma. Questo è solo questo è il senso del messaggio.
La novità consiste nel fatto che, fino a oggi, il retinoblastoma era considerato una malattia «genetica» i dati epidemiologici, clinici e biologici, dimostrano che questo non è affatto vero e quindi, se c’è qualcuno che «non ha avuto rispetto» dei bambini malati e delle famiglie è proprio chi, per oltre 40 anni è andato in giro per congressi e ha costruito la propria carriera raccontando una menzogna, mentendo sapendo di mentire.
LA POLEMICA DOPO L’ARTICOLO. Il lettore che ha commentato l’articolo, Chuck, deve essere un ricercatore che ha familiarità con internet. Peccato che lui prenda per buone solo alcune fonti, in special modo, quelle che sono funzionali alle sue tesi. In particolare, egli cita il sito di Scienze medico legali come se fosse il depositario e titolare unico della verità.
In realtà, io non curo quel sito e non lo aggiorno, per cui, ciò che vi è scritto o non vi è scritto non dipende da me. Per tale motivo ho deciso di inviarvi il mio curriculum dal quale potrete facilmente apprezzare che le mie pubblicazioni (che includono capitoli di libri in lingua inglese) sono, di fatto, oltre 100.
«PER ANNI CONSIDERATO UN PARIA». Quanto poi alle «marchette» che Chuck ha evocato, a lui sfugge (sembrerebbe un particolare irrilevante, ma ho come l’impressione che il nostro  sia proprio uno in malafede) che da oltre 12 anni, a causa delle mie denunce, sono stato messo in condizioni di non poter lavorare e quanto ho fatto è solo ed esclusivamente frutto del mio intelletto, perché considerato un «paria» all’interno dell’ambiente di lavoro.
Concludo ricordando a Chuck che errare è umano, ma dire sconcezze (come lui fa) sapendo di dirle (e contando, magari, sul fatto che nessuno si sarebbe inflitto la pena di rispondere alle sue arroganti e infondate insinuazioni) è ben più che diabolico.
Vive cordialità,

Domenico Mastrangelo

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