Il Covid aumenta l’appetito delle mafie: il Viminale scrive ai prefetti

Redazione
11/04/2020

In una circolare la ministra dell'Interno invita a presidiare la legalità. L'emergenza infatti può scatenare tensioni e il bisogno di liquidità aumenta il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata nell'economia legale.

Il Covid aumenta l’appetito delle mafie: il Viminale scrive ai prefetti

L’emergenza coronavirus non si abbatte solo su imprese e mondo del lavoro. A questo «potrebbero accompagnarsi gravi tensioni a cui possono fare eco, da un lato, la recrudescenza di tipologie di delittuosità comune e il manifestarsi di focolai di espressione estremistica, dall’altro, il rischio che nelle pieghe dei nuovi bisogni si annidino perniciose opportunità per le organizzazioni criminali».

L’allarme è stato lanciato dalla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese che, in una circolare, invita i prefetti a mettere in campo «una strategia complessiva di presidio della legalità»

Occhi puntati, dunque, all’assegnazione degli appalti in cui è necessario «prevenire le infiltrazioni della criminalità organizzata, attraverso un’attenta e accurata valutazione di tutti i possibili indicatori di rischio di condizionamento dei processi decisionali pubblici». La titolare del Viminale sottolinea quindi «l’esigenza di rafforzare la tutela dell’economia legale dagli appetiti criminali, precludendo spazi di agibilità che potrebbero aprirsi in questo contesto difficile e in quello che ci attende».

LE MANIFESTAZIONI DI DISAGIO NON VANNO SOTTOVALUTATE

La ministra invita anche a non sottovalutare le manifestazioni di disagio che «possono verosimilmente avere risvolti anche sotto il profilo dell’ordine e sicurezza pubblica». Per questo, i prefetti vengono sollecitati a «dare massimo impulso alle attività di ascolto, di dialogo e di confronto con gli attori istituzionali, i rappresentanti territoriali delle categorie produttive, delle parti sociali e del sistema finanziario e creditizio al fine di intercettare ogni segnale di possibile disgregazione del tessuto sociale ed economico, con particolare riguardo alle esigenze delle categorie più deboli». Per questo Lamorgese auspica «un’opera di sensibilizzazione rivolta agli enti territoriali competenti ad adottare ulteriori misure di sostegno a situazioni di disagio sociale ed economico e di assistenza alla popolazione, anche attraverso l’attivazione di sportelli di ascolto e la promozione di iniziative di solidarietà a vantaggio delle fasce di cittadini con maggiori difficoltà». Con particolare attenzione al «tema del disagio abitativo che nell’attuale scenario è destinato a subire un incremento significativo, a maggior ragione in quei contesti territoriali nei quali più alto è il rischio di tensioni».

CONTRASTO ALL’USURA

L’altro grande rischio è rappresentato dagli appetiti delle mafie. La ministra segnala infatti che «la libertà di iniziativa economica, per le difficoltà del momento, può risultare maggiormente permeabile a rischi di condizionamento mafioso». I prefetti vengono quindi invitati a svolgere un’attività di contenimento della diffusione «di quei fenomeni criminali che costituiscono una grave minaccia agli equilibri di mercato di beni e servizi e al rispetto delle ordinarie regole di concorrenza. Ciò ricomprende anche la salvaguardia dell’accesso al credito legale da parte degli operatori economici e delle famiglie, indispensabile premessa per un’effettiva libertà di esercizio e ripresa dell’attività economica, costituzionalmente tutelata, oltre che fattore di prevenzione dell’odioso – e in questo scenario vieppiù pervasivo – fenomeno dell’usura».

LA CARENZA DI LIQUIDITÀ PUÒ FAVORIRE INGRESSO CAPITALI DI PROVENIENZA ILLECITA

I fenomeni di disagio correlati a possibili difficoltà della ripresa economica e produttiva, continua la direttiva del Viminale, «possono determinare l’insorgere di condizioni favorevoli per un’espansione degli interessi illeciti e criminali». Un rischio che riguarda innanzitutto quelle realtà caratterizzate «da un minor sviluppo e da già elevati livelli di disoccupazione, in cui un possibile aggravamento della situazione economica rischia di comportare il ricorso a forme di ‘sostegno’ da parte delle organizzazioni criminali, che in tal modo mirano anche ad accrescere il consenso nei loro confronti». Un rischio che non riguarda solo le classi più disagiate, anzi. «Anche nei contesti economicamente più progrediti», sottolinea Lamorgese, «la carenza di liquidità può rappresentare un’ulteriore occasione per l’ingresso di capitali di provenienza illecita nei settori produttivi e nell’economia legale».

AUMENTARE LA SEMPLIFICAZIONE CONTRO LE INFILTRAZIONI

Particolare attenzione va inoltre rivolta «al mondo delle imprese anche al fine di favorire un rapporto ancora più agevole con le amministrazioni pubbliche». In questa fase, i ritardi, le disfunzioni organizzative e le sovrapposizioni procedurali «rappresenterebbero un peso intollerabile per le aziende, penalizzando inevitabilmente la ripresa e la competitività del nostro sistema produttivo». Tuttavia, aggiunge la ministra, «poiché le deroghe consentite dalla normativa emergenziale all’utilizzo delle risorse ed erogazioni pubbliche possono alimentare il rischio di infiltrazioni criminali nei circuiti legali, è necessaria una puntuale promozione e attuazione delle disposizioni volte alla semplificazione amministrativa dei rapporti tra amministrazioni e imprese, ma per il regolare svolgimento delle dinamiche imprenditoriali a vantaggio della sana ripresa dell’economia risulta, altresì, fondamentale l’azione di prevenzione e contrasto dei tentativi della criminalità organizzata di penetrare il tessuto produttivo».