Lo scontro tra Lega e M5s sull’ordine pubblico

Di Maio attacca: «In italia una tensione sociale palpabile e un clima che non si vedeva da tempo». Poi l'invito a Salvini ad abbassare i toni. Ira del Carroccio: «Italiani al sicuro, si occupi delle morti sul lavoro».

13 Maggio 2019 18.23
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Sul governo gialloverde esplode anche il fronte della «tensione sociale». A dividere Luigi Di Maio e Matteo Salvini, come se non bastassero i tanti dossier sul tavolo della maggioranza, sono adesso i malumori di piazza e il rischio che possano riaccendersi scontri appartenenti a epoche di cui il nostro Paese ha assai poca nostalgia. «Vedo e sento molto nervosismo in Italia. Alla Sapienza oggi sono tornate le camionette delle forze dell'ordine come non accadeva da tempo», ha scritto su Facebook il leader del Movimento 5 stelle.

«C'è una tensione sociale palpabile», ha aggiunto Di Maio, «non solo a Roma, come non si avvertiva da anni. Sequestri di telefonini, persone segnalate, striscioni ritirati. Nelle piazze è tornata una divisione tra estremismi che non fa bene a nessuno». Per questo il vicepremier, citando le manifestazioni "pro" e "anti" Lucano a La Sapienza e due episodi registrati in comizi di Salvini, ha lanciato un appello «a tutte le forze politiche anche all'interno del governo: "Basta slogan, basta polemiche, vogliamo lavorare"».

LA LEGA: «L'UNICA NOVITÀ SONO LE MINACCE A SALVINI»

Un intervento che non è stato particolarmente gradito in casa Lega, per usare un eufemismo. «Tensione nelle piazze? L'unica novità negativa sono le decine di minacce di morte contro il ministro Salvini. Per il resto i reati in Italia sono in calo ovunque, per fortuna, fino a ridursi del 15% in questo 2019. Mentre, purtroppo, sono in aumento i morti e gli infortuni sul lavoro. La sicurezza degli italiani è aumentata, quella dei lavoratori purtroppo no». Eppure, per Di Maio, «la politica deve occuparsi dei problemi degli italiani, deve dare risposte, non deve inseguire ogni polemica, non deve rincorrere media o tivù. La politica deve fare le cose. Siamo stati eletti per questo».

SULLO SFONDO RESTA LO SCONTRO PER l'AUTONOMIA

A mettere il carico nelle tensioni tra i due alleati c'è la richiesta della Lega di approvare nell'ultimo Consiglio dei ministri utile prima delle Europee le intese per l'Autonomia regionale e il decreto sicurezza bis di Salvini. Il premier Giuseppe Conte per ora non interviene, per non alimentare le tensioni, ma da Palazzo Chigi spiegano che la bozza di decreto preparata dal Viminale dovrà essere esaminata dall'ufficio per gli Affari giuridici della presidenza del Consiglio e poi passare al vaglio (anche quello tecnico) del pre-consiglio. È in questi passaggi che potrebbe emergere la richiesta di cambiare un testo che, secondo il M5s, presenta profili di incostituzionalità. In più, i cinque stelle non intendono concedere alla Lega una carta vincente a pochi giorni dal voto. «In Italia si entra con il mio permesso», tuona Salvini. Ma il M5s, che non esclude slittamenti del Cdm a dopo il voto, sulle norme del Viminale alza un muro. E lo stesso copione resta sull'autonomia.

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