Le medaglie di Londra ci costano 36 mln

Dario Colombo
20/08/2012

Il Coni fa i conti dell'Olimpiade.

Le medaglie di Londra ci costano 36 mln

Le emozioni non hanno prezzo. Ma se arrivano dall’Olimpiade il costo c’è. Anche molto salato. Con cifre a sei zeri.
Le 28 medaglie a Londra 2012 sono lontante dal record di Los Angeles 1932 (36 podi) eguagliato solo a Roma nel 1960 quando l’Olimpiade ha fatto tappa in Italia. Ma i podi dei Giochi britannici sono stati un magro bottino rispetto ai soldi che il Comitato olimpico nazionale italiano (Coni) aveva stanziato per fare bella figura in mondo visione.
DAL CONI 47,6 MLN DI EURO NEL 2012. Il Coni, infatti, ha elargito per il solo 2012, 47,6 milioni di euro alle discipline che si sono qualificate ai Giochi (i fondi stanziati per il judo e la lotta comprendono anche il karate che però non è sport olimpico). Ma solo 14 delle 23 discipline in cui ha gareggiato l’Italia a Londra sono riuscite a conquistare una medaglia. E così il conto che il Coni ha pagato per il medagliere azzurro si assottiglia a 31,1 milioni di euro. A cui sommare i premi assegnati per gli otto ori (140 mila euro), i nove argenti (75 mila) e gli 11 bronzi (50 mila) che, considerando le medaglie di squadra, fanno circa 5 milioni di euro. Per un totale sborsato di oltre 36 milioni di euro. Anche se circa la metà dei premi per le medaglie (2,5 milioni) restano allo Stato grazie al sistema di tassazione che tanto aveva fatto infuriare gli atleti già nell’Olimpiade di Pechino del 2008.
IL BRONZO DI DONATO IL PIÙ COSTOSO. La medaglia più costosa è stata quella di Fabrizio Donato, bronzo nel salto triplo. L’unico podio azzurro nella specialità che mancava dai Giochi del Messico 1968 è costato infatti 5,125 milioni di euro, tanto quanti i fondi annuali stanziati dal Coni per l’atletica, grande delusione italiana a Londra.
Anche il bronzo di Marco Aurelio Fontana nella mountain bike – arrivato nell’ultima giornata di Olimpiade – è stato piuttosto oneroso: quasi 4 milioni di euro per un magro bottino, viste le delusioni della strada, della Bmx e della pista.
Pure il terzo posto di Rosalba Forciniti nel judo (categoria 52 chilogrammi) è stato salato, visto che il Coni, per ottenere poi un solo bronzo, aveva dovuto investire 3,5 milioni di euro.

Spesi 16,5 milioni di euro per discipline tornate senza medaglie

Il conto della trasferta italiana a Londra 2012, però, ha registrato anche un altro passivo. Quello delle discipline che sono tornate a casa senza alcuna medaglia in valigia. Che per il Coni significa 16,5 milioni di euro persi visto che beach volley (3 milioni), tennis (2,7), vela (2,5), equitazione (1,9), pesi (1,5), penthatlon (1,2), tennistavolo (1,2), badminton (1,1) e triathlon (980 mila) sono rimaste a secco di podi.
NUOTO, FLOP PIENO DI SOLDI. Il nuoto azzurro, per esempio, è stata tra le discipline che più hanno deluso all’Olimpiade britannica. La Federazione riceve ogni anno 4,7 milioni di euro, anche se poi deve spartirli con pallanuoto e tuffi. Peccato che dall’acqua clorata – argento del Settebello a parte – sono arrivati solo flop (su tutti Federica Pellegrini e Filippo Magnini).
La spedizione è stata salvata solo dal bronzo di Martina Grimaldi nella 10 chilometri di fondo nelle acque del Serpentine Lake di Hyde Park, impresa che sommata al secondo posto della pallanuoto è costata al Coni 2,3 milioni di euro.
PALLAVOLO E CANOTTAGGIO DA 3 MLN. Pessime notizie anche dalla pallavolo (che riceve i fondi insieme con il beach volley): per il bronzo dell’Italvolley c’è voluto un investimento di circa 3 milioni di euro. Cifra identica a quella servita per il secondo posto del canottaggio centrato da Alessio Sartori e Romano Battisti.

Ogni podio della scherma è costato 545 mila euro

Le notizie migliori dai conti dello sport italiano sono arrivate dalla scherma. La disciplina che dall’Olimpiade di Atene 1896 ha regalato ben 121 medaglie (solo l’atletica degli Usa ha fatto meglio) è tornata dalla spedizione di Londra con sette podi (due ori, tre argenti e due bronzi). Che al Coni sono costate 545 mila euro l’una, considerando l’investimento del 2012 di 3,8 milioni. Veri affari se paragonati agli altri allori.
Anche gli 1,7 milioni che il tiro a segno ha incassato nel 2012 sono stati soldi ben spesi dal Coni, visto che la disciplina ha permesso di mettere in bacheca le due medaglie di Niccolò Campriani (oro nella carabina dai 50 metri e argento dai 10) e una di Luca Tesconi (argento nella pistola 10 metri).
TAEKWONDO E BOXE, SOLDI BEN SPESI. Redditizi anche i fondi stanziati per taekwondo (1,5 milioni di euro) e boxe (2,6 milioni). Dall’arte marziale coreana introdotta ai Giochi di Sydney 2000 sono arrivate le medaglie di Carlo Molfetta (oro negli over 80 chili) e di Mauro Sarmiento (bronzo negli under 80 chili) che significano 750 mila euro a podio. Mentre le medaglie del pugilato (due argenti di Clemente Russo nei pesi massimi e Roberto Cammarelle nei super massimi e il bronzo di Vincenzo Mangiacapre nei super leggeri) sono costate al Coni circa 870 mila euro l’una.
TRIATHLON, NIENTE PODI A LONDRA. Il triathlon – nuoto, ciclismo e corsa – è la disciplina che nonostante sia rimasta a secco di medaglie (Alessandro Fabian ha chiuso al decimo posto e Anna Maria Mazzetti al 46esimo) ha avuto il minor impatto sulle casse del Coni. Per non salire neppure una volta sul podio il passivo è stato inferiore al milione di euro: l’investimento annuale si è infatti fermato a 980 mila euro.