Il sogno di Lega e cinque stelle: l’annessione di Forza Italia

Paolo Madron
05/04/2018

Salvini vuole farsi incoronare capo del partito unico del centrodestra. I grillini puntano a una plateale transumanza di "Responsabili" tra i berlusconiani. Ma qualcuno proprio non vuole farsi da parte: il Cav.

Il sogno di Lega e cinque stelle: l’annessione di Forza Italia

Silvio Berlusconi sta diventando un fastidioso inciampo, più o meno come lo è la leadership mascherata di Matteo Renzi sul Pd che ancora detta legge nel partito.

IL CAVALLO DI TROIA È TOTI. Matteo Salvini vorrebbe tentare l’annessione, prendersi pacificamente Forza Italia e farsi incoronare capo del partito unico del centrodestra. Conta sulle divisioni tra gli azzurri e sul possibile cavallo di Troia costituito da Giovanni Toti, il governatore della Liguria che non perde occasione di far capire che c’è un nutrito drappello di azzurri pronto a seguirlo. Intanto, è successo all’indomani delle elezioni, si fa platealmente fotografare a Portofino durante un pranzo en plein air in compagnia del capo leghista.

PARTITO UNICO AL NORD. Nel Nord il Carroccio è già quasi partito unico: governa Lombardia, Veneto e presto il Friuli dove ha candidato Massimiliano Fedriga, mentre la Liguria è un suo protettorato. Resiste il Piemonte di Sergio Chiamparino, ma solo perché lì si vota nel 2019.

Berlusconi ha ancora tanti soldi, nonché le truppe cammellate di tivù e giornali. Ben fa Salvini a temere colpi bassi del suo alleato

L’Anschluss di Forza Italia consentirebbe a Salvini di andare a nozze con i pentastellati senza più la spina nel fianco del Cavaliere, contro il quale giocano certo l’età e i propositi revanscisti di Renato Brunetta e Paolo Romani dopo il ribaltone che li ha estromessi dalla guida dei gruppi parlamentari, ma che a suo favore ha ancora tanti soldi, nonché le truppe cammellate di tivù e giornali pronte a entrare nella mischia. (Già immaginiamo, trattamento stile Veronica, il servizio di copertina di Chi su “Elisa, velina nuda”). Perciò ben fa il leader dalle molte felpe a temere colpi bassi da parte del suo alleato.

TORNA LA FORMULA SCILIPOTI? Dall’altra parte i cinque stelle, ma è una metonimia per indicare il solo Di Maio che è il dominus assoluto, accarezzano l’idea di poter riprodurre la formula Scilipoti, ossia staccare da Forza Italia un drappello di Responsabili – così si chiamava, anzi per l’esattezza Movimento di responsabilità nazionale, il gruppo capeggiato dal medico messinese che fece da stampella al quarto governo Berlusconi – con cui formare una maggioranza.

Ipotesi audace, ma contro cui giocano i numeri (ai grillini per fare un governo che non cada al primo voto serve una diaspora di una novantina di parlamentari), nonché la freddezza della base che sembra poco disposta a farsi irretire dai distinguo del capo sul fatto che Berlusconi e Forza Italia non sono la stessa cosa. E poi come giustificare di fronte all’intransigenza di chi vorrebbe cambiare la Costituzione per introdurre il vincolo di mandato una simile plateale transumanza?

IL CAV PERÒ NON MOLLA L'OSSO. Intanto, giusto per parlare a nuora perché suocera intenda, Berlusconi capeggia la delegazione di Forza Italia che il 5 aprile va a consulto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Se i simboli vogliono dire qualcosa, è un chiaro segnale che il Cav non ha alcuna intenzione di farsi da parte.

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