L’amministrazione Usa fa causa a Bp

Redazione
16/12/2010

Gli Stati Uniti hanno annunciato di aver fatto causa a British Petroleum, Bp, per l’espolosione della piattaforma Deepwater Horizon nel...

Gli Stati Uniti hanno annunciato di aver fatto causa a British Petroleum, Bp, per l’espolosione della piattaforma Deepwater Horizon nel Golfo del Messico, nell’aprile scorso. Il procuratore americano Eric Holder ritiene che l’incidente sia stato causato dalla violazione delle norme di sicurezza previste dalla legge. Oltre alla morte di 11 persone, l’esplosione causò il disastro ambientale della marea nera sulle coste della Luisiana e degli Stati confinanti, Mississipi e Florida, causando milioni di dollari di danni all’economia locale e il danneggiamento forse irreversibile dell’ambiente. E della salute di centinaia di persone (leggi l’articolo sulle malattie degli abitanti del Golfo)
L’amministrazione americana porterà alla sbarra una decina di protagonisti del disastro, tra cui la Bp, proprietaria del pozzo, la compagnia assicurativa Lloyds e la svizzera Transocean, cui fa capo la la piattaforma. Il ministero della Giustizia, nel ricorso depositato a un tribunale di New Orleans, in Mississipi, ha chiesto che le aziende si facciano carico di tutte le spese per ripulire la zona.
L’ipotesi di piena responsabilità della Bp (che ha provato a dividere i costi con i giapponesi) potrebbe intanto essere rafforzata dalle informazioni rivelate da Wikileaks e riportate dal quotidiano britannico Guardian. Secondo i documenti intercettati dal sito di Assange, già 18 mesi prima del disastro del Golfo del Messico l’azienda inglese aveva subito un incidente simile in Azerbaigian: una fuga di gas aveva causato l’espolosione di una piattaforma, ma i 211 lavoratori furono fatti evacuare e si salvarono tutti.