Larry contro tutti

Redazione
12/10/2010

di Marco Cacioppo Una donna impugna una siringa prima di farsi d’eroina. Due giovani nudi iniettano una dose nel braccio...

di Marco Cacioppo

Una donna impugna una siringa prima di farsi d’eroina. Due giovani nudi iniettano una dose nel braccio di una loro coetanea, prima o dopo un rapporto sessuale. Un ragazzo si masturba con un cappio al collo. Hanno suscitato subito polemica le immagini del fotografo e regista americano Larry Clark, esposte da venerdì 8 ottobre presso il Musée d’Art Moderne di Parigi.
La mostra Kiss the Past Hello, che ripercorre i primi 40 anni della sua carriera, è stata infatti vietata ai minori di 18 anni su decisione del sindaco Bertrand Delanoë. Le immagini crude scattate da Clark mettono in scena sesso, droga e violenza e hanno come protagonisti ragazzi e ragazze adolescenti.
D’altronde il fotografo, oggi settantenne, è sempre stato al centro delle polemiche. Qualcuno l’ha accusato di essere addirittura un voyeur pedopornografico, che giustifica le sue morbose perversioni dietro quella cosa chiamata “arte”. Anche quando è passato dietro la macchina da presa, prima con Kids (1995) e poi con Bully (2000) e Ken Park (2001), Clark ha continuato a raccontare di ragazzi terribili, violenti, disadattati, che si esprimono attraverso una sessualità esplicita e promiscua, con una inclinazione per le droghe e l’autodistruzione.
 

Morbosità o realismo?


Il mondo ritratto da Clark è stato sin dagli anni Settanta quello dell’adolescenza e del profondo disagio che permea le vite dissolute dei suoi protagonisti. Ci si potrebbe chiedere se si tratta di arte che attinge da una realtà brutta, sporca e cattiva, o di sporcizia camuffata da arte che manipola la realtà che sarebbe meglio non documentare.
È bizzarro che proprio la Francia, solitamente aperta e permissiva, abbia scelto di censurare questa mostra,  perché  il Paese ha già avuto modo di omaggiare l’artista con alcune personali, e ha dato visibilità, prima fra tutte, all’esordio di Clark come regista selezionando Kids tra i possibili candidati a vincere la prestigiosa Palma d’oro del Festival di Cannes.
L’autore sostiene che, trattandosi di foto che hanno come protagonisti degli adolescenti, i primi destinatari della mostra dovrebbero essere proprio i ragazzi. Il sindaco di parigi Delanoë pone invece l’accento sulla natura troppo esplicita e ambiguamente morbosa delle opere, che impone una selezione più oculata tra coloro che possono fruirle e chi invece non ha ancora la maturità per interpretarle.
Entrambe le posizioni potrebbero essere allo stesso tempo condivisibili e opinabili. Tanto quella dell’autore, che spinge perché la sua arte venga giudicata in quanto tale e dialoghi con un pubblico il più vasto possibile, quanto quella del sindaco che si pone un problema morale in difesa dei suoi cittadini. Quello su cui preme riflettere, però, è la censura come forma di oscurantismo e critica dello statuto artistico di un’opera.
Si dice che le immagini di Larry Clark siano morbose e voyeuristiche. Ma spesso ci si dimentica che questi sono due aspetti fondativi e ineliminabili dell’arte. È lì a ricordarcelo Il bacio di Hayez, forse uno dei manifesti più chiari e onesti che celebrano il ruolo per sua natura voyeuristica dell’artista.
Perché fanno più scalpore le foto dei film di Clark? Si potrebbe obiettare perché da una parte vince l’esibizionismo glamour dello star system e dall’altra la cruda realtà dipinta con taglio documentaristico che coinvolge persone insospettabili. Ma allora sorge un atroce dubbio: forse ha ragione Larry Clark e la sua arte merita di essere vista dagli under 30 e vietata ai maggiori, soprattutto se esibendo la carta d’identità viene fuori che sono dei genitori. Una cosa è certa: mentre infiamma il dibattito, Larry Clark se la ride sull’aereo che lo sta riportando negli Stati Uniti dove sta girando il suo nuovo film, Savage Innocent, contento che si parli di lui e che la sua mostra abbia una vetrina sempre più ampia.