L’Aquila, fiaccolata in ricordo del sisma

05 Aprile 2014 21.58
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Alle 3.32, nella notte dell’Aquila, la campana di Santa Maria del Suffragio è destinata a suonare 309 rintocchi, uno per ogni persona morta nel terremoto del 2009. Nella serata del 5 aprile, è partita, in un surreale silenzio, la fiaccolata organizzata dai Comitati dei familiari delle vittime del sisma.
Il lungo serpentone umano si è mosso da via XX Settembre (all’altezza del vecchio tribunale) ed è destinato ad arrivare in piazza Duomo, dove saranno letti i 309 nomi degli aquilani che non ci sono più.
ANCHE 1500 FERITI E 70MILA SFOLLATI. La notte del ricordo e della memoria unisce quella aquilana alle altre tragedie nazionali. A L’ Aquila alle 3 e 32 del 6 aprile di cinque anni fa ci furono circa 1500 feriti e circa 70 mila sfollati.
La città, con uno dei centri storici più grandi e pregiati d’Italia, fu colpita a morte. Il programma religioso prevede, a mezzanotte e mezza, nella chiesa di Santa Maria del Suffragio (Anime Sante), la celebrazione della messa presieduta dall’arcivescovo, Giuseppe Petrocchi, con lettura dei nomi durante la preghiera eucaristica. A seguire la veglia di preghiera, in attesa delle 3.32, e di quei terribili 309 rintocchi.
Alla marcia per le vittime del sisma, secondo le prime stime, hanno partecipato oltre 12 mila persone. Tra loro anche i familiari delle vittime del disastro ferroviario di Viareggio con lo striscione per la verità e la giustizia. Viva la commozione alla sosta davanti a uno dei luoghi-simbolo del sisma, la Casa dello Studente. Sotto il crollo rimasero le vite di otto giovani.
«RIMANE LO STESSO DOLORE». A sfilare tra la gente il sottosegretario all’Economia, l’abruzzese Giovanni Legnini, per il quale il ministro ha firmato la delega alla ricostruzione. «È un fatto che la ricostruzione pesante sia partita e sono sicuro che non si fermerà. Gli aquilani», ha detto, «sono sicuramente più fiduciosi. La rabbia e la delusione stanno lasciando spazio alla speranza. «Ma questa», ha precisato, «è la notte della memoria e del dolore». «Rimane lo stesso lutto e lo stesso dolore. In questi giorni ci ricordiamo dei volti che ci hanno lasciati», ha detto il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente. 

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