Quando la Lega cercò di eliminare il divieto di finanziamento estero

Redazione

Quando la Lega cercò di eliminare il divieto di finanziamento estero

Secondo Repubblica, il Carroccio presentò un emendamento allo "Spazzacorrotti" nei giorni successivi all'incontro di Mosca. Uno dei firmatari: «Una carognata ricollegarlo alla storia dei russi».

12 Luglio 2019 09.07
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A cavallo tra ottobre e novembre del 2018, la Lega presentò un emendamento che avrebbe cancellato il divieto di finanziamento ai partiti da parte di uno Stato straniero. A rivelarlo, il 12 luglio, è stato il quotidiano Repubblica, sottolineando come il blitz del Carroccio sia avvenuto pochi giorni dopo l’incontro per parlare di possibili finanziamenti alla Lega tra il neo indagato Gianluca Savoini, consigliere di Matteo Salvini, ed emissari del presidente russo Vladimir Putin.

L’EMENDAMENTO ALLA LEGGE “SPAZZACORROTTI”

L’emendamento in questione aveva l’obiettivo di modificare l’articolo 7 della legge “Spazzacorrotti” (per esteso “Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione”), cavallo di battaglia del Movimento 5 stelle, con cui in quei giorni non mancarono tensioni sul tema. In particolare, nel mirino della Lega finì il comma 2: «Ai partiti e ai movimenti politici è fatto divieto di ricevere contributi provenienti da governi o enti pubblici di Stati esteri, da persone giuridiche aventi sede in uno Stato estero o da persone fisiche maggiorenni non iscritte nelle liste elettorali o private del diritto di voto».

Quella norma secondo noi andava cancellata perché vietava per esempio a un’associazione di veneti emigrati di inviarci un contributo qualsiasi

Igor Iezzi, Lega

Il Carroccio depositò un emendamento a firma di nove deputati tanto stringato quanto eloquente: «Sopprimere il comma 2». L’emendamento, alla fine, fu ritirato. Per la precisione, il 18 novembre del 2018. Esattamente un mese dopo l’incontro di Mosca che oggi scuote la Lega. Parlando a Repubblica, uno dei nove firmatari di quell’emendamento, il fedelissimo di Salvini Igor Iezzi, giustifica così il blitz leghista: «Quella norma secondo noi andava cancellata perché vietava per esempio a un’associazione di veneti emigrati, che è persona giuridica con sede all’estero, di inviarci un contributo qualsiasi. Una carognata vera ricollegarlo alla storia dei russi di questi giorni. Sono arrivati a tanto?».

LA DEROGA INSERITA NEL DECRETO CRESCITA

Divenuto legge lo” Spazzacorrotti”, e con esso la norma che vieta i finanziamenti esteri ai partiti, la Lega spostò il mirino sul decreto Crescita. Riferisce ancora Repubblica: «All’articolo 43 (lettera d) compare una deroga non da poco al divieto di finanziamento estero: “Alle fondazioni, associazioni e comitati non si applica”». Il M5s riuscì a depotenziare la deroga con un emendamento che vieta alle fondazioni di devolvere gli eventuali finanziamenti esteri ai partiti. «Argine effimero, fanno notare i tecnici in materia, dato che», spiega Repubblica, «è già difficile collegare una fondazione a un partito di riferimento. Figurarsi monitorare tutti i suoi canali di finanziamento».

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