Laurea Honoris causa ad Ahmadinejad

Redazione
14/10/2010

L’Università statale libanese ha concesso la laurea Honoris causa in Scienze politiche al presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, che è in...

Laurea Honoris causa ad Ahmadinejad

L’Università statale libanese ha concesso la laurea Honoris causa in Scienze politiche al presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, che è in visita dal 13 ottobre nel Paese dei cedri. E che nel pomeriggio del 14 ottobre è arrivato nel sud del Libano, tradizionale roccaforte del movimento sciita Hezbollah.
Durante il discorso che ha pronunciato nell’ateneo beirutino, il presidente iraniano è tornato ad accusare l’Occidente di bloccare l’accesso di diversi Paesi all’energia nucleare impiegata per scopi pacifici e ha puntato il dito contro gli Stati Uniti per le loro «politiche militari» e per il loro uso della «tecnologia» in Medio Oriente e soprattutto in Afghanistan, dove, ha detto, «vengono uccisi civili con il pretesto della lotta al terrorismo».

«Le potenze occidentali hanno il monopolio sul nucleare»

Parlando della tecnologia nucleare, davanti agli studenti, Ahmadinejad ha affermato che le «potenze occidentali hanno privato altre Nazioni di questa tecnologia, monopolizzandola». Secondo quanto riferisce l’iraniana Press Tv, per il leader iraniano il nucleare può essere usato «a beneficio dell’umanità in ben 16 diversi campi, dalla medicina all’industria, passando per l’agricoltura». Gli Stati Uniti, si è quindi chiesto, «cosa ci stanno facendo? Lo sapete bene», ha proseguito, «hanno costruito la bomba atomica, ma allo stesso tempo impediscono ad altre Nazioni di farlo».
Analizzando le difficoltà del Paese dei Cedri nel settore dell’energia, il presidente iraniano ha sottolineato come «se il Libano avesse due o tre centrali nucleari, i costi dell’energia sarebbero ridotti di un settimo. Oggi, per avere l’energia nucleare in Libano, avete bisogno dell’autorizzazione dell’Occidente», ha concluso, «e l’Occidente vuole il monopolio di questa tecnologia».

Per Israele la visita in Libano è provocatoria

Insinuazioni e accuse che non sono piaciute al portavoce del ministero degli Esteri israeliano Yigal Palmor, che ha considerato la visita di due giorni del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad in Libano volutamente provocatoria. «È abbastanza chiaro che sta portando un messaggio violento. Viene in una regione altamente instabile con l’intenzione di giocare con il fuoco» , ha detto il funzionario dello Stato ebraico. La visita «mette in evidenza che negli ultimi anni in Libano è nato uno stato nello Stato»  riferendosi all’entità creata da Hezbollah, il movimento sciita sostenuto dall’Iran. «Sembra che dopo aver rubato i voti a Teheran, ora Ahmadinejad, stia venendo qui per rubare l’intero Paese»  ha detto Palmor.

Libano e Iran: siglati 14 importanti accordi economico-finanziari

Durante il colloquio tra il primo ministro libanese Saad Hariri e il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, i due hanno parlato degli ultimi sviluppi in Medio Oriente e della cooperazione tra Libano e Iran, che hanno siglato 14 importanti accordi economico-finanziari. Pochi dettagli sono emersi dell’incontro, che si è tenuto al Gran Serraglio, sede del governo libanese, nel cuore di Beirut. Una nota dell’Ufficio del premier precisa semplicemente che al colloquio era presente anche l’ambasciatore di Teheran in Libano, Ghadanfar Roken Abadi.
Dopo l’incontro, per Ahmadinejad, il premier libanese ha organizzato una colazione di lavoro al Gran Serraglio, a cui hanno partecipato il presidente Michel Sleiman, il presidente del Parlamento Nabih Berri, il leader delle Falangi Amin Gemayel, il numero uno del blocco Cambiamento e Riforma Michel Aoun e alcuni ministri dell’esecutivo di Hariri.