La proposta M5S sul conflitto di interesse che non piace a Salvini

Di Maio attacca Berlusconi, rilancia la proposta per limitare l'influenza dei tycoon sui media e chiede a Salvini di firmare. Il leghista: «Mi domandano di abbassare le tasse».

11 Maggio 2019 19.29
Like me!

«Lui è quello che ha più paura di tutti». Luigi Di Maio in campagna elettorale a Pescara ha parlato così senza mai citarlo di Silvio Berlusconi a cui ormai una parte dei leghisti guarda con insistenza nell'ipotesi di una crisi di governo. E non è un caso se i 5 stelle rilanciano con il conflitto di interesse e lo fanno con una iniziativa parlamentare sulla base del testo a prima firma della deputata Anna Macina. Oltre a regolare la materia, delega al Governo l'adeguamento della disciplina per i "titolari delle cariche di governo locali e ai componenti delle autorità indipendenti di garanzia, vigilanza e regolazione", le varie Authority insomma. Tutti subiranno le regole di incompatibilità che vengono previste per i soggetti titolari, anche per interposta persona, di patrimoni immobiliari o mobiliari oltre i 10 milioni di euro o che abbiano partecipazioni superiori al 2% in imprese con diritti esclusivi, monopoli, radio tv, editoria, internet o imprese di interesse nazionale. Ma questo è solo uno dei testi ancora da esaminare e probabilmente accordare con altri, come già era stato nella scorsa legislatura quando però l'iter della proposta di legge in materia si fermò, dopo l'ok della Camera, in Senato.

LEGGI ANCHE: Cosa c'è nella proposta di legge del M5S sul conflitto di interessi

La proposta sul conflitto potrebbe essere inoltre collegata alla regolamentazione dell'attività di lobbing, non solo verso i parlamentari e i membri del governo, ma verso tutti i "decisori pubblici". Nel capitolo riguardante più strettamente il conflitto di interessi un articolo dovrebbe riguardare il fenomeno delle cosiddette "porte girevoli" (revolving doors). Dovrebbe inoltre essere introdotto per i parlamentari, i membri del governo, i consiglieri regionali, "un periodo di attesa" dopo la cessazione del mandato prima che possano svolgere attività di rappresentanza di interessi. In questo la proposta ricalca gli obiettivi stabiliti dagli alleati già nel contratto di governo dove, oltre ad allargare l'ambito di applicazione «oltre il mero interesse economico», si punta ad estendere l'applicazione della disciplina a incarichi non governativi, ossia «a tutti quei soggetti che, pur non ricoprendo ruoli governativi, hanno potere e capacità di influenzare decisioni politiche o che riguardano la gestione della cosa pubblica, come ad esempio i sindaci delle grandi città o i dirigenti delle società partecipate dallo Stato». A proposito della idea lanciata da Luigi Di Maio, durante un comizio ad Albenga, il leader della Lega ha dichiarato: «Siamo pronti a firmare tutto quello che c'è nel contratto di governo anche se, modestamente, tutte le persone che incontro mi chiedono la riduzione delle tasse alle famiglie e alle aziende». La proposta che Di Maio ha chiesto a Salvini di firmare, dovrebbe essere presentata ufficialmente il 12 maggio .

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *