Le sfumature nere della Lega di Salvini

16 Dicembre 2018 17.00
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La Lega dopo aver rottamato il verde padano continua ad assumere sfumature nere. Il "fascioleghismo”, cioè l’interazione politica tra piccole realtà di estrema destra e il partito di Matteo Salvini è un fenomeno che aumenta in maniera esponenziale sotto gli occhi di tutti. Un’alleanza ormai sdoganata e preparata per conquistare un pezzo d’Italia che fino a ieri al ministro dell’Interno era praticamente sconosciuto. Di conseguenza, persino l’antifascismo professato da Umberto Bossi negli Anni 90 risulta oggi per nulla credibile. Suonano ormai superate le parole del fondatore del Senatùr al congresso federale di Bologna del 1994: «La Lega con il Msi? Mai! Mai! Mai!». C’è stato poi un tempo in cui il capo padano diede addirittura dello «stronzo» all’allora sindaco leghista di Verona, Flavio Tosi, colpevole di «aver portato dentro alla Lega un sacco di fascisti». Era il lontano 2011 e i vertici di via Bellerio a quell’epoca avevano a cuore soltanto temi come l’autonomia e il federalismo.

Da quando Salvini è stato eletto nuovo segretario della Lega Nord, nel dicembre 2013, i rapporti con le realtà di estrema destra si sono intensificati. C’è una data che meglio di altre sancisce la nascita di un asse sovranista tra Lega e CasaPound. Il 18 ottobre 2014 a Milano leghisti e «fascisti del terzo millennio» sfilarono insieme nella manifestazione contro l'immigrazione intitolata «Stop invasione». I due partiti hanno del resto in comune anche il motto «Prima gli italiani». E dire che proprio i leghisti qualche anno prima invocavano la secessione puntando il dito contro «Roma ladrona».

LEGA-CASAPOUND, UN RAPPORTO TRA ALTI E BASSI

L'anno successivo, al Teatro Brancaccio di Roma arrivò l’atteso abbraccio tra Salvini, Simone Di Stefano e il popolo della tartaruga frecciata. Eppure, nel tempo l’alleanza tra Lega e CasaPound ha conosciuto alti e bassi. Screzi legati a idee e soprattutto a strategie politiche diverse. Nel gennaio 2017, per esempio il presidente Gianluca Iannone scaricò Salvini definendolo, insieme con Giorgia Meloni, «funzionale al sistema». Eppure, quando sei mesi dopo i giudici di Genova bloccarono i conti della Lega, Di Stefano fu il primo a postare un messaggio di solidarietà a al segretario leghista. Segnali dunque di vicinanza in un rapporto che oggi può definirsi stabile.

LA VENA NOSTALGICA

Trascurato dai media fu invece l'incontro di Anzio del giugno 2014. Un momento strategico per saldare un altro legame, quello tra la Lega (ancora) Nord e l’estrema destra nostalgica. Nel summit convocato per festeggiare l’anniversario di fondazione di Avanguardia Nazionale (l’organizzazione neofascista sciolta nel 1976 per effetto della Legge Scelba) era ospite anche l’europarlamentare Mario Borghezio. Accanto a lui Stefano Delle Chiaie, “Er Caccola” negli ambienti dell’eversione, primula nera del neofascismo italiano. «Abbiamo bisogno di una rivoluzione nazionale», disse Borghezio davanti a centinaia di camerati. Al meeting partecipava pure Gabriele Adinolfi, fondatore di Terza Posizione nonché ideologo di CasaPound.

LA PARTECIPAZIONE PADANA ALLA FESTA DEL SOLE

Particolarmente fitta quest’estate è stata la rappresentanza leghista alla contestata Festa del Sole di Abbiategrasso. L’evento annuale organizzato da Lealtà e Azione, l’associazione neofascista lombarda nata nel 2011 e molto vicina agli Hammerskin, il gruppo di skinhead più violento. Sul palco per parlare di sovranismo e autonomia si sono succeduti i parlamentari del Carroccio Igor Iezzi, William De Vecchis e Paolo Grimoldi considerato il braccio destro di Salvini in Lombardia. Tra i presenti anche il consigliere regionale lombardo Gianmarco Senna. Anche in questo caso i punti di contatto tra Lealtà e Azione e Lega sono evidenti. «Salvini tocca temi che noi trattiamo da anni su identità, immigrazione e difesa della famiglia tradizionale», disse in quell’occasione Riccardo Colato, esponente di Lealtà e Azione.

IL CASO DI BRESCIA

Avvicinamenti con l'estrema destra si sono registrati anche a Brescia. C’è una fotografia che lo illustra molto bene. Nel corso di un banchetto leghista il primo dicembre tra i militanti è spuntata a sorpresa una sorridente Laura Castagna, già leader di Azione Sociale ed ex candidata sindaco appoggiata pure da Forza Nuova. Il giorno dopo, Castagna sul suo profilo Facebook aveva dato indicazioni ai suoi elettori di votare i candidati della Lega ai consigli di quartiere. Eppure, la sua è una storia assai lontana e differente dal partito del Senatùr. Classe ’69, sposata, madre di due figlie e già nonna, in estate era balzata agli onori delle cronache per la sua partecipazione regolare alle cene fasciste di Avanguardia Nazionale.

Andate a votare per i Consigli di Quartiere….io l’ho appena fatto!!!
VOTATEEEEE altrimenti gli altri sceglieranno per…

Geplaatst door Laura Castagna op Zondag 2 december 2018

Negli Anni 70, il movimento eversivo si era distinto a lungo per le ripetute violenze squadriste. Il 3 febbraio 1973, alcuni avanguardisti distrussero la sede del Partito socialista italiano. Danilo Fadini e Kim Borromeo, entrambi arrestati in quell’occasione, sono attualmente i promotori delle nuove riunioni politiche. Sebbene allo stato Avanguardia sia ancora fuorilegge, la sua rinascita non sta certo avvenendo di nascosto.

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Poi ci sono i passaggi elettorali, i cambi di casacca e i candidati "scomodi". Leghista, o per lo meno candidato con la Lega, era stato anche “Luchino nazi”, soprannome di Luca Traini, condannato a 12 anni per aver ferito a colpi di pistola il 3 febbraio 2018 sei immigrati africani a Macerata. Neonazista dichiarato con tanto di dente di lupo (simbolo di Terza Posizione) tatuato sulla tempia destra, Traini era stato simpatizzante di Forza Nuova e CasaPound. Poi nel 2017 si era candidato col Carroccio al Consiglio comunale di Corridonia, 15 mila anime nel Maceretese, prese zero preferenze.

L'ASSE NEI MUNICIPI DI MILANO

Lo scorso marzo, invece, per la prima volta una rappresentante di Forza Nuova è entrata nelle istituzioni milanesi . Parliamo di Roberta Perrone, ex capogruppo della Lega nel Municipio 5. «È una realtà che si sposa con i miei ideali legati all’impegno per una ricostruzione nazionale che restituisca dignità al popolo italiano», disse a proposito del partito di Roberto Fiore. Sempre nel capoluogo lombardo due anni fa, il giovane Stefano Pavesi appartenente ai neofascisti di Lealtà e Azione era riuscito a farsi eleggere in Municipio 8 correndo proprio con la Lega. Estremista di destra e grande frequentatore della Curva Nord dell’Inter, l’anno scorso Pavesi è stato raggiunto dal Daspo per aver fatto bagarinaggio poco prima di una partita di hockey su ghiaccio. A differenza di CasaPound, Lealtà e Azione ha scelto di non creare un partito politico suo preferendo invece appoggiare direttamente e pubblicamente i candidati della Lega alle elezioni. Massimiliano Bastoni, eletto consigliere in Comune a Milano e in Regione, era tra questi

CALABRIA TRA DESTRA SOCIALE E NOI CON SALVINI

Non è finita. Lo scorso marzo la Lega si è addirittura presentata in coalizione con Italia agli Italiani, la lista nata dall’unione di Forza Nuova e Fiamma Tricolore eleggendo al Senato il su citato De Vecchis. Spostandoci più a Sud, dalla Destra di Storace proviene il coordinatore della sezione calabrese delle Lega-Noi con Salvini Domenico Furgiuele, eletto alla Camera (unico seggio guadagnato dalla Lega in Calabria) lo scorso 4 marzo. Furgiuele è un puro camerata salviniano. Di Stefano Delle Chiaie ad esempio, ha sempre parlato un gran bene, arrivando a definirlo «più una vittima che un carnefice».

LE VIRATE DI VESCOVI E TUIACH

Per conoscere invece un leghista convertitosi a CasaPound bisogna risalire al Nord e spostarsi a Bergamo. L’ex sindaco di Cividate al Piano Luciano Vescovi, reduce dall’espulsione dal Carroccio ha virato le sue idee ancora più a destra, scegliendo la tartaruga frecciata per correre al Senato nel collegio uninominale non finendo eletto. Uno spostamento che in realtà non ha sorpreso troppo i suoi concittadini. Alcuni anni prima Vescovi aveva infatti apertamente sostenuto nel suo paese la lista Sovranità di forte ispirazione casapoundina e assai diversa alla Lega tradizionalista di Bossi e Maroni. Ma non è l’unico. Tra gli ex leghisti trasformatisi in militanti di estrema destra c’è anche il campione di pugilato Fabio Tuiach. Il consigliere comunale di Trieste eletto con la Lega era finito nella bufera per aver definito Maometto un pedofilo e liquidato il femminicidio come una «invenzione della sinistra». Boutade che gli era costata la cacciata dal partito. Diventato nel frattempo un forzanovista convinto, soltanto due mesi fa è tornato all’attacco contro Stefano Cucchi, etichettato come «spacciatore eroinomane», finendo sconfessato pure da Forza Nuova.

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