Lady Macbeth a Pyongyang

Redazione
29/09/2010

Un’alcolizzata che ha spinto la figlia al suicidio e pronta a tutto pur di rimanere ai vertici del potere. Così...

Lady Macbeth a Pyongyang

Un’alcolizzata che ha spinto la figlia al suicidio e pronta a tutto pur di rimanere ai vertici del potere. Così il sito americano Daily Beast descrive la sorella del leader nordcoreano Kim Jong-il, offrendone un lungo ritratto nel tentativo di spiegare la sua recente promozione ai vertici dell’esercito.
Kim Kyong-hui, 64 anni, detta anche la “Lady Macbeth” coreana, è stata promossa il 28 settembre, durante il Congresso del partito dei lavoratori coreano, insieme al marito e al giovane Kim Jong-un (leggi). Di fatto, ora, l’arcigna sorella del “Caro leader” ha lo stesso potere del successore designato.
Al momento nessuno sa spiegare quali responsabilità andrà a ricoprire Mrs. Kym. Nell’infinito puzzle della dinastia nordcoreana, non è neppure chiaro al mondo esterno quale tipo di relazione leghi i membri della prima famiglia del Paese. Sta di fatto che la propaganda di Stato nell’ultimo anno aveva fatto intendere che la stella di Kim Kyong-hui a Pyongyang fosse in ascesa.
È apparsa spesso in pubblico accanto al fratello nei viaggi ufficiali e in altri eventi pubblici, come al teatro dell’Opera nel febbraio scorso dove si è intrattenuta a parlare con diplomatici russi. Non c’è, però, speranza che la sorella del “Caro leader” possa portare un tocco femminile nell’impenetrabile dittatura comunista.

Per i sudcoreani è il Male

Diplomatici e studiosi sudcoreani non dubitano che “Lady Macbeth” sia addirittura arrivata a organizzare l’incidente d’auto che nel giugno 2009 ha ucciso un suo rivale di partito.Poche incertezze anche sul fatto che sia un’alcolista.
L’anno scorso, riportavano i media coreani, è stata ricoverata dopo una bevuta eccessiva. Il coma in cui è caduta le ha causato lievi danni cerebrali. La sua unica figlia è morta suicida in Francia nel 2006, atto che molti hanno attribuito ai suoi cattivi rapporti con la madre. Ormai la stampa sudcoreana la definisce come “il Male”.
È sposata con Jang Song-taek, vicepresidente della commissione nazionale di Difesa, e ritenuto dagli analisti l’uomo più potente del Paese dopo Kim Jong-il perché ha il pieno appoggio dell’esercito a differenza del giovane erede Kim Jong-un.
In caso di morte del “Caro leader”, “Lady Macbeth” e suo marito avranno il compito della reggenza fino alla maturità politica del nipote. Sulla carta, spiega l’esperto Evans Rever, pare essere proprio lei una delle più acerrime rivali del figlio del dittatore nella corsa al trono.
Il motivo per cui in Corea del Nord è in corso una successione dinastica è che Kim Il-sung ha dato vita a un’ideologia nazionale, Juche, che mescola elementi di comunismo e autarchia con una forte dose di valori confuciani, a esaltare il legame ideale tra padre e figlio come modello per tutte le relazioni umane e sociali, anche tra governanti e governati.