L’Addio allo zar di Mosca

Redazione
29/09/2010

Sono la destituzione del sindaco di Mosca Yuri Luzhkov e l’analisi sulla sua eredità, i due temi protagonisti dei quotidiani...

L’Addio allo zar di Mosca

Sono la destituzione del sindaco di Mosca Yuri Luzhkov e l’analisi sulla sua eredità, i due temi protagonisti dei quotidiani e dei siti internet in Russia oggi.
La Novaya Gazeta scrive un editoriale dal titolo “Il primo avvertimento cinese”. Ricorda che lo stesso Medvedev, da Shanghai dove è in viaggio di Stato, ha avvertito che l’ordine di destituzione di Luzhkov potrebbe essere solo il primo di una serie di “defenestrazioni”. Medevedev, ricorda il giornale, ha fatto della modernizzazione della Russia un suo cavallo di battaglia e togliere di mezzo uomini potenti legati al passato sovietico come Luzhkov e che ambiscono ai vertici dello Stato è necessario per attuare il suo progetto.
Luzhkov ha giocato col fuoco, secondo la Novaya, contando esageratamente sull’appoggio del premier Putin. Fino all’ultimo ha fatto lo sbruffone col Cremlino e il risultato è stato il licenziamento via fax. Luzhkov verrà ricordato per il giornale come il costruttore della Russia dei nuovi ricchi.

Gli affari e gli scandali

The Moscow Times elenca i progetti per i cui i posteri “ricorderanno l’ex primo cittadino: enormi centri commerciali e le sculture monumento dell’artista di corte Zurab Tsereteli”. Tsereteli è il potente scultore molto vicino a Luzhkov che in dieci anni ha riempito la capitale di statue giudicate di cattivo gusto dalla maggior parte dei moscoviti, come l’enorme Pietro il Grande lungo la Moscova.
Sulle ripercussioni economiche del “licenziamento” dello zar di Mosca e sul futuro dell’impero edilizio della signora Luzhkov, costruito proprio durante il quasi ventennale regno del marito, si concentrano i quotidiani economici.
Per Kommersant, l’uscita di scena di Luzhkov non porterà serie conseguenze sull’economia della capitale: “Il suo potere a Mosca non è così grande come si immagina”. A Yelena Baturina, ex first lady moscovita proprietaria della Inteko, la società edilizia che aveva il controllo dei maggiori appalti edilizi in città ricorda, dedica un pezzo titolato “Una donna di plastica”: la donna, il cui patrimonio è stimato intorno al 2,9 miliardi di dollari, ha sempre dichiarato di aver costruito la sua fortuna con le sue capacità personali e senza l’aiuto del marito.
Nonostante questo, la società risentirà del licenziamento del marito: gli analisti si aspettano una svendita delle azioni della Inteko e una diminuzione dei prezzi sul mercato immobiliare moscovita. Stessa opinione quella di Vedomosti. Per la testata economica, Inteko è ora una società forte ma che potrebbe incontrare tempi difficili. Non è escluso che i contratti della società in città saranno rivisti e messi in discussione.

Gli eredi dello “zar”

Secondo Gazeta.ru ci vorrà almeno un mese per nominare il nuovo sindaco. Kommersant e anticipano alcuni dei papabili successori di Luzhkov: Aleksandr Khloponin, ex governatore della regione siberiana di Krasnoyarsk Krai; i vicepremier Sergei Sobyanin e Sergei Ivanov e il ministro delle Emergenze Sergei Shoygu.
Il quotidiano Nezavisimaja Gazeta, invece, allarga lo sguardo fino a San Pietroburgo dove, dopo la cacciata di Luzhkov, ora si vede nella governatrice della città Valentina Matvienko, molto vicina a Putin, il prossimo obiettivo di Medvedev. Secondo gli esperti il suo allontanamento potrebbe arrivare da un momento all’altro.
Dal 28 settembre anche blogosfera è in fermento. Il commento più ricorrente è “finalmente abbiamo un presidente”, riferito al fatto che con il licenziamento del sindaco di Mosca, il presidente ha finalmente mostrato i muscoli all’onnipotente primo ministro.
Su Livejournal.ru, poi, i blogger si sono scatenati nel comporre fotogallery di ogni genere: da quelle con vignette satiriche che ritraggono Luzkhov con la sua caratteristica coppola che chiede l’elemosina a quelle che ne ripercorrono la carriera in chiave ironica: col colbacco in epoca Eltsin fino alle sue performance calcistiche in pantaloncini sgargianti o in mutande, mentre fa il tradizionale bagno nell’acqua ghiacciata.