L’acaro delle meraviglie

L’acaro delle meraviglie

09 Novembre 2010 12.28
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di Giovanni Molaschi

I riflettori della tv si sono spenti su Terzigno ma sono restati accesi su internet dove gli utenti vogliono capire i danni reali che potrebbe causare alla salute e all’ambiente l’immondizia ancora per strada. In particolare, il 4 novembre i principali siti d’informazione italiani dedicavano parte della propria home page a un particolare limone raccolto nelle campagne a poche decine di metri dalla discarica di Sari.
«L’agrume», secondo i cittadini contrari al piano rifiuti del Governo, «è un mostro. La prova inconfutabile e terribile della natura che si ribella, che non accetta compromessi, non si fa comprare dal vile denaro».
Peccato che la mutazione del limone non sia stata provocata dai rifiuti, ma dall’Eriophyes Sheldoni, conosciuto ai più come l’acaro delle meraviglie. Questa, almeno, è la tesi (qui il link) di Luciano Gaudio, direttore del dipartimento di Scienze Biologiche dell’Università Federico II di Napoli.
«Siamo abituati a vedere cose perfette, ma non consideriamo che proprio per questo almeno un 20% della frutta viene scartato», ha dichiarato Gaudio. «Un’altra parte entra in linee di produzione diverse, come i succhi di frutta. Eppure chiunque abbia un orto, sa che verdura e frutta non nascono mai tutti uguali».
Il professore ha inoltre spiegato che a danneggiare le campagne napoletane non è la mancata raccolta dell’immondizia, piuttosto, la presenza di sostanze tossiche nelle falde acquifere del terreno, spesso residui di rifiuti pericolosi, smaltiti senza rispettare le regole di sicurezza previste dalla legge.

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