Le confessioni di Grisham

Redazione
18/12/2010

di Maurizio Di Lucchio In attesa delle festività, ecco la rassegna dei dieci libri freschi di stampa che Lettera43.it ha...

di Maurizio Di Lucchio

In attesa delle festività, ecco la rassegna dei dieci libri freschi di stampa che Lettera43.it ha scelto per voi in vista del weekend.

Io confesso – John Grisham

Innocente era il primo acuto di Grisham contro il sistema giudiziario americano e le pena di morte, anno 2006. Scelta vincente, non si cambia: l’ex avvocato dell’Arkansas torna con Io confesso e il dramma della condanna capitale diventa narrativa da bestseller.
La vicenda non è poi così innovativa, ma Grisham gioca su elementi classici: l’assassino che vuole redimersi, il condannato di colore per l’omicidio della cheerleader bianca, l’incapacità della comunità di concepire un colpevole altro, la confessione in Chiesa anziché in tribunale, forse luogo emblematico della miopia del sistema giudiziario Usa.
Se la trama non vi sbalordisce, potreste sempre considerarlo un ottimo motivo per sentirvi parte del club dei lettori da bestseller “in classifica del New York Times”, a suo modo un paradossale caso di gran classifica che però basta a fare autorevolezza. Il libro è ambientato in Texas: sillogismo semplice per il democratico Grisham.

 

 

Gli imperfezionisti – Tom Rachman

Ha studiato giornalismo alla Columbia University, ha lavorato per l’International Herald Tribune a Parigi e per l’Associated Press come corrispondente da Roma: belle credenziali quelle di Tom Rachman, autore dell’acclamato Gli imperfezionisti.
Lo scrittore ambienta il romanzo in Italia, dove un gruppo di cronisti lavora per un giornale internazionale che ha sede all’ombra del Cupolone.
I giornalisti che scrivono di giornalisti camminano su un baratro sottile, quello dell’autoreferenzialità.
Ma il destino arride a questo londinese cresciuto in Canada: dai colleghi del New Yorker a quelli del Washington Post, è tutto un fiorire di elogi per un libro definito, a turno, «seducente», «delizioso», «acuto». Un ritratto vincente di un mondo professionale che forse affascina ancora, malgrado il requiem che tutti cantano alla stampa. Solo un piccolo difetto: qualche cliché di troppo, sulla categoria e sull’Italia.

 

 

Mission to Marx. Dizionario satirico della sinistra – Luca Bottura

A che serve la sinistra italiana, se non convince più i suoi elettori e non basta a far cadere i governi retti da altri? Ad alimentare la saggistica e la satira sulla sinistra, come dimostra l’ultimo libro di Luca Bottura: Mission to Marx. Dizionario satirico della sinistra.
Dalla A alla Z, un catalogo ragionatamente sarcastico di uomini e protagonisti della politica italiana, da Bersani a Zingaretti, tra ritratti incalzanti, immagini e grandi parole. Tono ironico e dissacrante, lo stesso con cui Bottura cattura i lettori tra giornali, radio e tv.
All’appello non manca nessuno: ci sono i politici ma anche i giornalisti, emblemi di una cultura che ha un tasso di autocritica così alto che sfiora l’autolesionismo. Copertina che non brilla per originalità, ma è intelligente: dopo tutto, anche la nostalgia è un sentimento molto di sinistra.

 

 

L’universo del crimine – Ed McBain

Occasione ghiotta per gli amanti della narrativa poliziesca: i lavori di Ed McBain sono per la prima volta raccolti tutti assieme, per svelare la maestria di un autore che ha rinnovato profondamente il genere.
Il titolo della raccolta di Einaudi, L’universo del crimine, evidenzia bene il mondo narrativo del grande autore statunitense, che distribuisce il talento e lo stile in più ambiti narrativi, superandosi però nel racconto breve.
Il resto è criminalità e ordine, polizia e bande, pubblico e privato.
Una raccolta di sicuro interesse per riscoprire i nuclei fondanti delle sue storie: i gruppi, il melting pot, la metropoli non più come sfondo ma come potente soggetto di narrazione e interazione. Gli americani amano dibattere sul racconto come forma di equivalente potenza rispetto alla lunga narrazione. Gli italiani invece amano la serialità: ma anche su quella McBain sapeva il fatto suo.

 

 

Contro Cesare – Emilio Gentile

Ogni nuovo lavoro di Emilio Gentile, storico di fama mondiale e studioso del fascismo, sposta in avanti la nostra consapevolezza dei totalitarismi, come fenomeno storico ma anche come spauracchio che ritorna, quando la democrazia si indebolisce.
Contro Cesare. Cristianesimo e totalitarismo nell’epoca dei fascismi indaga l’atteggiamento della Chiesa cattolica e protestante di fronte all’avanzare dei totalitarismi negli anni Trenta. Tra omissione, adesione, e ambiguità solo il bolscevismo fu bollato senza riserve.
Se il conflitto tra Stato e Chiesa rappresenta un canone classico degli studi sul totalitarismo, il libro di Gentile è anche utile per ripercorrere le peculiarità dei rapporti di fascismo e nazismo col Cristianesimo stesso, in un’ottica al contempo strumentale, per combattere gli ateismi, e concorrenziale. Non di sola teoria vive la dialettica di Contro Cesare: uomini straordinari come don Luigi Sturzo, Francesco Luigi Ferrari o don Primo Mazzolari ne animano pagine e identità.

 

 

La sostanza del bianco – John Stitch

La crisi finanziaria del 2009 ha rischiato di tramortire il sistema capitalistico, generando una messe di analisi e indagini complesse, a volte troppo accademiche. Ma la grande paura sembra passata, e forse siamo pronti a rileggere gli eventi alla luce di una scrittura romanzata, tralasciando derivati e bolle immobiliari.
Il libro di John Stitch, La sostanza del bianco, trova nell’”ultimo” 1929 del mondo lo spunto per una trama dalle atmosfere da Guerra Fredda. In un Occidente in bilico economicamente, l’Est trama per affossare la moneta, sognando di ricreare un sistema senza mercato.
Tra banche dal potere indiscriminato, leader tenuti in scacco, oligarchi da scalata e sicari, toccherà a un italiano, Matteo, professore di economia ed ex banker, trovare la via d’uscita a un folle progetto antistorico.
La trama di Stitch può sembrare surreale, il suo pseudonimo nasconde un professore di intermediazione finanziaria, oltre che consulente e banchiere. Leggere è l’unico modo per capire; il sottotitolo dell’opera è più che condivisibile: quando i soldi piovono dal cielo nulla ha più valore.

 

 

Spazi vuoti – Bohumil Hrabal

Spazi vuoti, l’ultimo capitolo della trilogia autobiografica dello scrittore ceco Hrabal esce solo ora in Italia, a distanza di 25 anni. La narrazione copre il decennio che va dal 1963 al 1973 e si snoda attraverso quelli che sono gli anni più importanti della sua vita: il successo letterario, l’atmosfera elettrizzante della primavera di Praga, l’arrivo dei carri armati sovietici, la repressione, i suoi libri messi all’indice e mandati al macero, il trasloco forzato lontano dal cuore della città.
Un’autobiografia, ma raccontata dal di fuori, in maniera inusuale: la narrazione passa attraverso il punto di vista della moglie Pipsi, per potersi svelare al meglio, senza coinvolgimenti. In più, con una rilettura obliqua e personale, le vicende vengono riscritte, scegliendo chi e cosa tagliare fuori dal quadro dei fatti storici, con un metodo di selezione dadaista che lui stesso ha definito «lettura diagonale», nel tentativo di coprire tutti gli «spazi vuoti»della vita.

 

 

L’osceno è sacro – Dario Fo

Come è suo solito, il “giullare da Nobel”, affronta l’argomento del concetto di oscenità da un punto di vista estremamente colto, irriverente e dissacrante, restituendogli senso e dignità.
In L’osceno è sacro Fo spiega il valore lessicale del triviale sollevando il velo censorio calato nel corso del tempo su opere e autori più e meno celebrati.
Si scopre così che le parolacce non erano bandite dai testi di Marlowe e Shakespeare e che Molière e perfino Leonardo da Vinci usavano espressioni al limite dello sconcio.
Non mancano, naturalmente, i miti greci e romani delle origini, tutt’altro che esenti da turpiloqui ed evidenti allusioni sessuali. In quest’ottica, come recita il titolo, l’osceno è sacro tanto quanto la buffoneria, ed entrambe le cose permettono di vivere la sessualità in modo positivo e gioioso, nel pieno rispetto dell’altro. A corredo del testo ci sono 133 disegni dell’autore.

 

 

La scienza di tutti i giorni – Andrea Frova

Andrea Frova, professore universitario di fisica, ha da sempre cercato di applicare i concetti complessi della scienza alla pratica e alla vita quotidiana.
È per questo che accanto ai saggi tecnici e accademici ha pubblicato numerosi testi di divulgazione.
La scienza di tutti i giorni non è da meno e anzi vuole guidare il lettore, l’uomo comune, a comprendere i meccanismi che stanno dietro alla tecnologia di tutti i giorni. Le grandi questioni e i concetti più intricati vengono affrontati e svelati in modo puntuale e immediatamente comprensibile.
Il lettore curioso può finalmente arrivare a sapere come funziona un touch screen o una tv con schermo al plasma. Quello più distratto invece noterà come la scienza applicata ci circondi ormai anche nei gesti più banali. Un ricco apparato di illustrazioni inoltre rende il libro ancora più godibile e immediato, aiutando ad afferrare anche le spiegazioni più complicate.

 

 

Madame Mallory e il piccolo chef indiano – Richard C. Morais

Hassan Haji è nato a Bombay, secondo di 6 figli, ed è cresciuto nel ristorante di famiglia osservando il padre che accoglieva i clienti ma soprattutto imparando l’arte culinaria della nonna.
Alla sua morte, gli Haji si trasferiscono prima a Londra e poi in una piccola cittadina francese, dove mettono su un nuovo locale, di cui Hassan diventa lo chef.
Dall’altra parte della strada però c’è l’albergo di alta classe di Madame Mallory, una cuoca apprezzatissima in tutta la Francia che naturalmente non vede di buon occhio la loro tavola calda puzzolente di fritto e spezie.
È così che nasce la diatriba al centro di Madame Mallory e il piccolo chef indiano, un romanzo in cui la rivalità tra i due maghi dei fornelli diventa l’espediente per descrivere una bizzarra realtà multietnica e raccontare a suon di ricette il commovente tentativo di un ragazzo indiano di conquistarsi un proprio ruolo nel mondo. E se il libro di Richard C. Mouraisdovesse un po’ ricordarvi “Ratatouille” non sarebbe affatto un male.