L’arco tira solo coi Giochi

Guido Sintoni
22/08/2012

Praticanti in aumento solo dopo l'Olimpiade.

L’arco tira solo coi Giochi

L’Olimpiade di Londra 2012 è ormai alle spalle. E se per alcuni è arrivato il tempo di riposo – vedi la delusione dei Giochi britannici Federica Pellegrini al mare con le amiche – per altri c’è ancora spazio per la rivincita.
Gli stakanovisti, in questo caso, sembrano essere i campioni di un’atletica che è leggera solo nel nome e che, in pratica, tra un meeting estivo e l’altro, permette di prolungare la forma olimpica e di monetizzarla in caso di vittoria.
C’è però una gara che non finisce mai, e che entra nel vivo ogni quattro anni: quella della ricerca di nuovi proseliti per gli sport che vivono nell’ombra tra un’Olimpiade e l’altra.
SPAZIO SUI MEDIA SOLO DURANTE I GIOCHI. A Londra, l’Italia è restata a galla – non c’entrano il Settebello d’argento e Martina Grimaldi, bronzo nella 10 chilometri di fondo – grazie a sport che, in genere, non hanno molto spazio sui media. Un fatto che deve fare riflettere, certo, ma che fornisce l’impulso per approfondirne la conoscenza. Non più davanti a alla tivù, ma dal vivo. Perché lo sport, in Italia, è sopportato e praticato, ma non del tutto supportato: i 2 milioni di tesserati alle Federazioni che fanno capo al Comitato olimpico nazionale italiano sono più frutto della passione individuale che di un progetto complessivo. 
Ecco perché l’occasione dell’Olimpiade è unica per quelle discipline che sono oscurate dal calcio, sempre in grado di catalizzare tutte le attenzioni.

La scherma è praticata da 20 mila tesserati in Italia

Fioretto femminile individuale e a squadre, fioretto maschile a squadre: la scherma non è certo una novità, e a Londra ha portato tre degli otto ori conquistati dall’Italia. Le imprese di Elisa Di Francisca, Arianna Errigo, Valentina Vezzali e Ilaria Salvatori, insieme con il riscatto della squadra maschile, esclusa dal podio nell’individuale e capace di riscattarsi prontamente con una vittoria corale, si spera possano incrementare i 20 mila tesserati della Federazione italiana scherma.
PUBBLICITÀ ANCHE PER TIRO A VOLO. Se fioretti, sciabole e spade hanno portato all’Italia sette medaglie complessive, tiro a segno e tiro al volo non sono stati da meno: ci siamo scoperti (o – meglio – riscoperti, dal momento che anche in passato gli italiani hanno conquistato successi di prestigio) formidabili cecchini con Jessica Rossi e Niccolò Campriani. Quest’ultimo, oro nella carabina tre posizioni e argento con il fucile ad aria compressa, potrebbe essere uno spot per i più riflessivi: la sua concentrazione nei momenti clou è stata una delle immagini-simbolo di Londra 2012, così come la leggerezza con cui l’emiliana ha vestito l’oro nella fossa olimpica (con record), dedicandolo ai terremotati della sua Regione.
IN CRESCITA ANCHE GLI ARCIERI. Contando anche gli argenti di Luca Tesconi nella pistola 10 metri e di Massimo Fabbrizi nel tiro a volo, per una volta si può scommettere che i 100 mila tesserati complessivi dell’Unione italiana tiro a segno) e della Federazione italiana tiro a volo siano destinati a crescere.
Così come la vittoria di Marco Galiazzo, Michele Frangilli e Mauro Nespoli nell’arco a squadre dovrebbe sedurre qualche novello arciere: a oggi, i tesserati della Federazione italiana tiro con l’arco sono poco più di 20 mila.

Tre dei cinque pugili di Londra hanno conquistato una medaglia

Ha dell’incredibile la percentuale di medagliati di Londra di due sport di contatto quali il pugilato e il taekwondo. La prima è una nobile decaduta che non spalanca più le porte del professionismo, ma ha regalato gli argenti di Roberto Cammarelle e Clemente Russo oltre al bronzo di Vincenzo Mangiacapre. Cinque gli atleti partiti per Londra e tre saliti sul podio: i 10 mila tesserati sono destinati a crescere.
DUE PODI PER GLI ATLETI DEL TAEKWONDO. Il taekwondo ha fatto ancora meglio: per l’Inghilterra sono partiti i soli Carlo Molfetta e Mauro Sarmiento, e sono tornati, rispettivamente, con un oro e un bronzo al collo. Molti dei 20 mila tesserati sognano di ripeterne le gesta. E ancor più si avvicineranno a questa pratica: se anni (anzi, decenni) fa l’obiettivo era quello di scovare il Nino Benvenuti del futuro, ora si guarda a Est. Già, perché mai come a Londra gli italiani hanno dato lezione ai maestri coreani della specialità.
MOLMENTI SPONSOR PER LA CANOA. Cambiamento di rotta in acqua: vela (100 mila tesserati) e canottaggio (poco più di 10 mila) non regalano più soddisfazioni all’Italia, se si eccettua l’argento di Romano Battisti e Alessio Sartori nel due di coppia.
Lo slalom d’oro di Daniele Molmenti nella canoa, per contro, ha riportato alla memoria le imprese dei vari Rossi, Bonomi e Scarpa: i tesserati alla Federazione italiana canoa kajak sono 10 mila e potrebbero crescere nell’immediato futuro. Anche perché in Italia i fiumi non mancano. Peccato lo stato in cui versano, ma questo è un altro discorso.
Mettiamoci anche che Molmenti è un personaggio in grado di bucare il video e la previsione è sin troppo facile.
Così, magari, a Rio de Janeiro chi a Londra era solo uno spettatore potrebbe trasformarsi in un nuovo olimpionico. O per lo meno riuscire ad arrivare a respirare l’atmosfera dei Giochi. E non solo dal divano.