Così il M5s approfitta della bufera giudiziaria sulla Lega

Così il M5s approfitta della bufera giudiziaria sulla Lega

Arrestato per corruzione il sindaco leghista di Legnano. E Salvini è nei guai per i voli di Stato. I grillini infieriscono: «Nuova Tangentopoli». Sognando una rimonta insperata nei sondaggi.

16 Maggio 2019 19.42

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Una giornata di grane giudiziarie. Che hanno travolto la Lega a 10 giorni dalle elezioni europee 2019. Il caso più grosso riguarda il sindaco leghista di Legnano, arrestato per corruzione. Ma anche Matteo Salvini in prima persona è coinvolto in un guaio: indagato dalla Corte dei conti per il presunto uso improprio dei voli di Stato.

È il momento più duro per il Carroccio nella campagna elettorale. E il ministo dell'Interno ha tirato fuori dalla teoria dell'accerchiamento: «Siamo sotto attacco». E la consueta frase di rito: «Ho fiducia nei miei uomini e nella magistratura». Come se non bastasse, il fuoco amico del Movimento 5 stelle si è fatto ancora più pesante: prima l'offensiva di Beppe Grillo – «Lo prenderei a calci per mandarlo a fare il suo lavoro al Viminale» – e poi Luigi Di Maio che ha denunciato mazzette «ovunque» e una «nuova Tangentopoli».

Non capisco perché per loro io sia diventato il male assoluto. Spero che dopo le elezioni quelli del M5s la smettano di insultarmi per recuperare nei sondaggi

Nella Lega comunque c'è agitazione. E il timore che le indagini possano avere ripercussioni elettorali in vista del voto del 26 maggio. Salvini non ha nascosto l'irritazione per le continue frecciate degli alleati pentastellati: «Non capisco perché per loro io sia diventato il male assoluto». E ancora: «Spero che dopo le elezioni quelli del M5s la smettano di insultarmi per recuperare nei sondaggi», ha detto a Dritto e Rovescio, in onda su Retequattro.

SU TWITTER LA SOLITA CAMPAGNA SOCIAL #SALVININONMOLLARE

Dalle piazze "il Capitano" ha respinto le accuse di abusare degli aerei della polizia («L'inchiesta fa ridere, la prossima volta verrò in bici») e il partito ha scatenato la solita campagna social con l'hashtag #SalviniNonMollare (ha twittato persino Marine Le Pen). Contro il leader leghista hanno cantato Bella ciao a Foggia e hanno manifestato a Napoli (c'era pure uno striscione del fratello di Pino Daniele e ci sono stati scontri con le forze dell'ordine).

Salvini, puntando ai voti di garantisti e conservatori, ha rilanciato in economia il "modello Trump" per infrangere i vincoli europei e realizzare la proposta leghista di taglio delle tasse che ha al centro la flat tax ormai «pronta». Ma Di Maio ha raccontato tutt'altra storia. Parlando di «emergenza corruzione» che «coinvolge sia la destra sia la sinistra: il sistema dei partiti continua a essere fortemente inquinato», perciò il 26 maggio «la scelta sarà tra M5s e questa nuova Tangentopoli».

I CINQUE STELLE SPINGONO SUL DECRETO FAMIGLIA

Il M5s sente di avere a portata di mano una rimonta solo un mese fa insperata. E quindi vuole incalzare. Di Maio, che ha parlato a sinistra annunciando il taglio del cuneo fiscale e ha giocato anche sul campo moderato facendosi garante della tenuta dei conti pubblici, con un blitz punta a portare in Consiglio dei ministri lunedì un decreto sulla famiglia. È insieme una risposta al ministro leghista Lorenzo Fontana, che aveva presentato due emendamenti sul tema, e al decreto sicurezza voluto da Salvini, sul quale nel governo si combatte ancora un durissimo braccio di ferro.

TUTTI I DUBBI INTORNO AL PACCHETTO SICUREZZA BIS

Nella riunione tecnica del preconsiglio sia gli uffici di Palazzo Chigi sia la Farnesina, oltre ai ministeri targati M5s di Giustizia, Trasporti, Lavoro, Difesa, hanno smontato punto per punto la bozza del Viminale. Il confronto proseguirà ai tavoli tecnici, ma secondo fonti M5s il dl sicurezza bis, così come le intese sulle Autonomie, non saranno lunedì in Cdm. Ci saranno entrambi, ribattono dalla Lega. La tensioe rimane.

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