Lavoro, nel 2017 gli occupati sono tornati ai livelli del 2008

28 Giugno 2018 13.13
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Nel 2017 gli occupati in Italia sono tornati ai livelli pre-crisi, ma il mondo del lavoro ha subito significative trasformazioni. In totale, secondo i dati dell'Osservatorio dei Consulenti del lavoro, si tratta di 23 milioni di persone. Ma se tra il 2008 e il 2017 gli addetti con contratti a tempo indeterminato sono rimasti sostanzialmente stabili (+0,2%), sono crollati gli autonomi (-9,1%, pari a 535 mila unità in meno) e c'è stato un boom dei lavoratori con contratto a termine (+19,2%, pari a 438 mila unità in più). Mentre i part time sono passati da 2,5 milioni a 3,5 milioni (leggi anche: Reddito di cittadinanza, cosa sappiamo su tempi e coperture).

MA LE ORE LAVORATE SCARSEGGIANO. Tuttavia, se il numero di occupati è tornato ai livelli precedenti alla crisi, non vale lo stesso per la quantità di ore lavorate. Secondo il report Ore lavorate e Pil dieci anni dopo, elaborato dalla Fondazione Giuseppe Di Vittorio della Cgil, «la quantità di lavoro effettivamente prestata nel primo trimestre 2018 è ancora inferiore di 693 milioni di ore a quella dello stesso trimestre del 2008». Tale differenza «corrisponde a -1,2 milioni di unità di lavoro equivalenti a tempo pieno (ula), che rappresentano il numero di ore necessario per coprire continuativamente a un orario standard un posto di lavoro».

IL PIL RIMANE INFERIORE DEL 5,5%. In altre parole a peggiorare è la qualità dell'occupazione, segnata da contratti a tempo determinato e part time. Con riferimento a quest'ultima tipologia di lavoro, del resto, occorre sottolineare come nel 64% dei casi si tratterebbe di part time involontario, in base ai dati forniti dai sindacati. Per concludere, nel primo trimestre 2018 il Pil è ancora inferiore del 5,5% rispetto a 10 anni fa e le ore lavorate del 6%.

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