La procura di Milano indaga sui presunti fondi russi della Lega

Redazione

La procura di Milano indaga sui presunti fondi russi della Lega

L'ipotesi di reato, formulata dal procuratore aggiunto De Pasquale e dai pm Ruta e Spadaro, è corruzione internazionale. Gli inquirenti già in possesso da settimane del nastro. Indagato il leghista Savoini. Salvini: «Da Mosca solo matrioske e Masha e orso per mia figlia».

11 Luglio 2019 12.13
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La procura di Milano ha aperto un’indagine sui presunti fondi russi della Lega, vicenda al centro delle inchieste giornalistiche condotte a febbraio dal settimanale L’Espresso e più recentemente dal sito web americano BuzzFeed. L’ipotesi di reato, formulata dal procuratore aggiunto Fabio De Pasquale e dai pm Gaetano Ruta e Sergio Spadaro, è corruzione internazionale. Nell’ambito dell’inchiesta, aperta mesi fa, sono già state sentite alcune persone e risulta indagato Gianluca Savoini, leghista presidente dell’associazione LombardiaRussia. «Stiamo facendo accertamenti per capire se ci siano reati o meno», ha detto il procuratore di Milano Francesco Greco ai cronisti in relazione all’indagine aperta sui presunti fondi russi alla Lega.

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I PM GIÀ IN POSSESSO DEL NASTRO

I pm di Milano che indagano su presunti fondi russi alla Lega avevano acquisito la registrazione audio prima che la stessa venisse pubblicata il 10 luglio sul sito americano. L’inchiesta va avanti da mesi ed è partita dagli articoli di stampa de L’Espresso, che ricostruivano la vicenda, e nei quali i pm hanno individuato ipotesi di reato su cui indagare, e non da uno dei filoni di indagine per presunta corruzione internazionale che coinvolgono l’Eni e di cui si occupa sempre il dipartimento ‘reati economici internazionali’. Gli inquirenti avrebbero anche acquisito alcune foto per riuscire ad identificare le altre persone che hanno partecipato all’incontro nell’hotel di Mosca.

L’AUDIO DIFFUSO DAL SITO USA

BuzzFeed, il 10 luglio, ha pubblicato un audio che risale al 18 ottobre 2018 e che ha per protagonista proprio Savoini, attualmente unico indagato. Quel giorno il presidente dell’associazione Lombardia-Russia, assieme ad altri due cittadini italiani non identificati (Luca e Francesco, il secondo forse un avvocato), si è intrattenuto per un’ora e un quarto all’Hotel Metropol di Mosca con tre cittadini russi che, secondo il sito web americano, sarebbero «figure governative di alto livello». Al centro della riunione strategie sovraniste contro l’Unione europea e affari legati al petrolio.

SALVINI CONTINUA A MINIMIZZARE

Nella registrazione ottenuta da BuzzFeed, che non ha rivelato la sua fonte, si sente Savoini discutere nei dettagli un accordo illegale e destinato a rimanere segreto per finanziare le campagne elettorali della Lega grazie a una partita di giro sui proventi della compravendita di petrolio. Lo scopo sarebbe stato quello di far arrivare fino a 65 milioni di dollari alla Lega, ma non è chiaro se l’intesa sia mai andata in porto e se il Carroccio abbia effettivamente ricevuto dei soldi oppure no. «Mai preso un rublo, un euro, un dollaro o un litro di vodka dalla Russia», ha detto il leader Matteo Salvini, annunciando querele. Il Pd ha chiesto che il vicepremier riferisca alle Camere sulla vicenda.

«MI VIENE IL DUBBIO CHE STIAMO DANDO FASTIDIO»

Ma l’interessato non intende farlo e continua a minimizzare: «Da Mosca ho sempre portato a casa matrioske e Masha e orso per mia figlia», ha detto durante una diretta Facebook. In serata sempre su Fb ha aggiunto: «Chiarisco a Anm e Csm che ho pieno rispetto per la magistratura e le indagini, ma se cercate rubli a casa mia o nelle casse della Lega non li trovate. Io ritengo un errore le sanzioni economiche alla Russia, ma lo dico gratis». «Mi viene il dubbio che stiamo dando fastidio a qualcuno», ha concluso.

«IL GOVERNO RUSSO NON È COINVOLTO»

«Il governo russo non è coinvolto nella politica italiana né in quella di altri Paesi» ed è «ridicolo» muovere delle accuse in base a un file audio «con qualcuno da qualche parte che parla russo», ha detto una fonte diplomatica russa di alto livello a proposito della registrazione audio. «È necessario capire chi sono queste persone, per chi lavorano e quali paesi o quali organizzazioni rappresentano o non rappresentano, o se si tratta di un fake news o di una cosa montata. Non ne ho idea», ha concluso.

UNA NUOVA EUROPA «VICINA ALLA RUSSIA»

I fatti dell’Hotel Metropol risalgono ai giorni della visita di Salvini da vicepremier a Mosca per incontrare alcuni imprenditori. «In Russia mi sento a casa mia, mentre in alcuni Paesi europei no», aveva detto il 17 ottobre. Il 18, prima di ripartire per l’Italia, aveva postato una foto su Twitter dall’aeroporto della capitale russa. Savoini, che nella registrazione parla in inglese, racconta ai suoi interlocutori che «a maggio ci saranno le elezioni in Europa e vogliamo cambiarla. Una nuova Europa deve essere vicina alla Russia, perché vogliamo riprenderci la nostra sovranità». E ancora: «Salvini è il primo che vuole cambiare l’Europa insieme ai nostri alleati», come austriaci e ungheresi. Il vicepremier viene lodato anche dai russi presenti alla riunione, che lo definiscono «il Trump europeo».

QUELLA PERCENTUALE DEL 4%

Nella registrazione si sente uno dei due italiani, oltre a Savoini, dire agli interlocutori russi: «Il 4% per noi è sufficiente, se lo sconto arriva al 10, il 6% è vostro». Ossia, stando all’audio, una parte del prezzo della compravendita di petrolio tra una società italiana che doveva comprare (nella registrazione si parla dell’Eni, che ha smentito già il 10 luglio) e una società russa che vendeva, sarebbe dovuta arrivare alla Lega per finanziare la campagna elettorale (il 4%, ossia circa 65 milioni di dollari) e la restante parte, invece, (il 6%) sarebbe andata ai russi.

IPOTESI CORRUZIONE INTERNAZIONALE

I pm ipotizzano la corruzione internazionale proprio per verificare, tra le altre cose, se una parte dei soldi sia finita a funzionari russi. L’azienda di San Donato ha smentito ogni coinvolgimento e ha negato qualunque ruolo nel caso. Nell’ipotesi di corruzione internazionale contestata dalla Procura di Milano i pm devono verificare se nella presunta compravendita di petrolio una parte del prezzo, oltre a quella che, stando alla registrazione audio doveva finire alla Lega, sia o meno arrivata a funzionari pubblici russi. Da qui l’ipotesi di corruzione internazionale.

Oggi Salvini dice: Querelo tutti. Anche meno, ministro. Basta che quereli una sola persona: il tuo uomo che chiede soldi ai russi. I sovranisti si fanno pagare da potenze straniere? Salvini: spiega al mondo intero quali sono i vostri veri rapporti coi russi#altotradimento pic.twitter.com/4qnULY8tPP— Matteo Renzi (@matteorenzi) 11 luglio 2019

Il tweet di Matteo Renzi, senatore Pd.

Sul caso è tornato anche Matteo Renzi che ha invitato il leader della Lega a querelare Savoini. «Oggi Salvini dice: ‘Querelo tutti’. Anche meno, ministro. Basta che quereli una sola persona: il tuo uomo che chiede soldi ai russi. I sovranisti si fanno pagare da potenze straniere? Salvini: spiega al mondo intero quali sono i vostri veri rapporti coi russi. #altotradimento», ha scritto su Twitter Matteo Renzi, senatore del Pd.

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