Lauree 30 e frode, vademecum contro i diplomifici

Si tratta di un vero e proprio mercato parallelo. Una filiera della truffa che va da falsi istituti di formazione superiore ad altrettanto false agenzie di accreditamento che ne certificano la qualità. Il libro di Lantero e Finocchietti insegna a riconoscerli. Ed evitarli. Un estratto.

10 Agosto 2019 12.00
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C’è la Standford University che per assonanza richiama la celebre università di Stanford in California, ma c’è anche l’European Institute of Technology che nulla ha a che fare con l’European Institute of Innovation and Techology (Eit), polo d’eccellenza della Commissione Ue. Ma la teoria di istituti fasulli o irregolari non finisce qui. Come non pensare, per esempio, alla Libera Università degli studi di Formello che millantava diplomi riconosciuti e finanziamenti europei inesistenti, salvo poi cessare la sua attività nel 2004 grazie a un intervento dell’Autorità garante della Concorrenza e del mercato.

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LA FILIERA DELLA TRUFFA

Va detto che nel nostro Paese quello dei diplomifici è un vero e proprio mercato parallelo. Una filiera della truffa a tutti gli effetti che va dalle istituzioni di formazione superiore false alle agenzie di accreditamento, altrettanto false, che ne certificano la qualità, cui fanno da corollario centri fasulli di certificazione delle qualifiche. Senza dimenticare i frequenti casi di visa mills, ossia enti che offrono corsi col solo scopo di consentire il rilascio di visti di studio per l’ingresso e il soggiorno in un dato Paese.

ATTENZIONE ALLE TRAPPOLE

Di questa area grigia si occupa Lauree 30 e frode, scritto da Luca Lantero e Chiara Finocchietti, direttore e vicedirettore del Cimea (Centro di informazione sulla mobilità e le equivalenze accademiche, editore del volume). Un vademecum per orientarsi nelle scelte della formazione universitaria ed evitare di incappare nelle trappole della “fabbrica dei titoli“. Lettera43.it ne pubblica un estratto.

La copertina di “Lauree 30 e frode” di Luca Lantero e Chiara Finocchietti, edizioni Cimea.

Istituzioni fasulle, dubbie o irregolari operanti sul mercato italiano. Sono di seguito riportati alcuni esempi di istituzioni che, per differenti motivi, sono risultate irregolari e che rilasciano titoli privi di riconoscimento in tutti, o quasi, i sistemi nazionali di formazione superiore. Alcune di queste istituzioni sono state create con l’unico scopo di “vendere” titoli di studio e altre invece che, pur organizzando corsi e utilizzando metodologie simili a quelle di istituzioni riconosciute, non hanno ottenuto, per vari motivi, un accreditamento o un riconoscimento idoneo. In tutti i casi riportati, si è deciso di non entrare nel merito della valutazione della didattica, visto che l’elenco prodotto ha soltanto lo scopo di individuare le istituzioni non ufficialmente facenti parte di alcun sistema nazionale di formazione superiore, secondo le regole nazionali e le definizioni internazionali in tale materia. L’elenco presentato di seguito non ha la pretesa di essere esaustivo e non censisce tutti i casi di istituzioni irregolari presenti sul mercato o che hanno operato in questo settore.

ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI MENDICINO

Questa istituzione ha subito un provvedimento per pubblicità ingannevole da parte dell’Autorità garante per un messaggio pubblicitario affisso in alcune strade della città di Cosenza, nel quale veniva citato il «ministero Istruzione Università e Ricerca», inducendo così gli utenti a ritenere che tale istituzione avesse un riconoscimento ministeriale in Italia; inoltre il messaggio conteneva termini quali «Accademia», «anno accademico» e la citazione degli estremi di un fantomatico decreto ministeriale. L’Accademia di Mendicino ha affermato di «non avere alcun riconoscimento legale per attivare corsi accademici, ma di svolgere attività di collaborazione con diversi enti» tra i quali l’Accademia di Belle Arti Fidia, in questo caso legalmente riconosciuta, per la quale l’Accademia di Mendicino, a loro dire, «fungeva da segreteria multicampus e da ente pubblicitario».

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ADAM SMITH UNIVERSITY

Questa istituzione è presente negli elenchi delle bogus institution statunitensi e offre titoli di Associate, Bachelor, Master e Doctorate in diverse discipline. È stata fondata nel 1991 da Donald Grunewald. L’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato ha affrontato il caso della Adam Smith in alcuni sui provvedimenti, quando istituzioni operanti sul nostro territorio dichiaravano di rilasciare titoli di questa istituzione non riconosciuta. Troviamo altri collegamenti tra l’Asu e l’Italia all’interno dello stesso sito internet dell’istituzione: come contatto per il nostro Paese e per San Marino viene segnalato l’European Institute of Technology, altro caso di istituzione non riconosciuta. L’Adam Smith University afferma di aver ricevuto un riconoscimento dalle autorità dello Stato della Liberia sin dal 2001, accreditamento interrotto poi nel 2007, e che i titoli sono riconosciuti anche in Francia dove l’istituzione opera tramite la École Supérieure Universitaire Adam Smith, oltre ad un citato accreditamento in Canada da parte di una agenzia non ufficiale: tali affermazioni sono state smentite dalle autorità dei differenti Paesi. Oltre a citare l’Unesco in varie parti del proprio sito, l’istituzione afferma che «Adam Smith University has satisfied the academic and cultural standards of the Academy of Science of the Republic of San Marino for recognition by the Academy as a recognized Higher Educational Institution», citazione ovviamente senza alcun fondamento reale e logico. Sempre sul sito internet dell’istituzione sono citati 26 Paesi dove esiste un ufficio o una sede distaccata della Adam Smith: le cosiddette “filiazioni” indicate sono anch’esse prive di alcun riconoscimento.

ATENEO DI STUDI SUPERIORI PRO PACE

Questa istituzione ha operato in Italia tra il 1978 e il 1988 e ha rilasciato oltre 500 titoli di laurea e diplomi di specializzazione irregolari; sono state sottoposte a processo più di 200 persone per compravendita di titoli falsi. L’Ateneo è citato nella circolare del ministero della Pubblica istruzione del 16 giugno 1988 e in quella del ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica del 16 giugno 1993. L’istituzione fu fondata da Pierino Gennaro, ex francescano allontanato dall’ordine dei frati minori e con precedenti per truffa, autoproclamatosi monsignore della Chiesa siro-antiochena, vescovo di Danzig e di tutta la Bielorussia. Oltre ai titoli di studio, l’organizzazione vendeva abilitazioni professionali, croci da cavaliere, titoli nobiliari e certificava matrimoni religiosi con effetti civili. La Pro Pace non è più in attività ma, visto il numero elevato dei titoli rilasciati, capita ancora che ci si possa imbattere in titoli di studio rilasciati dal “prestigioso” ateneo.

In Italia sono oltre 60 le istituzioni non riconosciute citate dalle circolari del ministero dell’Università dal 1988 al 1994, e sono 143 quelle operanti nel nostro Paese e inserite nel report del Consiglio d’Europa del 1996.

BELFORD UNIVERSITY

Questa istituzione operava negli Stati Uniti dichiarando di rilasciare titoli basati esclusivamente sull’esperienza professionale, autocertificata con la compilazione di un curriculum. Gli “studenti” possono svolgere tutte le operazioni e ordinare il proprio titolo telefonicamente oppure on-line. Erano previsti veri e propri sconti per i clienti che acquistassero interi pacchetti formativi come un BA, un MA e un PhD. La Belford non risultava essere accreditata da nessuna agenzia ufficiale statunitense, anche se nel proprio sito dichiarava di aver ottenuto un accreditamento dal’Universal Council for Online Education Accreditation (Ucoea) e dalla International Accreditation Agency for Online Universities (Iaaou), entrambe “fabbriche di accreditamento”. Si sospetta che le medesime persone a capo della Belford abbiano aperto altre due fabbriche di diplomi: la Rochville University e l’Ashwood University. Il titolo di studio della Belford era inviato con l’aggiunta di lettere di presentazione, di transcript e di lettere di riconoscimento dell’istituzione, il tutto per circa 400 dollari statunitensi e in soli 7 giorni. Sembra opportuno riportare di seguito il motto della stessa Belford: «No Studies, No Admissions, No Attendance». La Belford è stata chiusa nel 2012 e si ritiene che il suo fondatore abbia aperto altre 44 fabbriche di titoli nei vari anni di attività.

BERNELLI UNIVERSITY

Istituzione nata dalle ceneri della Berne University, offriva principalmente corsi di Master e PhD, ma anche una serie di corsi undergraduate e certificati di vario tipo. La troviamo negli elenchi delle istituzioni non riconosciute dell’Oregon, del Maine e del Michigan, sia sotto il nome di Bernelli, sia con riferimento alla Berne University. Sul sito veniva segnalato un centro operante sul mercato italiano, il Bernelli Education Centre con sede in Trentino, più precisamente a Canale di Tenno, che offriva un Weekend Program a Riva del Garda, comprensivo della cerimonia di consegna dei titoli: il tutto nel castello di Drena.

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LIBERA UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FORMELLO

Questa istituzione sosteneva di essere in attesa del riconoscimento da parte del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e di rilasciare nel frattempo diplomi di qualifica professionale riconosciuti dalla Regione Lazio. Per effetto di un provvedimento dell’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato, la cosiddetta università ha cessato la propria attività e ha cancellato il dominio su internet in data 29 aprile 2004. L’università di Formello, nata tramite un consorzio tra il Comune di Formello, che ora si dichiara parte lesa, e la Banca di Credito Cooperativo di Formello, aveva attivato una “facoltà” di teatro e cinema per
«creare un’opportunità di formazione tecnica e specializzata unica sul territorio nazionale e perfettamente in linea con lo standard europeo». Nella fase istruttoria del provvedimento dell’Agcm emesso a carico dell’istituzione, si è scoperto che i riconoscimenti citati e i riferimenti a un finanziamento europeo erano tutti inventati. Inoltre il ministero ha smentito che fosse in atto alcun tipo di procedura di riconoscimento dell’ente. I rappresentanti di questa istituzione non hanno risposto alle richieste di chiarimenti del Garante e hanno rinunciato a inviare documentazione e memoria difensiva.

STANDFORD UNIVERSITY

L’assonanza del nome in questo caso può giocare brutti scherzi, infatti non si tratta della Università di Stanford in California, una delle prime università al mondo, ma di una vera e propria diploma mill con sede in Texas, o almeno così sembra dalle informazioni fornite dal sito internet. In questo caso l’istituzione “vanta” un accreditamento dal Council of Distance Education, Culture and Faith dell’Antico Principato di Seborga in Italia. È presente in tutti gli elenchi di istituzioni non riconosciute e, vista la sua notorietà, ha cambiato il proprio nome in International Open University aprendo una ulteriore sede in California: è interessante notare come l’estensione del nuovo dominio internet .tf si riferisca ai Territori delle terre australi e antartiche francesi (dette anche Terre australi francesi o Taaf), cioè isole vulcaniche antartiche dell’Oceano Indiano meridionale che formano un Territorio d’Oltremare della Francia, dove operazioni di mobilità di studenti e docenti universitari sarebbero alquanto difficoltose, se non quantomeno scomode e dispendiose.

UNIVERSITY OF BERKLEY

L’università di “Berkley” non va confusa con la prestigiosa università californiana di “Berkeley”, appunto perché abbiamo una “e” in meno. Giocando sull’assonanza del nome, questa istituzione ha operato nello Stato della Pennsylvania, dove fu fondata; è stata poi condannata a non poter più svolgere “affari” con i cittadini residenti in quello Stato, come dichiarato nello stesso sito dell’istituzione: «The owners/operators of this site may not conduct business with residents of the Commonwealth of Pennsylvania, USA». Anche il Campus di Berkeley dell’University of California ha ottenuto che la Berkley dichiarasse apertamente di essere cosa ben diversa dalla «University of California at Berkeley Campus». In Italia l’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato si è occupata della Berkley in merito a un messaggio pubblicitario apparso sul Corriere della Sera, dove si pubblicizzavano titoli di lauree e Doctorate honoris causa ottenibili senza alcuna fatica. Il Department of Career Development – Office of Postsecondary Services contattato dall’Autorità dichiara che: «The University of Berkley has not been authorized. The institution is not accredited by any legally recognized U.S. Department of Education accrediting body. Any degrees issued by the institution would be of dubious value given the conditions described above».

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EUROPEAN INSTITUTE OF TECHNOLOGY

Questo istituto non va confuso con l’European Institute of Innovation and Technology – Eit, polo di eccellenza della Commissione europea creato al fine di attrarre i migliori studenti e di concorrere con colossi quali il Massachusetts Institute of Technology, comunemente conosciuto come Mit. Nato dall’allora Istituto Superiore Statale di Cibernetica Sammarinese, l’Eit ha subito dei provvedimenti di pubblicità ingannevole da parte dell’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato, tra cui una sanzione di 11.600 euro e una successiva di 6.000 euro, visto che i suoi titoli, non rilasciati direttamente ma tramite collaborazioni con atenei stranieri, non sono riconosciuti nei paesi esteri e nemmeno riconoscibili in Italia o a San Marino. Oggi opera come centro di «preparazione e formazione per corsi di laurea e specializzazioni post laurea di università americane», precisando che «tutti gli esami vengono sostenuti in lingua italiana».

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