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L'ultima dei grillini: Radio radicale diventa Radio Soros

L’ultima dei grillini: Radio radicale diventa Radio Soros

Ennesimo attacco del M5s contro l’emittente: «Liberista coi problemi degli altri. Loda il mercato e chiede finanziamenti ai cittadini. Noi mai complici». Ma la Lega: «È un presidio di democrazia».

14 Giugno 2019 18.55

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Il Movimento 5 stelle non ha cambiato idea su Radio radicale. Un post sul blog delle stelle è tornato sulla questione del finanziamento pubblico all’emittente il cui futuro è appeso a una proroga che ha diviso il governo gialloverde, con la Lega che è arrivata a votare assieme al Partito democratico.

«TANTE RADIO PRIVATE VANNO AVANTI DA SOLE»

«Sono quelli per cui l’economia e il mercato funzionano da soli, per cui lo Stato non deve intervenire. In realtà sono liberisti solo con i problemi degli altri. E così Radio radicale (o Radio Soros se preferite) incassa altri 3 milioni delle tasse degli italiani grazie a un regalo di tutti i partiti. Ovviamente il Movimento 5 stelle si sottrae a questo giochino: non ci sono regali da fare a radio private, mentre tante altre emittenti in tutta Italia tirano avanti da sole, a costo di sforzi e sacrifici», si legge nell’intervento.

«I SOLDI PUBBLICI VANNO IMPIEGATI PER ALTRO»

Insomma «i soldi pubblici per noi vanno impiegati per migliorare i servizi ai cittadini. Perché l’intervento dello Stato serve e forte» anche «per supportare le piccole imprese e proteggere i diritti e i salari soffocati dal liberismo sfrenato tanto caro a Soros & co. Non per lanciare salvagenti a chi loda il mercato a giorni alterni e poi chiede i soldi ai cittadini. Noi non saremo mai complici».

LA LEGA: «È UN PRESIDIO DA DIFENDERE»

Ma il Carroccio non è d’accordo con l’alleato. Secondo il vice capogruppo vicario della Lega alla Camera, Fabrizio Cecchetti, «l’approvazione in Commissione dell’emendamento a favore di Radio radicale è una decisione di cui essere orgogliosi perché difende un presidio di libertà di opinione e dunque di democrazia».

Radio radicale ha sempre dato spazio alle iniziative politiche della Lega: dai raduni di Pontida e di Venezia ai congressi

Fabrizio Cecchetti (Lega)

E ancora: «Al di là di ogni orientamento politico e culturale, Radio radicale ha sempre dato spazio a tutte le voci rappresentate nell’arco costituzionale e alle loro iniziative politiche, comprese quelle della Lega stessa: dai raduni di Pontida e di Venezia ai congressi. Ciò sempre senza pregiudizi o preclusioni e indipendentemente dalla consistenza dei partiti, attraverso un lavoro scrupoloso e mai superficiale da parte dei giornalisti che vi lavorano e vi hanno lavorato, cosa che peraltro ha permesso anche di raccogliere e formare negli anni e nei decenni un autentico patrimonio di documenti giornalistici che va salvaguardato in quanto memoria di una fetta di storia del nostro Paese».

BONAFEDE: «I CITTADINI PAGANO GIÀ IL CANONE RAI»

Ma i grillini non sembrano propensi a farsi intenerire. Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha ribadito: «Abbiamo posto un problema di metodo e non di merito. Perché non riteniamo giusto elargire a pioggia soldi pubblici. Radio radicale ha svolto negli anni un lavoro meritorio, ma in Italia c’è anche un sistema radiotelevisivo pubblico pagato dai cittadini attraverso il canone di cui secondo noi si deve tenere conto. In ogni caso abbiamo espresso una nostra posizione chiara e non è necessario tornarci sopra».

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