Lady Al Qa’da in cambio della cooperante britannica

Federica Zoja
27/09/2010

Nuovi rapimenti di operatori stranieri e locali in tutto il Paese

Lady Al Qa’da in cambio della cooperante britannica

Mohammad Osman, sedicente comandante dei taliban afghani, rivendica il sequestro di una giovane cooperatrice britannica e dei suoi colleghi afghani nella provincia di Kunar, avvenuto il 27 settembre. Parlando all’Afghan islamic press (Aip), agenzia di stampa interlocutrice privilegiata dei guerriglieri islamici, Osman ha spiegato che, in cambio del rilascio degli operatori umanitari, i rapitori chiedono la liberazione di Aafia Siddiqi, neuroscienziata pachistana di 38 anni conosciuta come “Lady Al Qa’ida”.
La Siddiqi è stata condannata il 24 settembre a New York a 86 anni di carcere per tentato omicidio, nel 2008, di agenti del bureau investigativo americano, l’Fbi, e di soldati dell’esercito statunitense di stanza in Afghanistan. La neuroscienziata è sposata a un responsabile della rete terroristica fondata da Osama Bin Laden e ha tre figli.
Mohammad Osman ha dichiarato all’Aip, come riporta il quotidiano Daily Telegraph: «Siamo fortunati ad aver sequestrato la donna inglese subito dopo l’immotivata sentenza di un tribunale americano ai danni di Aafia Siddiqi. Chiederemo la liberazione di Aafia Siddiqi in cambio di lei».
L’ambasciata britannica a Kabul non ha voluto rilasciare dichiarazioni sulla credibilità della rivendicazione, mentre l’ufficio per la promozione degli interessi britannici all’estero, il Foreign office, e i familiari hanno chiesto alla stampa di non diffondere il nome della connazionale rapita, che lavorava per Development alternatives inc, una società appaltatrice di progetti umanitari finanziati dal governo statunitense. La donna è stata sequestrata insieme a tre colleghi afghani mentre viaggiava con un convoglio di due auto da Asadabad, capoluogo della provincia nordorientale di Kunar, a Jalalabad.