Lega, la Festa dei popoli non si fa più. Anzi sì

Redazione
22/08/2012

Le scope di Bobo sembravano aver spazzato via anche l’evento tradizionale. Poi la precisazione. Con la nuova Lega di Roberto...

Le scope di Bobo sembravano aver spazzato via anche l’evento tradizionale. Poi la precisazione.
Con la nuova Lega di Roberto Maroni pareva calato per sempre il sipario anche sulla ‘Festa dei popoli padani’ che si è sempre tenuta a Venezia a metà settembre.
Lo aveva annunciato il segretario veneto del Carroccio, Flavio Tosi, confermando anticipazioni date il 22 agosto da Il Corriere Veneto.
«PRESTO UN RADUNO». «La festa su Riva dei Sette Martiri di metà settembre», ha reso noto Tosi, «non si farà, ma un grande raduno in Veneto si farà comunque nelle settimane successive».
L’appuntamento leghista a Venezia si svolgeva dal 1996.
LA SEGRETERIA: «RINVIATA AL 7 OTTOBRE». E forse sarà in programma ancora, almeno a sentire la puntualizzazione: «La Segreteria federale della Lega Nord conferma che la Festa dei Popoli Padani si terrà anche quest’anno e come di consueto si terrà in Veneto, domenica 7 ottobre, una settimana dopo gli Stati generali del Nord già programmati per il 28 e il 29 settembre al Lingotto di Torino».
La nota del Carroccio ha preannunciato però concrete novità: «L’appuntamento tradizionale verrà però svolto, rispetto al passato, con modalità e contenuti rinnovati, che saranno illustrati in una conferenza stampa all’inizio della prossima settimana».
Una rivoluzione del post-Bossi.

Basta ampolle, Va pensiero e Braveheart

A Venezia, sulla Riva degli Schiavoni, Umberto Bossi chiudeva la settimana di ‘celebrazioni padane’ iniziata con la raccolta della ‘sacra ampolla d’acqua’ alle sorgenti del Po. Due passaggi in battello in Lombardia ed Emilia-Romagna.
Fino al solenne discorso di Venezia tra bandiere e camice verdi.
GLI SCONTRI COL TRICOLORE. Negli oltre 16 anni di ‘feste padane’ (l’appuntamento saltò soltanto l’anno dell’ictus di Bossi) è rimasto memorabile lo ‘scontro’ a distanza tra il Senatùr e la signora Lucia Massarotto che sventolava il tricolore mentre i leghisti sfilavano sotto casa.
Il problema è che ora, con Maroni, Bossi vede saltare il momento di aggregazione del movimento, quello dove si ascoltava Va pensiero e l’urlo «libertà!» di Mel Gibson nel film Braveheart. Emozioni vere.
MARONI DISSE: «SIAMO ALTRO». Però Maroni non si è mai sentito a suo agio tra baffi verdi ed elmi con le corna: «Siamo altro», ha detto più volte.
Così la sua Lega al pratone di Pontida o alla laguna veneta sembra preferire il ‘Lingotto’ di Torino, dove il 28 e 29 settembre sono in programma gli Stati generali del partito.
E la Festa dei popoli padani? Ancora in Veneto, forse non più a Venezia.
Più sobria, per completare la spazzata perentoria di scope maroniane.