L’aggressore di Maricica: «Mi pento»

Redazione
16/10/2010

Dopo la morte dell’infermiera romena Maricica Hahaianu, il 15 ottobre, si aggravano ora le posizioni del suo aggressore Alessio Burtone,...

L’aggressore di Maricica: «Mi pento»

Dopo la morte dell’infermiera romena Maricica Hahaianu, il 15 ottobre, si aggravano ora le posizioni del suo aggressore Alessio Burtone, al momento ancora ai domiciliari.
Preso dallo sconforto, il ventenne che lo scorso 8 ottobre aveva colpito la donna con un pugno mortale dopo una lite in metro a Roma, si dichiara pentito: «Ho paura di tornare in carcere. Non volevo fare del male e provocare la morte di nessuno: sono profondamente pentito di quello che ho fatto».

Per la difesa il carcere

La mattina del 16 ottobre Fabrizio Gallo, l’avvocato del giovane, ha fatto sapere al suo assistito che su richiesta della Procura di Roma lo aspetta la custodia in carcere. L’accusa è di omicidio preterintenzionale, ma per la difesa il ragazzo dovrebbe rimanere ai domiciliari.
«È cambiato il quadro clinico purtroppo nel peggiore dei modi, ma non quello probatorio. Io credo che Alessio deve restare a casa, con la misura degli arresti domiciliari», ha spiegato l’avvocato Gallo. Che ha aggiunto: Maricica «lo ha preso a schiaffi in biglietteria. Ho consegnato in procura un filmato in cui un testimone racconta che è stata la donna per prima a colpirlo, poi una volta fuori c’è stato uno sputo di lei, uno di lui, insomma uno scambio di sputi, altre spinte e purtroppo quel pugno. Lui ora è disperato. Non voleva uccidere. Su di lui pesa il precedente di un altro pugno? Potrà incidere al massimo sulla personalità, non c’è niente di passato in giudicato».
La lite sarebbe scoppiata nel momento in cui il ragazzo ha detto alla donna:  «Che nel tuo Paese non la fai la fila? », mentre aspettava tutti e due i loro turno per acquistare il biglietto della metro.
Chiusa nel dolore la famiglia della  vittima fa sapere: «È giusto che ora quel ragazzo vada in carcere. Oggi però il nostro dolore è immenso ed è per Maricica che non c’è più».

La morte il giorno prima del compleanno

Maricica, 32 anni, è deceduta il 15 ottobre dopo una settimana di agonia al Policlinico Casilino di Roma (leggi la notizia). Nata in Romania il 16 ottobre del 1976, oggi avrebbe compiuto 34 anni.
Intanto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha promesso che sosterrà le spese di sepoltura e del trasloco della salma in Romania e la costituzione di parte civile da parte del Comune al processo contro Burtone.
Leontina Ionescu, la prima consigliera comunale romena eletta in Italia, ha scritto una lettera alla famiglia per dimostrare la vicinanza della comunità romena. «Piango per il bambino che ha lasciato quella povera donna. Da quanto ho appreso la famiglia non ha dato la colpa né all’intolleranza, né a razzismo, ha mostrato grande contegno».
L’autopsia sul corpo della donna, i cui funerali si terranno in Romania, avverrà il 18 ottobre all’istituto di medicina legale dell’Università La Sapienza di Roma. Il pm Antonio Calaresu ha affidato l’incarico al professor Paolo Arbarello, che dovrà capire, oltre alle cause che hanno determinato la morte, le ragioni per cui la donna è uscita dal coma per poi rientrarvi nel giro di pochissimi giorni.