Le memorie di El Baradei

Redazione
02/02/2011

di Alessandro Carlini Non c’era nessuna fretta fino a qualche settimana fa. La casa editrice americana Henry Holt and Co’s...

Le memorie di El Baradei

di Alessandro Carlini

Non c’era nessuna fretta fino a qualche settimana fa. La casa editrice americana Henry Holt and Co’s Metropolitan Books programmava di pubblicare quel libro, dal titolo non certo entusiasmante, il prossimo giugno. Si tratta di The Age of Deception: Nuclear Diplomacy in Treacherous Times (L’era dell’inganno: la diplomazia nucleare in tempi infidi), una sorta di biografia di Mohamed El Baradei (leggi il profilo di El Baradei) in cui il premio Nobel racconta dei 12 anni passati alla guida dell’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica.
SOTTO I RIFLETTORI. Un testo interessante, rivolto più agli addetti ai lavori che a milioni di lettori. Ma intanto qualcosa è cambiato. El Baradei è tornato in questi giorni nel suo Egitto per guidare le proteste contro Hosni Mubarak (leggi l’articolo sul ritorno di El Baradei).
Ora il libro ha, quindi, un significato e un successo che vanno ben oltre le vicende narrate. Così la Henry Holt ha deciso di pubblicarlo il prossimo 26 aprile, sperando che possa diventare un bestseller, in particolare fra i tanti cittadini egiziani che vogliono il premio Nobel per la Pace alla guida del Paese.

Dal libro a una possibile candidatura alle prossime elezioni

Come ha spiegato il Wall Street Journal, il volume può addirittura favorire una candidatura di El Baradei alle prossime elezioni presidenziali.
«Il suo libro rivela una lunga carriera all’insegna dell’indipendenza di pensiero, dell’integrità e del coraggio», ha affermato Sara Bershtel, della Henry Holt, «esattamente le stesse qualità che El Baradei sta dimostrando in modo così evidente in questi giorni».
Tra le chicche dell’opera, c’è il resoconto delle discussioni avvenute prima dell’invasione americana dell’Iraq nel 2003, tra gli ispettori Onu incaricati di controllare gli arsenali di Saddam Hussein e alcuni membri dell’amministrazione Usa, tra cui Dick Cheney, Condoleezza Rice e Colin Powell.
I RAPPORTI CON GLI USA. Nei mesi convulsi che precedettero la seconda guerra del Golfo i rapporti tra El Baradei e Washington si deteriorarono gravemente: il Premio Nobel infatti si battè con forza per evitare il conflitto in Iraq, sostenendo che non vi fossero le prove che l’ex dittatore disponesse di armi di sterminio.
A 68 anni, l’ex direttore dell’Aiea non ha un proprio partito ma ha formato un movimento (Organizzazione patriottica per il cambiamento) che si batte per le riforme in Egitto, tra cui quella costituzionale che gli permetterebbe di candidarsi da indipendente alle elezioni presidenziali del prossimo settembre.
A dire il vero, El Baradei era già tornato in patria nel febbraio scorso e in autunno aveva inasprito i toni contro il presidente Mubarak, invocando il boicottaggio delle elezioni legislative svoltesi tra novembre e dicembre.