Le due Italie del dolore

Delia Cosereanu
07/12/2010

La rabbia xenofoba di Brembate, ma non di Lamezia.

Le due Italie del dolore

Due accuse di omicidio. Due paesi sconvolti dal dolore. Il primo, quello di Yara Gambirasio, la 13enne scomparsa il 26 novembre scorso da Brembate di sopra, forse uccisa; il secondo, quello di Lamezia Terme, luogo del terribile incidente stradale che si è verificato il 5 dicembre, con un’autovettura che ha travolto un gruppo di ciclisti amatoriali uccidendone sette e ferendone altri tre.
Due casi tragici, uno verificatosi al Nord, l’altro nel Meridione. Uno ancora misterioso, che ruota attorno alla scomparsa (e forse all’assassinio) di una giovane ragazza, l’altro meno enigmatico. Due episodi accomunati dal dolore e da una coincidenza: la cittadinanza marocchina dei due accusati di omicidio. Un dettaglio che unisce e allo stesso tempo allontana i due paesini. 
Brembate è stata subito descritta dai media come “l’anti Avetrana” per la discrezione dei familiari e degli abitanti: in pochi erano disposti a parlare, nessuno lanciava appelli o cercava le telecamere, come invece è successo nel caso di Sarah Scazzi. Il sindaco leghista, Diego Locatelli, aveva chiesto che Brembate non fosse definito un paese di omertosi, ma un comune dove «con dignità, silenzio e badando al sodo» si cerca di continuare a vivere con normalità, senza trasformare una scomparsa «in uno show».
Eppure questo silenzio è stato spezzato dopo la notizia che un cittadino marocchino potrebbe aver ucciso la ragazza. Arrestato, indagato, ma messo presto in libertà. Ed ecco che la discrezione si è trasformata in odio anti-immigrati. Dopo poche ore sono comparsi davanti alla casa della famiglia Gambirasio bersagli di carta con la scritta “Occhio per occhio, dente per dente”, cartelloni che chiedono “Marocchiny (con la ipsilon, ndr) fuori da Bergamo”, con il presidente dei Volontari verdi (le cosiddette ronde di sorveglianza, fondate dall’onorevole Mario Borghezio) che ha proclamato: “Siamo stuprati dagli extracomunitari, manifesteremo contro di loro”.
E in Calabria? I parenti e i conoscenti dei morti saranno forse meno avviliti? Meno arrabbiati? Il dolore meridionale è diverso da quello del Nord? Durante le interviste agli amici e ai familiari fuori dall’obitorio dell’ospedale di Lamezia Terme si ritrova l’angoscia di chi ha perso qualcuno di caro. Voci spezzate, lacrime e rabbia. Contro qualcuno che ha ucciso sette persone. Non è disprezzo nei confronti di un immigrato. Un uomo parla di «istinto omicida verso questo ragazzo», e aggiunge «però con la droga…non lo so».
Un altro dice «non ha senso accanirsi, tanto non cambia niente». Quello che fa rabbia è l’accaduto e una delle probabili cause. E forse Lamezia Terme diventa il comune dove «con dignità, silenzio e badando al sodo» si cerca di continuare a vivere con normalità, senza trasformare una scomparsa «in uno show».