Le bodyguard di Silvio

Silvia Zingaropoli
02/02/2011

Perché Brambilla e Santanchè acquistano peso nel Pdl.

Le bodyguard di Silvio

Le donne-falco del Pdl fanno paura. Anche ai colleghi di partito. Basta vedere le reazioni di Ignazio La Russa, Maurizio Gasparri, Fabrizio Cicchitto e Co. («ma siamo matti? Ma che è sta roba?»), il 1 febbraio, non appena il comunicato della discordia (vai all’approfondimento) rendeva noto all’universomondo che Daniela Santanché e Michela Vittoria Brambilla erano state incaricate dal presidente Silvio Berlusconi di «predisporre un piano di iniziative e mobilitazioni a sostegno dell’attività di governo e a difesa del premier dalle aggressioni mediatico-giudiziarie» (vai all’approfondimento).
Un fulmine a ciel sereno, sceso sulle teste dei dirigenti pidiellini proprio nel giorno in cui, incalzati dal presidente della Repubblica, avevano scelto la via della moderazione come ultima ancora di salvezza.
LA SMENTITA. Una notizia indigeribile sia per il cambio di rotta (prontamente smentite, infatti, le intenzioni di una manifestazione contro i magistrati) ma, soprattutto (così dicono i maligni), indigesta per la promozione della Santanchè a un ruolo di peso nel partito.
Notizia, questa, ribadita da un ulteriore comunicato, ma smentita dalla diretta interessata. «Non c’è nessun ruolo, ma di cosa state parlando? Per quanto mi riguarda, mi preoccupo solo di difendere quel che ha fatto il governo e quel che farà il governo. Tutto il resto è gossip» dichiara un po’ seccata Daniela Santanchè a Lettera43.it. E dal famoso “annuncio dello strappo” che dichiarava la mobilitazione anti-giudici, uscito dalla fucina Pdl nel bel mezzo del vertice a Palazzo Grazioli, il sottosegretario se ne tira fuori: «Parla chi non è informato. Che poi non so chi sia». Il mistero dell’ufficio stampa, dunque, resta tale.

Santanché: «Non c’è nessun ruolo delicato per me»

Viene da chiedersi se la leader del Movimento per l’Italia sia d’accordo, o meno, con la nuovissima veste moderata del Cavaliere. Lei toglie ogni dubbio a riguardo: «Credo che sia giusto che chi governa, come noi, abbia come strumento l’azione di governo e non quello della piazza».
Come dire, lasciamo la piazza alle opposizioni, che poi sarebbe la cosa più normale. Certo è che, sentir pronunciare queste parole da chi è stato incaricato di organizzare le mobilitazioni, suona un po’ singolare.
Ma perché il Cavaliere avrebbe scelto proprio le due amazzoni del Pdl per sferrare il contrattacco? Si tratta di un ruolo importante in questo determinato momento storico. Santanché sembra spazientirsi: «Senta, gliel’ho detto e glielo ripeto: non c’è nessun ruolo, non so a quale ruolo si riferisca» .
IL COMUNICATO. Bene, le rileggiamo il comunicato che parla del nuovo incarico di Daniela Santanchè e Michela Vittoria Brambilla: «Onestamente io non lo leggo come lo legge lei. O meglio, lo leggo nel senso che ho ringraziato il coordinatore per avermi inserito nell’organigramma, e di questo sono molto contenta. Ma di quello che immagina lei, o di quello che hanno scritto, non c’è nessun ruolo delicato per me» precisa il sottosegretario di Stato con delega all’attuazione del programma di Governo.
Dunque, di cosa si sta parlando? «Guardi proprio non lo so, forse avete frainteso. Io la difesa del presidente Berlusconi credo di averla fatta apertamente, in televisione, esponendo le mie tesi, le mie convinzioni. Per cui la mia difesa è pubblica, tutto il resto non c’è, e quindi quando lei mi parla di ruolo delicato, evidentemente anche lei non ha compreso». Perfetto, grazie e arrivederci. Non chiamiamolo più “ruolo delicato”. Anzi, non chiamiamolo proprio.

Brambilla: «Il nuovo incarico incompatibile con la funzione di ministro»

A questo punto, alla domanda sul perché il Cavaliere abbia eletto proprio il tandem Santanché-Brambilla, proviamo a rispondere noi. Innanzitutto, ed è lapalissiano, la scelta potrebbe essere ricaduta su di loro per il semplice motivo di esser donne.
Anzi, non solo donne, ma donne-caterpillar. E, in un momento in cui dilagano le iniziative “rosa” contro il modello femminile propinato dai festini di Arcore, far parte del gentil sesso è prerogativa quasi imprescindibile per tirare fuori il premier dalla palude in cui è finito.
In particolar, poi, per quanto riguarda il sottosegretario Santanché, non dimentichiamo che ormai si è auto-proclamata paladina dei diritti delle donne mussulmane. Attributo che, nell’insieme, ci sta anche bene. Poco importa di quel «Belusconi ci vede solo orizzontali» che pronunciò improvvidamente durante la campagna elettorale del 2008 quando era candidata premier per la Destra di Francesco Storace. Ma è meglio non rivangare i soliti “dettagli”:
FALCHI A METÀ. Vien da chiedersi cosa ci guadagnino le due da questo nuovo incarico. Da parte di Michela Vittoria Brambilla, ci piace pensare che si tratti solo di un atto di devozione incondizionata al suo “padrino politico”. Del resto, lei, un ministero già ce l’ha. Anzi, questa mossa potrebbe portarle anche qualche problemino, viste per esempio le intenzioni di sfiducia appena sollevate dall’Udc che, cogliendo la palla al balzo, ha dichiarato il suo nuovo incarico assolutamente «incompatibile» con la mission del ministro.
Quanto alla Santanché, invece, a questo punto può solo salire di grado. E restare saldamente ancorata al fianco del Cavaliere, di certo, non può che giovarle. Tutto il resto, come dice lei, è solo gossip.