La discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo è stata sequestrata

Le indagini dei carabinieri hanno evidenziato «gravi carenze». All'interno della struttura, tra il 7 e l'8 dicembre 2018, morirono sei persone durante una serata in cui era atteso il trapper Sfera Ebbasta.

24 Maggio 2019 13.07
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La discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, dove nella notte tra il 7 e l'8 dicembre 2018 morirono sei persone durante una serata in cui era atteso il trapper Sfera Ebbasta, è stata sequestrata. Le indagini dei carabinieri, come ha spiegato la procura di Ancona, hanno evidenziato «gravi carenze» della struttura, tali da renderla «inidonea» a ospitare spettacoli pubblici e non in grado di garantire, in caso di emergenza, «le necessarie condizioni di sicurezza».

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La procura di Ancona, inoltre, ha deciso di iscrivere nel registro degli indagati i componenti della Commissione unificata di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo dei Comuni associati di Corinaldo e Castelleone di Suasa, compreso il sindaco di Corinaldo Matteo Principi, che nel 2017 rilasciò i permessi per la discoteca. Per tutti si valutano le ipotesi di concorso in omicidio colposo plurimo, disastro colposo e falso ideologico in atto pubblico. Sotto inchiesta ci sono anche i gestori, i proprietari e un addetto alla sicurezza della Lanterna Azzurra.

IMMOBILE CLASSIFICATO COME MAGAZZINO AGRICOLO

La procura ha spiegato che l'immobile sequestrato che ospita la discoteca è «tuttora classificato come magazzino agricolo», poiché il suo cambio di destinazione d'uso «non è mai stato formalmente rilasciato» e conseguentemente «non è mai stato rilasciato un certificato di agibilità urbanistica». Inoltre l'uscita di sicurezza della discoteca è risultata «strutturalmente e funzionalmente inidonea allo scopo, come emerge dalle numerose irregolarità accertate». Tra queste figurano: lo scivolo e la scala a ventaglio privi di dispositivi di sicurezza; un punto di raccolta privo di illuminazione e di idonee segnalazioni dell'uscita esterna; due balaustre, di fattura artigianale e in stato di ossidazione avanzata, non idonee a sopportare le sollecitazioni delle azioni di spinta derivanti da un rapido deflusso del pubblico in situazione d'emergenza. Come se non bastasse, le caratteristiche tecniche delle vie di esodo e del sistema di areazione del locale sono tali da «non poter consentire l'ingresso del numero complessivo di 871 persone indicato nella licenza». Ma, ove autorizzabile, di un numero «molto inferiore».

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