Ha ragione Cerasa, al centrosinistra serve una Zingaretta

Una leader donna sarebbe l'antidoto vero a Matteo Salvini e al suo maschilismo da fine impero. Non deve però essere una Ladylike scelta dai soliti maschi, come abbiamo visto finora, ma emergere dai movimenti e dalla società civile.

11 Giugno 2019 16.18
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Claudio Cerasa, direttore del Foglio, è convinto che per il centrosinistra ci sia bisogno di una “Zingaretta”, cioè di un leader donna, come è accaduto in molti Paesi europei e extra-europei. È una tesi da sottoscrivere.

Davanti a noi abbiamo il fallimento di tutte le leadership maschili e ancora siamo perseguitati da litigi politici che sono largamente segnati dall’infantile rissosità di maschietti malcresciuti. Basta leggere quel che ha detto, accanto a cose ragionevoli, Matteo Renzi al raduno di Repubblica di Bologna. Toglietegli il biberon.

L’ANTIDOTO AI TRUMP E AI SALVINI È DONNA

Nel centrosinistra ci sono stati leader maschi che hanno riservato maggiore attenzione a tematiche che riguardavano le donne ovvero che hanno portato donne alla guida di ministeri difficili. Ma il punto di vista è rimasto quello dei maschi. E nel tempo dei Trump e dei Salvini, cioè della destra più vetero-maschilista che ci sia mai stata in epoca moderna, il vero antidoto politico, morale e sociale sono per l’appunto le donne, un movimento di donne, le leadership femminili.

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BASTA CON IL MODELLO LADYLIKE

So bene che i maschi femministi sono assai noiosi e danno l’idea del furbo acquattarsi dietro una moda. Io non sono femminista. Non so come può essere femminista un maschio. So però che dopo tanti leader di genere maschile, è arrivato il momento di consegnare la guida del potere, e di riflesso la guida del sommovimento che ne deriverebbe, a una personalità femminile. In questi anni molte donne sono apparse sulla prima scena in ruoli apicali. Alcune brave altre meno. Voglio essere sincero. Quando penso a leadership femminili non penso ad alcuna di loro. Non penso né a Laura Boldrini né a Maria Elena Boschi e nemmeno alle Ladylike e a tante altre che si sono messe in prima fila rigorosamente scelte dagli uomini. Come per esempio Teresa Bellanova, che per sfondare si è messa al servizio di due maschi, Massimo D’Alema e Renzi. Una così resti nel museo dei trofei maschili.

SERVE UN SALTO GENERAZIONALE

C’è bisogno di un salto di generazione, di esperienza, di cultura politica. Vanno evitate le donne che assomigliano agli uomini, le Renz”e”, le D’Alem”e”, le Prod “e”, le Veltron “e”, eccetera eccetera. Se ci guardiamo attorno nello sport, nella scienza, nella vita pubblica vediamo emergere figure femminili affascinanti, preparate, ben piantate sul terreno, fantasiose, portatrici di nuova umanità.

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UN ANTI-SALVINI NON SERVE A NULLA

Ma davvero pensiamo di contrastare la destra più brutta della storia del secondo Dopoguerra, quella in cui un leader si diverte a insultare chi è solo e non può difendersi (questo fa Matteo Salvini incapace di battersi uno contro uno), con un maschio che litighi con lui, lo insulti, cerchi di dimostrare e che è “uomo di niente” (impresa non difficile, diciamo)?

I MOVIMENTI DAL BASSO

Solo che la Zingaretta non la devono né la possono decidere i maschi. Noi possiamo solo votarla. In questi anni, da Se non ora quando, che contribuì ad abbattere Silvio Berlusconi, alle madamin torinesi e signore romane che hanno svelato l’inganno delle due sindache fallite, abbiamo avuto tanti esempi di movimenti politici di donne che potrebbero ancora prendere la scena per dire alla sinistra e al centro-sinistra: calmi tutti, ora ci pensiamo noi.

CONTRO UN MASCHILISMO AVVOLTO DI PAURA

In Europa ci sono tante nuove leadership femminili, di sinstra, verdi, o di altro orinetamento. Il bello sta nel fatto che sono scese in campo e si sono prese la guida. Di quelle che aspettano di essere nominate da Renzi, Zingaretti, D’Alema, Bersani, che sono specializzate nello scrivere elogi di cotanti personaggi ne abbiamo le tasche piene. Vogliamo donne che dicano agli italiani che questi maschi che sono e sono stati al potere hanno fatto solo danni all’Italia e la genìa di Salvini è quella che fa più paura perché esprime il maschilismo da fine dell’impero, idee e simboli di un mondo che sta morendo avvolto nelle sue paure ma che vuole tornare vivo. Gentili signore il vivo siete voi.

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