L’addio di Johnson

Lorenzo Berardi
21/01/2011

Crisi nei Labour: il ministro ombra delle Finanze sostituito da Ed Balls.

Alan Johnson l’ha combinata grossa. Perlomeno per gli standard britannici. Il suo nome campeggia sulle prime pagine di tutti i quotidiani inglesi associato a giudizi tutt’altro che lusinghieri. In apparenza, é bastata una crisi coniugale per distruggere la reputazione pubblica e l’attendibilità politica dell’ex ministro ombra alle Finanze per l’opposizione. Una carica durata poco più di tre mesi e contrassegnata, stando alla stampa inglese, da un eccessivo immobilismo.
LA NOMINA DI BALLS. Giovedì 20 gennaio Johnson ha dato le dimissioni dal proprio ruolo, costringendo il leader dei Labour, Ed Miliband, a sostituirlo «con grande rimpianto» per affidare l’incarico ad Ed Balls. L’addio di Johnson e la nomina al suo posto di Balls hanno scatenato un effetto domino nel fronte laburista, portando a una redistribuzione delle cariche di ministri ombra con il risultato di accentuare tensioni già esistenti e mettere a dura prova la conduzione di Miliband.
LA CRISI PRIVATA. Il motivo di una simile decisione? La difficile coesistenza fra una turbolenta vita privata e l’importante incarico politico dell’ormai ex Cancelliere ombra della Scacchiere. Ragioni espresse da Johnson in una lettera privata al leader del suo partito nella quale il dimissionario ministro ha scritto «trovo difficile fare fronte ai problemi della mia vita privata in un momento in cui ricopro un ruolo pubblico così importante». Nel Regno Unito sono cose che accadono.

Il fallimento di Johnson

Eppure, nonostante il passo indietro compiuto da Johnson, la stampa britannica di venerdì 21 gennaio non si rivela affatto tenera con colui che fino al giorno prima é stato una delle più alte cariche dell’opposizione. Un uomo che doveva essere il principale contraltare del ministro George Osborne e della sua discussa politica di spending cuts ossia di tagli alla spesa pubblica. Un ruolo, forse, poco adatto per Alan Johnson alle prese inoltre con il contemporaneo fallimento del proprio matrimonio e distratto dagli incessanti pettegolezzi dei tabloid britannici che ne hanno segnalato e accelerato la fine.
GAFFE E AGONIA. «Una successione di gaffe che poteva finire in un unico modo» attacca Nigel Morris sull’Independent. L’editorialista politico del quotidiano sottolinea impietosamente l’inesperienza in materia finanziaria del politico laburista, ricordando come lo stesso Johnson avesse dichiarato fra il serio e il faceto che il suo primo passo da ministro ombra sarebbe stato «procurarsi un testo elementare di economia per principianti». «L’agonia privata di Alan Johnson» titola invece il Times che cita fonti di Scotland Yard per scavare nella crisi coniugale del politico laburista. «L’ex bodyguard di Johnson, il poliziotto Paul Rice, sta affrontando un procedimento disciplinare dopo avere ammesso di avere avuto una relazione sentimentale con la moglie dell’ex ministro, Laura».

Un difficile futuro per i laburisti

Sta all’articolo dedicato dal Guardian al caso Johnson riportare il dibattito dagli esercizi amorosi alla sfera pubblica e politica. Dopo aver registrato la «disillusione creatasi nella linea economica laburista» durante i tre mesi da ministro di Johnson, il quotidiano londinese si concentra sul suo successore, Ed Balls.
LAVORO E SVILUPPO. In un’intervista rilasciata a Sky News, Balls ha messo subito le cose in chiaro: «Mi sono occupato di economia per 25 anni cominciando a studiare questa materia negli anni Ottanta mentre Margaret Thatcher era primo ministro. Erano anni di disoccupazione e di tagli avventati alla spesa pubblica. Temo che oggi quei giorni si stiano ripetendo sotto l’attuale coalizione di governo». Il neo ministro ombra dichiara di volere mettere al primo posto «lavoro e crescita economica» nel proprio taccuino politico. Temi sui quali, sostiene compatta la stampa britannica, il suo predecessore non ha saputo insistere e lottare.
IL CURRICULUM DI JOHNSON. Eppure, stando a fonti interne al partito laburista riportate dal Guardian, Ed Miliband «ha lottato per persuadere Johnson a ritirare le dimissioni ed era soddisfatto per l’operato del ministro nonostante le critiche politiche e le vicissitudini personali che lo avevano riguardato». Una difesa a oltranza dell’ex ministro e una fiducia incondizionata nei suoi confronti che é possibile spiegare dando un’occhiata al curriculum politico di Johnson. Già segretario di Stato per gli Interni e prima responsabile della Sanità sotto il governo Brown, Alan Johnson é stato anche ministro dell’Educazione, del Commercio e del Lavoro sotto Tony Blair. Cinque incarichi ministeriali nel giro di appena sei anni e in ambiti talvolta distanti fra loro avevano fatto dell’ormai ex Cancelliere ombra dello Scacchiere un’importante risorsa su cui contare per il relativamente inesperto Ed Miliband.
IL FUTURO DEI LABOUR. Oggi nei laburisti ci si interroga quanto quella fiducia sia stata mal riposta e, ricorda il Guardian, «sarà dal rapporto fra Miliband e Balls che si decideranno le sorti e i successi futuri dei Labour. Un’unione politica, quella fra i due ex consulenti di Gordon Brown, che si é incrinata negli ultimi anni». All’opposizione britannica non resta che augurarsi che almeno la vita privata dei due vada a gonfie vele. Di certo il brusco addio di Johnson accentua la ritirata della componente blairiana nei Labour e riporta in auge i fedelissimi browniani. Sempre che agiscano di comune accordo.