L’eccellenza enogastronomica è di casa in Piemonte

27 Luglio 2015 14.57
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Se c'è un motivo per il quale i visitatori dell'Esposizione Universale dedicata al cibo dovrebbero mettere in programma un tour in Piemonte, questo è proprio la straordinaria qualità della sua enogastronomia.

Il re della cucina regionale è il tartufo bianco di Alba. Raro e prezioso, ha un profumo intenso e un gusto senza eguali che nobilitano piatti già squisiti come i tajarin, pasta fresca fatta a mano come una volta.

Non sono da meno gli agnolotti, pasta ripiena di carne dalla qualità eccelsa, di forma quadrata, a volte farcita anche con lo stesso tartufo o con verdura.

Così come gli squisiti risotti, preparati con la materia prima della migliore qualità coltivata nel territorio di Novara e Vercelli. Senza dimenticare antipasti di grande personalità come la bagna caôda, una salsa dal sapore intenso a base di acciughe, aglio e olio nella quale si intinge un trionfo di verdure, tra le quali alcune introvabili fuori dai confini regionali come il cardo gobbo, o ancora la carne cruda all'albese.

Da non perdere anche i piatti a base dell'eccelsa carne piemontese, come il bollito misto con sette varietà di carne e almeno tre tipi di salse in accompagnamento, o il brasato al Barolo. Un piatto, quest'ultimo, che è un ponte tra l'eccellenza gastronomica e quella enologica regionale, che non è da meno.

Oltre allo stesso Barolo, punta di diamante della vitivinicoltura piemontese, un altro grande vino è il Barbaresco. E ancora Barbera, Dolcetto, Prunent, Carema tra i rossi, Arneis e Gavi tra i bianchi.

Per concludere, un calice di Asti spumante: prosit.

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