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Come è andata la manifestazione nazionale Cgil, Cisl e Uil a Reggio Calabria

Come è andata la manifestazione nazionale Cgil, Cisl e Uil a Reggio Calabria

Maurizio Landini contro il governo e Salvini: «Mentre si chiudono i porti, i giovani fuggono». I sindacati chiedono investimenti soprattutto nel Mezzogiorno.

22 Giugno 2019 11.21

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Cgil, Cisl e Uil si sono dati appuntamento sabato 22 giugno a Reggio Calabria per la manifestazione nazionale Ripartire dal Sud“. In testa al corteo, aperto da uno striscione con la scritta «#futuroalLavoro. Ripartiamo dal Sud per unire il Paese», ci sono i segretari generali Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. «Una mobilitazione nazionale unitaria», spiegano i sindacati, «per rivendicare dal Mezzogiorno la centralità del lavoro come leva per eliminare le profonde disuguaglianze sociali, economiche e territoriali che esistono in Italia».

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Il segretario della Cgil Maurizio Landini.

LANDINI: «L’ITALIA VA UNITA NON DIVISA»

«C’è un arretramento di tutto il Paese rispetto all’Europa e non solo», ha attaccato Maurizio Landini. «Per noi l’Italia va unita e non divisa. Basta con le logiche dell’autonomia differenziata, che aumentano ancora di più le disuguaglianze». Secondo il leader della Cgil, l’Italia ha bisogno di «investimenti, sia in infrastrutture materiali ma anche in quelle sociali e serve una politica industriale».

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«SI CHIUDONO I PORTI MENTRE I GIOVANI SE NE VANNO»

Landini ha poi attaccato indirettamente Matteo Salvini: «È sotto gli occhi di tutti la contraddizione di chi ha raccontato che saremmo un Paese invaso e che i problemi si risolvono chiudendo i porti, senza rendersi conto però che i giovani, soprattutto del Mezzogiorno, se ne stanno andando». Il segretario Cgil ha poi rincarato la dose contro l’esecutivo gialloverde: «Basta campagne elettorali, ne abbiamo fin sopra i capelli. I problemi non sono risolti e la situazione è peggio che un anno fa. È necessario che il governo ci ascolti». L’obiettivo dei sindacati è mettere a punto un «piano straordinario di investimenti per creare lavoro e realizzare uno sviluppo vero che duri nel tempo».

Annamaria Furlan, segretaria della Cisl.

FURLAN: «DARE DIGNITÀ ALLA SANITÀ DEL MEZZOGIORNO»

Sulla stessa linea Annamaria Furlan che lancia dalla piazza un messaggio al governo: «L’Italia non esce dalla crisi senza lo sviluppo del Mezzogiorno». Per questo, spiega la segretaria generale della Cisl, al Sud servono «massicci investimenti per l’innovazione infrastrutturale e delle opere civili e il recupero di tutto il capitale sociale perché il Mezzogiorno diventi veramente attrattivo per gli investimenti privati». Furlan ha posto poi l’accento sulla sanità chiedendo interventi affinché terminino i cosiddetti viaggi della speranza. «Attualmente sono migliaia i cittadini del Mezzogiorno che si recano nelle strutture ospedaliere del Nord del Paese per curarsi. È necessario mettere mano con strumenti adeguati a questa situazione restituendo dignità alla sanità del Mezzogiorno, agli operatori che vi lavorano e ai cittadini bisognosi di cure».

BARBAGALLO: «IL SUD È ESSENZIALE PER LA RIPRESA ECONOMICA»

Carmelo Barbagallo, leader Uil, ha puntato il dito contro il gap tra Nord e Sud Italia. «Cristo si è fermato ad Eboli, l’alta velocità a Salerno e in Calabria, dove si produce materiale ferroviario di qualità, l’Alta velocità non c’è. Che Paese è questo?», ha detto il segretario. «Il Nord da solo, con la palla al piede del Sud sottosviluppato non ce la farà. Il Sud è essenziale per la ripresa economica del Paese. Al Nord sono +0,2% in termini di Pil, al Sud -0,2%. Sempre il prefisso di Milano. Il Sud», ha aggiunto, «è rimasto lettera morta per molti anni. Bisogna fare qualcosa. Le Regioni che non utilizzano i Fondi europei e di coesione sociale sono colpevoli e andrebbero commissariate». «Noi stiamo cercando di impedire che i provvedimenti che il parlamento approva su proposta del governo producano ulteriori danni al Paese», ha sottolineato Barbagallo. «Ogni volta poi si lamentano che non riusciamo a modificare gli errori che fanno».

LA RISPOSTA DI SALVINI

A replicare a Landini e agli altri segretari è stato proprio Salvini, invadendo di fatto il campo al collega ministro del Lavoro Luigi Di Maio. Il leader leghista ha infatti invitato i sindacati e le altre categorie del mondo del lavoro al Viminale il prossimo luglio per discutere della manovra, riservando una stoccata al numero 1 della Cgil: «Manderò a Landini, che evidentemente non la conosce, una copia della proposta sull’autonomia che finalmente porterà merito e responsabilità anche ai politici del Sud».

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